LA CATTEDRALE CHE SI FA TENDA SUL MONDO: L’EUCARISTIA DA SULMONA ENTRA NELLE CASE DEGLI ITALIANI
Trasmessa in diretta su Rai 1 e in mondovisione, la celebrazione presieduta dal Vescovo Fusco ha segnato il momento di massimo respiro del Congresso Eucaristico Diocesano. Un imponente sforzo corale e mediatico per ricordare all’uomo contemporaneo che Dio è “amante della strada” e invita tutti al suo banchetto.
Le millenarie pietre della Cattedrale di S. Panfilo in Sulmona si sono idealmente dilatate, domenica 11 ottobre alle ore 11:00, fino ad abbracciare i confini dell’intero Paese e oltre. La Santa Messa presieduta dal Vescovo di Sulmona-Valva, S.E. Mons. Michele Fusco, e trasmessa in diretta nazionale sugli schermi di Rai 1 (nonché in mondovisione), ha rappresentato ben più di un prestigioso appuntamento mediatico. Si è tramutata nell’epifania visibile di una Chiesa che, nel cuore del suo Congresso Eucaristico Diocesano 2026, sceglie di farsi pellegrina nell’etere per raggiungere le periferie esistenziali: gli infermi, i soli, gli smarriti. Il tema portante dell’incontro, “L’Eucaristia nella famiglia di Dio“, ha trovato proprio in questa sterminata platea televisiva la sua declinazione più universale e autentica.
La gravità e lo splendore di una liturgia capace di parlare al cuore di milioni di telespettatori, tuttavia, non si improvvisano. La celebrazione ha restituito l’immagine di una comunità ecclesiale viva, corale e sapientemente ordinata, frutto di una sinergia operativa e pastorale di altissimo profilo. L’evento ha infatti visto operare all’unisono l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI, l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi e l’Ufficio Liturgico diocesano: un “dietro le quinte” faticoso e minuzioso, capace di farsi mirabilmente trasparente affinché a brillare fosse unicamente il Mistero celebrato. Questa stretta collaborazione ha permesso di coniugare le rigorose e serrate esigenze del mezzo televisivo con la sacra e inalienabile grammatica del rito, restituendo la bellezza di una Chiesa unita.

È all’interno di questa imponente cornice comunitaria che la parola del Vescovo Fusco è risuonata, nitida e disarmante, commentando la celebre parabola matteana del re che prepara il banchetto nuziale per il figlio. Un’omelia che ha scandagliato con finezza psicologica le contraddizioni del nostro tempo, individuando nel comportamento dei primi invitati – i quali «non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari» – la cifra esatta della modernità. Il rischio più subdolo per l’uomo contemporaneo, ha avvertito il presule, non risiede in un aperto e titanico rifiuto del sacro, quanto nella lusinga dell’indifferenza: il «diventare così pieni di cose, di preoccupazioni e di impegni da non avere più spazio per il suo invito». È la piaga di un’umanità intossicata dalla “malattia dell’autosufficienza”, prigioniera della tragica illusione di «non aver bisogno di essere salvati».
Eppure, dinanzi a questo drammatico ritrarsi dell’uomo, Dio non capitola, non recede. Egli – ha ricordato Mons. Fusco con un’immagine poetica – si fa mendicante d’amore. La reazione del re della parabola, che invia i servi ai crocicchi delle strade, ci svela il volto inedito di un «Dio amante della strada». Il Signore abbandona le stanze chiuse del perbenismo per gettarsi là dove pulsa, spesso ferita, la vita reale, ordinando di chiamare «tutti, buoni e cattivi». È un invito vertiginoso e totalmente gratuito, che non esige alcun merito pregresso ma domanda unicamente la disponibilità a sedersi alla mensa e a lasciarsi amare. Tuttavia, ha precisato il Vescovo commentando la figura dell’invitato senza l’abito nuziale (riferimento alla veste battesimale), occorre rivestirsi di questa grazia: chi non accoglie intimamente l’amore gratuito entra formalmente nella festa, ma «di fatto è ancora fuori: si trova dentro la sala ma nella tristezza».

Il banchetto eucaristico, ha chiosato Mons. Fusco, è la realizzazione viva di questa promessa. Attraverso il Congresso Eucaristico, la Chiesa di Sulmona-Valva rilancia al mondo intero l’invito senza esclusioni che echeggia sin dal cenacolo: «Prendete e mangiatene tutti». Un appello che esorta chiunque a venire «così come sei», portando dinanzi all’altare non un’irraggiungibile perfezione, ma «la tua vita, le tue ferite». Affinché, nutrita da quel Pane irradiato domenica sugli schermi di innumerevoli case, la nostra umanità ritrovi la forza della fraternità e ciascun credente possa diventare, insieme a Cristo, «pane spezzato per la vita del mondo».
- Rivedi la celebrazione: per vivere o rivivere l’intensità della liturgia, è possibile visionare la Santa Messa integrale sulla piattaforma RaiPlay: Clicca qui per il video
- Omelia: Leggi integralmente l’omelia del vescovo qui sotto.
