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Report Caritas Sulmona-Valva 2025

di Francesco Domenicucci*

Il 2025 è stato per la Caritas della nostra diocesi un anno di cammino condiviso, di ascolto paziente e di servizio quotidiano vissuto nel segno del Vangelo. Un anno intenso che può essere raccontato anche attraverso i numeri, ma che trova il suo significato più profondo nelle persone incontrate: volti, storie, fatiche e speranze che si sono incrociate lungo le strade della nostra Chiesa.

La rete Caritas della diocesi di Sulmona-Valva è oggi composta da 15 centri Caritas, di cui 2 nati proprio nell’ultimo anno. Una rete diffusa sul territorio, resa possibile dall’impegno di circa 97 volontari che, nel corso del 2025, hanno donato complessivamente 9.800 ore del loro tempo. Ore preziose, offerte con gratuità e discrezione, che raccontano una presenza fedele accanto agli ultimi.

Le attività della Caritas Diocesana, svolte sia presso la sede di Casa Zaccheo che nelle Caritas parrocchiali, restituiscono una fotografia concreta dei bisogni del territorio. Nel corso dell’anno sono state accompagnate in modo continuativo circa 947 persone in situazione di povertà, 366 famiglie segnate da difficoltà economiche e relazionali e 206 migranti che hanno trovato non solo aiuto materiale, ma soprattutto ascolto e orientamento. Dietro ciascuno di questi numeri c’è una storia unica, spesso ferita, ma mai priva di speranza.

Un segno concreto di prossimità è rappresentato dall’Emporio della Solidarietà di Casa Zaccheo, che nel 2025 ha distribuito 3.565 articoli, con un incremento del 48,7% rispetto all’anno precedente, a favore di 20 famiglie, per un valore complessivo di 8.856 euro. Accanto a questo, fondamentale è stato l’impegno nella distribuzione di beni di prima necessità: grazie alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare di novembre, promossa dal Banco Alimentare, e alle numerose donazioni private, sono state distribuite oltre 10 tonnellate di alimenti.

A tali interventi si aggiungono 11.341 euro spesi per l’acquisto diretto di generi alimentari, 7.664 euro destinati a detersivi e prodotti per l’igiene personale e domestica, 3.545 euro per abbigliamento e calzature e 6.100 euro investiti in materiale scolastico. Quest’ultimo intervento ha sostenuto circa 80 bambini e ragazzi, aiutandoli a vivere la scuola non come un ulteriore peso, ma come una possibilità di crescita e di futuro. Gran parte delle spese a favore dell’Emporio sono state realizzate grazie alla generosità dei fedeli che hanno partecipato all’iniziativa di Quaresima “20×40: un punto per la solidarietà”. Accanto all’aiuto materiale, anche il sostegno economico diretto ha avuto un ruolo importante: 13.000 euro sono stati utilizzati per il pagamento di bollette, affitti e libri scolastici, offrendo un momento di sollievo a famiglie che rischiavano di scivolare in situazioni di maggiore precarietà.

Tutto questo è stato possibile anche grazie ai fondi dell’8×1000 della Chiesa Cattolica. L’8×1000 non è una tassa aggiuntiva, ma una scelta che ogni contribuente può compiere nella dichiarazione dei redditi, destinando una quota delle imposte già versate. Quando questa scelta è a favore della Chiesa Cattolica, una parte significativa di tali fondi viene utilizzata per sostenere le opere caritative in Italia e nel mondo. Nel nostro territorio, l’8×1000 si è tradotto in pasti caldi, aiuti per le famiglie, sostegno ai bambini, ascolto per chi è solo e accompagnamento per chi è in difficoltà. È un gesto semplice, spesso silenzioso, che diventa però strumento concreto di carità e permette alla comunità cristiana di farsi prossima, soprattutto là dove la povertà è più nascosta.

La dignità della persona passa anche attraverso i piccoli gesti quotidiani. Nel corso del 2025 sono stati registrati 40 accessi al servizio lavanderia e 120 servizi doccia, segni essenziali di cura per chi vive situazioni di grave marginalità. La mensa di Casa Zaccheo, aperta ogni giorno, ha distribuito 5.660 pasti, con un aumento del 12% rispetto al 2024, a 25 beneficiari regolari. Ma la mensa non è solo un luogo dove si riceve un pasto: è uno spazio di relazione, dove ci si sente chiamati per nome, dove si può parlare, essere ascoltati e ritrovare un po’ di calore umano grazie alla presenza attenta e fedele dei volontari.

Il 2025 si chiude così come un anno di servizio concreto al Vangelo della carità. La Chiesa di Sulmona-Valva continua a camminare accanto ai più fragili, ricordando a tutti che dietro ogni numero c’è una vita e che ogni gesto d’amore, anche il più semplice, può diventare seme di speranza.

*referente Comunicazione Caritas diocesana