Dalle Parrocchie 

Pellegrinaggio interparrocchiale ad Assisi

di Tarulli Fiorella 

Ostensione straordinaria delle spoglie di San Francesco : Messaggio di pace, povertà e cura del creato.

È la mattina del 27 febbraio 2026, un gruppo di fedeli delle parrocchie di Sant’Eustachio M. di Campo di Giove e San Salvatore di Cansano e Sulmona (AQ) è in partenza verso Assisi (Umbria) per visitare la Basilica di San Francesco, il santo patrono d’Italia.

Accompagnano il parroco Don Magloire Nkounga Tagne e Marcello D’Amico.

È un evento speciale.

Venerazione nel silenzio e nel raccoglimento davanti all’urna esprimendo ognuno la propria devozione alle spoglie di San Francesco traslate dalla Cripta della Basilica Inferiore e poste davanti all’altare maggiore in occasione delle celebrazioni degli 800 anni dalla sua morte.

Il Poverello di Assisi continua a far parlare di sé, come interprete autentico del Vangelo. Guardare i resti mortali di Francesco ha significato riconoscere la santità di una esperienza incarnata, una vita evangelica donata a Cristo che continua a parlare, oggi più che mai, di  pace e fraternità; un’opportunità unica per i fedeli,  per riflettere sulla propria vita e trovare speranza in un’epoca di contraddizioni e grandi conflitti internazionali.

Un itinerario artistico-spirituale questo di oggi. Ogni vicolo percorso, ogni angolo ci parla di Lui. Una suggestione che ci accompagna in tutta la giornata.

La mattinata prosegue con la celebrazione della Santa Messa celebrata da Don Magloire nella chiesa di San Pietro, al termine della quale un momento di raccoglimento e venerazione della reliquia del pericardio di San Carlo Acutis, simbolo di protezione della propria fede e del proprio cuore.

Mentre le spoglie del beato Carlo Acutis riposano nella chiesa del Santuario della Spogliazione (Chiesa di Santa Maria Maggiore). Carlo Acutis noto come il “cyber apostolo dell’Eucaristia” per le sue alte competenze informatiche, si adoperò in vita per diffondere la Fede creando un sito web per catalogare e diffondere nel mondo i miracoli eucaristici. Ad Assisi fu beatificato nel 2020 e per suo desiderio sepolto. Immensa emozione, da parte di tutti, nel vedere il suo corpo posto in una teca così composto e riconoscibile; un momento altamente suggestivo di preghiera e di riflessione, tanto che, è apparso a tutti difficile distaccarsene.

Attraverso il Vicolo di Santo Stefano, arriviamo all’omonima chiesa, penultima tappa del nostro viaggio. Una chiesa semplice e modesta,  con un’unica navata, gli affreschi rappresentano la Madonna, San Francesco e Santo Stefano; si racconta che il suo campanile abbia suonato ininterrottamente durante tutta l’agonia di San Francesco.

Accolti da fra’ Domenico, padre cappuccino, apprendiamo che è un nostro conterraneo;  anch’egli  abruzzese come noi.

Le parole chiave della sua catechesi sono quelle della spiritualità francescana :

  1. Povertà intesa come libertà, non solo come assenza dei beni materiali, ma come liberazione dal desiderio di “possesso”;
  2. Celebrazione del creato e considerazione di tutte le creature come fratelli e sorelle;
  3. Rifiuto del potere e servizio verso gli emarginati, come i lebbrosi;
  4. Esercizio dell’autorità : “.. governare non equivale a comandare, ma a servire la salvezza come opera di amore”. Cosicché chi è deputato al ruolo dell’autorità nella Chiesa, si fa promotore della salvezza per sé e per i fratelli. L’autorità non è altro che servi­zio, e come tale va esercitata, per il bene di tutti e per la diffusione del Vangelo.
  5. Servizio e sottomissione sono le caratteristiche di Francesco d’Assisi, il se­rafico padre che lasciava queste parole nel suo Testa­mento: “Eravamo illetterati e sottomessi a tutti”. (Test 9: FF 118)

Catechesi che ritroviamo negli articoli della rivista bimestrale “Leonessa e il suo Santo” che fra’ Domenico ha inviato e che il nostro parroco ha condiviso con tutti noi.

Ultimo appuntamento del viaggio è la visita della Basilica di Santa Maria degli Angeli e la venerazione della Porziuncola dove San Francesco comprese la sua vocazione, accolse Santa Chiara e i primi Frati Minori. San Francesco riparò questa chiesetta, la terza da lui restaurata e il suo rifugio preferito. Nella Cappella del Transito posizionata al suo fianco, troverà la sua morte; morte meglio conosciuta come “Transito dalla Vita terrena alla Vita Vera”.

Nel tardo pomeriggio lasciamo Assisi con il ricordo di San Francesco e San Carlo Acutis , dei  loro  messaggi di pace e fraternità che continueranno a parlare profondamente al nostro cuore e, auspichiamo, al cuore dell’umanità; a ispirare credenti e non credenti.