Dalle Parrocchie 

RISCOPRIRE LA TRINITÀ SS. NELLA SANTA MESSA

(Pellegrinaggio in preparazione al Congresso Eucaristico Diocesano)

La santa messa è l’esperienza quotidiana con e di Dio a portata di ogni cristiano. In essa il Padre continua ad indicare il Figlio come il Prediletto da ascoltare; quest’Ultimo ci parla e permette allo Spirito Santo di darLo a noi come cibo di vita eterna. Noi, delle Parrocchie sant’Eustachio e SS. Salvatore di Campo di Giove e Cansano, abbiamo deciso di riscoprire la Santissima Trinità attraverso il pellegrinaggio domenicale culminato nella celebrazione eucaristica sull’altare all’aperto del Santuario. Domenica 31 maggio si è rinnovato il tradizionale pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, uno dei luoghi di culto più cari e significativi per la comunità religiosa.

Si tratta di un pellegrinaggio antico, segnato da fede, sacrificio e devozione, che ogni anno richiama centinaia di compagnie e pellegrini provenienti da diverse regioni del Centro Italia. Il Santuario, situato in una suggestiva conca montana ai piedi del Monte Autore, custodisce un venerato affresco della Santissima Trinità risalente al Medioevo ed è da secoli meta di preghiera e di profonda spiritualità.

Alla giornata hanno partecipato famiglie, bambini, catechiste e numerosi fedeli delle parrocchie di Sant’ Eustachio Martire Campo di Giove e San Salvatore Cansano, che guidate dal parroco Don Magloire, hanno condiviso un intenso momento di comunione fraterna e di testimonianza di fede. Il pellegrinaggio è stato un’occasione preziosa per riscoprire un’antica tradizione religiosa, tramandata di generazione in generazione, e per vivere un autentico percorso di crescita spirituale. Attraverso la preghiera, il cammino e la devozione alla Santissima Trinità, i partecipanti hanno rinnovato il proprio legame con Dio e con la comunità ecclesiale, custodendo un patrimonio di fede che continua ancora oggi a parlare al cuore di grandi e piccoli attraverso le memorie delle comunità.

È stato spontaneo e bello il gesto della piccola Alessia Troilo che, di sua iniziativa, ha fabbricato una croce di legno e ha voluto piantarla affianco a quella già eretta lì dalla comunità di Campo di Giove nel 2005. L’innocenza e la spigliatezza del gesto ha lasciato nel cuore dei partecipanti una viva emozione sia per l’accuratezza nel fabbricare la croce che per la gioia che la bambina lasciava trasparire nel volto nel consegnare la propria intenzione al Santuario della SS. Trinità dove è arrivata per la prima volta. Se nell’antichità piantare una croce aveva un valore di consacrazione, demarcazione e presa di possesso, ovverossia un gesto che andava a sovrapporsi a culti pagani preesistenti legati all’axis mundi, trasformando lo spazio fisico in un territorio sacro, protetto e sotto l’influenza della fede cristiana; qui Alessia ha semplicemente voluto testimoniare la sua fede, cioè andare da Gesù, come Egli ha sempre desiderato: “Lasciate che i bambini vengano a me” (Mt 19, 14). La croce di Alessia fa parte delle croci di vetta (il santuario incastonato nella roccia alle pendici del Colle della Tagliata sta a 1370 m); Rappresenta il sacrificio della salita come penitenza e il desiderio di porre il mondo terreno sotto la protezione divina, avvicinando l’uomo al cielo.  

Durante la santa Messa, ci è stato ricordato di Vedere, Ascoltare e Lasciarsi illuminare gli occhi del Cuore. Con il Vedere, incontriamo il Figlio di Dio; con l’Ascoltare, il Padre fa sentire la Parola di vita; con il Lasciarsi illuminare, lo Spirito Santo di Cristo geme dentro di noi chiamando il Padre, cosicché possiamo fare l’esperienza della Trinità in ogni santa Comunione perché dove il Figlio si dona Corpo, Sangue, Anima e Divinità, anche lì sono presenti le Altre Due Persone della Trinità.

Gruppo dei genitori e Bambini del Catechismo