«PENSARE L’EUCARISTIA»: A SULMONA LA TEOLOGIA SI FA CAMMINO SINODALE
Esiste un nesso inscindibile tra la mensa della Parola e quella del Pane, ma ne esiste uno altrettanto vitale che lega l’altare alla biblioteca, la preghiera al pensiero. È in questo solco che la Diocesi di Sulmona-Valva, in piena preparazione verso il Congresso Eucaristico Diocesano 2026, lancia il progetto «Pensare l’Eucaristia».
L’iniziativa, nata dall’intuizione e dal lavoro dell’Ufficio Comunicazioni Sociali diocesano, si configura come una vera e propria sfida comunicativa: restituire spessore intellettuale all’esperienza della fede, offrendo ai fedeli gli strumenti per «rendere ragione della speranza» attraverso i giganti della tradizione cristiana.
Una bussola nel mare dei testi L’operazione editoriale, fortemente sostenuta dal vescovo Michele Fusco, si articola in un itinerario di schede critiche curate con rigore. L’obiettivo dell’Ufficio Comunicazioni è chiaro: colmare quel divario tra la celebrazione liturgica e la consapevolezza della sua portata storica e speculativa. In un’epoca di messaggi frammentati e comunicazione “veloce”, la Chiesa locale sceglie la via della profondità, proponendo un percorso che attraversa i secoli: dalla “freschezza sorgiva” della patristica alle vette della mistica, fino alle provocazioni della teologia contemporanea.
L’intelligenza del Mistero «Pensare l’Eucaristia» significa sottrarre il Sacramento al rischio di un devozionismo sterile per riconsegnarlo alla sua natura di “fatto totale”. Le schede non si limitano alla segnalazione editoriale, ma entrano nel merito del perché un testo sia ancora oggi capace di interpellare l’uomo post-moderno.
È la «pastorale dell’intelligenza» applicata ai nuovi media: un invito dell’Ufficio Comunicazioni a sostare sulla pagina scritta per dilatare gli orizzonti del cuore. Come scriveva Henri de Lubac, l’Eucaristia fa la Chiesa, ma è una Chiesa che riflette, che studia e che si interroga quella che può davvero dirsi capace di evangelizzare il presente.
Un ponte tra le generazioni Il progetto si rivolge a un pubblico vasto: dai sacerdoti ai catechisti, dai giovani universitari ai laici impegnati. La scelta di abbinare a ogni opera l’edizione italiana più recente e completa risponde alla volontà dell’Ufficio di rendere la cultura un bene accessibile e condiviso.
Mentre la Diocesi si incammina verso il traguardo del 2026, «Pensare l’Eucaristia» si pone come la spina dorsale di questo pellegrinaggio mediatico e spirituale. Perché se è vero che l’Eucaristia è un mistero da celebrare, è altrettanto vero che è un Mistero che chiede di essere “pensato”, per poter essere pienamente testimoniato nelle strade del mondo.


