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OLTRE LE FORMULE PRECONFEZIONATE: L’APPELLO DEL VESCOVO FUSCO E DELL’UFFICIO CATECHISTICO PER UN ANNUNCIO CHE DIVENTI ESPERIENZA DI VITA

La lettera programmatica inviata a sacerdoti, religiosi e laici in vista del nuovo anno pastorale 2026/2027. Al centro, la sfida della mistagogia, la necessità di superare la catechesi come “isola a sé stante” e l’annuncio dei prossimi appuntamenti foraniali e regionali.

In un tornante storico in cui l’ansia da prestazione e l’ossessione per l’efficienza sembrano aver colonizzato persino i territori dello spirito, c’è un rischio, sottile e letale, che minaccia dall’interno l’agire pastorale della Chiesa: quello di ridurre la vertigine dell’annuncio evangelico a un mero travaso di nozioni. Contro questa perniciosa deriva, si leva chiara e profetica la lettera programmatica a firma congiunta del Vescovo di Sulmona-Valva, Mons. Michele Fusco, e della Direttrice dell’Ufficio Catechistico Diocesano, Suor Anastasia De Dominicis, inviata in questi giorni – e datata 7 ottobre, memoria della Beata Vergine Maria del Rosario – a tutti i sacerdoti, ai religiosi e ai catechisti della Diocesi.

Il documento non si limita a scandire il calendario degli appuntamenti, ma si propone come un autentico manifesto per il rinnovamento della pastorale sulmonese. Facendo tesoro delle intuizioni maturate durante il recente Convegno Nazionale tenutosi a Roma sul tema “Abitare i passaggi della vita”, i vertici della Diocesi invitano educatori e presbiteri a un coraggioso cambio di paradigma.

Il cuore dell’esortazione ruota attorno a un monito mutuato dalla sapienza del Qoèlet: rifuggire la scorciatoia delle «risposte preconfezionate» per insegnare ai ragazzi, in un tempo che sembra aver smarrito il senso dell’interrogativo, «la bellezza della domanda». Non si tratta, dunque, di «riempire le menti di formule», sottolineano il Vescovo e la Direttrice, bensì di «re-imparare a trasmettere la fede attraverso l’esperienza». Una fede che esige di tradursi nei «segni liturgici e nella profonda bellezza del quotidiano».

Questa visione esperienziale chiama in causa uno degli snodi più critici della prassi ecclesiale odierna: la perniciosa abitudine di abbandonare i ragazzi non appena ricevuto il Sacramento della Confermazione o della Prima Comunione. La missiva richiama fortemente all’urgenza della mistagogia: la Chiesa deve farsi «compagna di viaggio attraverso l’attraversamento della soglia», accompagnando con costanza il neofita affinché la grazia ricevuta fermenti nella vita adulta. Per realizzare questa delicata sutura, ammonisce il documento, è necessario che la catechesi smetta di percepirsi come «un’isola a sé stante», ma inizi a dialogare fattivamente «con gli altri ambiti dell’esistenza, in stretta collaborazione con la pastorale della famiglia e del lavoro». Un indirizzo, questo della “Sinergia diocesana”, che vedrà i direttori dei vari uffici collaborare in modo sempre più organico e strutturale.

Sul piano squisitamente operativo, l’Ufficio Catechistico ha declinato queste urgenze teologiche in precisi appuntamenti. Il primo invito rivolto alle parrocchie è quello di celebrare, in questo avvio di ottobre, il “mandato catechistico“, per restituire dimensione comunitaria alla vocazione di tanti laici. Viene inoltre confermata, visti gli esiti fruttuosi dell’anno precedente, la modalità degli incontri per foranie. Tra novembre e dicembre, Suor Anastasia organizzerà incontri infrasettimanali nelle 5 foranie diocesane, momenti pensati non per aride disquisizioni teoriche, ma per la «narrazione» dell’esperienza romana e per «nutrire e toccare la spiritualità di ciascuno» attraverso forti momenti di preghiera.

Infine, la lettera ricorda un passaggio ineludibile per la formazione degli operatori: il Convegno regionale promosso dalla CEAM e curato dall’Ufficio Catechistico Regionale, dal titolo “La spiritualità del catechista“, che si terrà a Termoli giovedì 24 ottobre a partire dalle ore 9:00 (presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli). Ad animare la riflessione interverranno la Prof.ssa Rosalba Manes, docente alla Gregoriana e biblista, e il Prof. Marco Tibaldi, teologo.

«Voi seminate, spesso senza vedere immediatamente il germoglio. Ma gettate il vostro pane sulle acque, amate molto», scrivono in conclusione Mons. Fusco e Suor Anastasia, invitando, sulla scorta dell’attuale Congresso Eucaristico, a mantenere i cuori aperti. Perché, come recita la chiosa finale, «questo è il tempo di camminare insieme».

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