Aspirate alla Santità: LA DIOCESI SI RITROVA IN PREGHIERA A PIZZOFERRATO
Aspirate alla Santità
E’ questo il tema scelto da papa Leone XIV per la 63° giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebrerà domenica 26 aprile 2026. Nel suo messaggio, il Santo Padre ha invitato i giovani ad intraprendere questo arduo cammino, iniziando a lasciarsi attrarre dalla via della bellezza, ma quale bellezza? Quella del Buon Pastore, anzi del ‘’Pastore Bello’’, questa semplice ma potente immagine utilizzata da Gesù e narrata nel Vangelo secondo Giovanni. Il Pastore è Gesù stesso, perfetto, autentico, esemplare e che affascina: chi decide di seguirlo, scopre che la vita è davvero bella, dice il papa. Seguendo il Signore si diventa non uomini ‘’buoni’’, ma ‘’belli’’, non esteticamente, ma interiormente, ed un’anima bella si riconosce al primo sguardo, ed è capace di attrarre e generare, proprio come i tanti santi che conosciamo. La vocazione è un dono, mai un’imposizione o un programma, è un progetto di Dio da accogliere, coltivare, uno stile di vita a cui aderire, però oggi nella pastorale delle vocazioni urge più che mai la cura dell’interiorità: in un mondo con mille “rumori’’, il silenzio interiore e la preghiera sono sempre più difficili da vivere; spesso nelle parrocchie troviamo o ragazzi completamente distanti dalla vita di fede oppure l’esatto opposto, cioè “tecnici del sacro”, ma comunque distanti da una vita spirituale. Papa Leone ci esorta a tornare a far esperienza di un Dio che è Amore, relazione, non solitudine, un Dio che ci conosce nel profondo del cuore, che vuole intraprendere un viaggio intimo con chi sceglie, un Dio che incontriamo nella Parola, nei Sacramenti, nella vita fraterna. Il papa infine mette in luce un ultimo aspetto essenziale nelle vocazioni: la fiducia. Questo è un atteggiamento cruciale sia per accogliere, sia per perseverare nella vocazione, perché quando si compie questa scelta, ci si fida e ci si affida continuamente al Signore ed alla Chiesa, soprattutto quando scopriamo che i suoi piani sconvolgono i nostri.
E nella nostra diocesi di Sulmona – Valva?
La realtà diocesana vede un vasto territorio dove la maggior parte delle parrocchie sono dislocate lungo la dorsale appenninica, territori unici da un punto di vista naturalistico – culturale, ma spesso distanti dai grandi centri urbani, spesso spopolati. Dal punto di vista delle vocazioni, la nostra diocesi è fortunata nell’avere due seminaristi in cammino verso il presbiterato: Antonio originario di Palena che attualmente vive e studia presso l’Almo Collegio Capranica a Roma e Vittorio originario di Popoli al Pontificio Seminario “S. Pio X” di Chieti. Molti dicono “sono tanti, sono pochi”, la verità è che la vocazione è una cosa tanto bella, quanto delicata e certamente non arriva casualmente, ma nasce quando le comunità pregano perche sentono la necessità dei sacerdoti, quando non si scoraggia, ma si spende del tempo per responsabilizzare e seguire nell’ordinario i ragazzi che manifestano segni di una possibile chiamata, quando l’ambiente della parrocchia diventa attraente, quando il sacerdote di una comunità risulta essere un modello esemplare…La sfida a cui oggi andiamo incontro non è quella di riparare la crisi di vocazioni, ma di riscoprire il senso del servizio e del dono di se, utilizzando linguaggi adatti e creando ambienti di qualità, fertili alla Parola ed all’incontro autentico e personale con il Signore, che ancora oggi bussa ai cuori di molti e chiede di lasciare “le reti” e di seguirlo.
