UN CAMMINO DI SPERANZA TRA I VICOLI E LE FRAGILITÀ: LA SETTIMANA SANTA DELLA DIOCESI DI SULMONA-VALVA
La Pasqua a Sulmona non è solo il rintocco delle campane o il rigore dei riti secolari; è un itinerario dell’anima che attraversa i luoghi della sofferenza per approdare alla gioia della Risurrezione. Il Vescovo, Mons. Michele Fusco, si appresta a guidare la comunità diocesana in una Settimana Santa 2026 che si annuncia carica di significati, segnata quest’anno dal respiro del Congresso Eucaristico Diocesano.
Il Cristo che abita le periferie dell’esistenza
Il programma delle celebrazioni, diffuso dall’Ufficio Comunicazioni Sociali, rivela una scelta pastorale chiara: il Vescovo Fusco sceglie di farsi prossimo, portando il conforto dell’Eucaristia laddove la vita si fa più fragile. Se il cammino inizia il 29 marzo con la solennità delle Palme in Piazza Tresca, il cuore del martedì e della domenica di Pasqua batterà lontano dalle navate monumentali: tra le corsie della Clinica San Raffaele e dietro le sbarre della Casa Reclusione di Sulmona.
È una Chiesa in uscita, quella disegnata da Mons. Fusco, che non attende i fedeli solo in Cattedrale, ma va a cercare il volto di Cristo negli ammalati e nei detenuti, trasformando la liturgia in un gesto di profonda solidarietà umana.
Dalla Passione alla “Corsa” verso la luce
Il Triduo Pasquale vedrà i momenti di più alta intensità spirituale e partecipazione corale. Il Venerdì Santo (3 aprile) sarà scandito dalla solenne Celebrazione della Passione in Cattedrale alle ore 17:00, seguita dalla suggestiva Processione del Cristo Morto alle ore 20:00, momento in cui il dolore della città si fonde con quello del Figlio di Dio.
Ma è la Domenica di Risurrezione (5 aprile) a custodire l’anima identitaria di questa terra. Dopo la Messa in S. Maria della Tomba, gli occhi di migliaia di fedeli e turisti saranno puntati su Piazza Garibaldi alle ore 12:00 per la sacra rappresentazione della “Madonna che scappa in piazza”. Un rito che non è folklore, ma l’esplosione di una speranza che non si arrende, il passaggio dal lutto allo stupore dell’incontro con il Risorto.
Un invito alla comunione
“Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi”: il versetto lucano scelto per accompagnare il programma non è un semplice richiamo testuale, ma l’invito che Mons. Fusco rivolge a ogni cittadino. In un tempo ancora segnato da incertezze globali, la Pasqua si offre come un’occasione per riscoprirsi comunità, unita attorno alla mensa della Parola e del Pane, pronta a correre, come Maria, verso un annuncio di pace.
Ufficio Comunicazioni Sociali
