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“Orizzonti Mediterranei. Abitare la fraternità per una cultura del dialogo”

L’Azione Cattolica diocesana all’Incontro nazionale di Bari

di Franca Giancola

 

Partecipare all’Incontro nazionale dell’Azione Cattolica delle Presidenze diocesane e delle Delegazioni regionali, svoltosi a Bari dal 30 luglio al 2 agosto, è stato un dono e, al tempo stesso, una responsabilità. Quattro giorni intensi di dialogo, di ascolto e di condivisione con amici dell’Azione Cattolica provenienti da tutta Italia, vissuti nella città di San Nicola, luogo simbolo di incontro tra Oriente e Occidente.

Il Mediterraneo è stato il filo conduttore dell’intero percorso: non soltanto uno spazio geografico segnato da tensioni e conflitti, ma anche un luogo teologico e umano in cui riscoprire la fraternità come stile di vita e il dialogo come via privilegiata per costruire relazioni, promuovere la pace e valorizzare le differenze.

In questo clima si è percepito il desiderio di una Chiesa capace di abitare il presente con coraggio, radicata nel Vangelo e vicina alla vita delle persone. I tavoli di lavoro sinodali, con la partecipazione attiva dei Vescovi e dei laici, hanno offerto un’autentica esperienza di ascolto reciproco, affrontando temi quali il bene comune, la pace, la corresponsabilità e la qualità delle relazioni, con riflessioni preziose per il cammino associativo.

Tra questi contesti, la tavola rotonda dedicata alla “Pluralità”, alla quale ho avuto il piacere di partecipare, ha evidenziato come le diverse sensibilità, culture e linguaggi non rappresentino un ostacolo, ma una ricchezza da custodire. In una società frammentata, la Chiesa è chiamata a essere una casa aperta, nella quale l’unità non coincide con l’uniformità, ma nasce dalla valorizzazione dei doni di ciascuno.

I Dialoghi Mediterranei hanno trasformato le piazze del centro storico di Bari in spazi di confronto aperti alla cittadinanza. Temi come pace, riconciliazione, migrazioni, cittadinanza condivisa ed ecumenismo sono stati affrontati in un dibattito capace di coinvolgere credenti e non credenti, nella radicata convinzione che le grandi sfide del nostro tempo richiedano responsabilità condivise.

Particolarmente coinvolgente è stato anche l’incontro dedicato ai” Cambiamenti” ospitato nella piazza della Basilica di San Nicola. Attraverso un confronto vivace dei relatori, abbiamo riflettuto su come la Chiesa sia chiamata non a subire le trasformazioni del nostro tempo con paura o nostalgia, ma ad abitarle con lo sguardo della fede. Don Giovanni Berti (in arte GioBa) ha reso questo momento ancora più incisivo grazie al suo straordinario talento comunicativo: con il tratto essenziale della sua matita ha dato vita, in tempo reale, a vignette e a immagini capaci di suscitare il sorriso senza rinunciare alla profondità. Un linguaggio semplice e immediato che ha invitato tutti a vivere il cambiamento con coraggio, discernimento e creatività pastorale.

Il momento più intenso è stato senza dubbio la consegna di una copia del Patto tra le Chiese cristiane in Italia, affidata ai Presidenti diocesani dell’Azione Cattolica come mandato concreto per promuovere nei territori la sensibilità ecumenica. La scelta di Bari assume qui un significato particolare: proprio nella città di San Nicola, il 23 gennaio scorso, durante il primo Simposio ecumenico nazionale, è stato sottoscritto questo storico documento, che oggi viene consegnato ai laici perché diventi esperienza vissuta nelle comunità locali.

Il Patto si sviluppa attorno a sei impegni fondamentali: a fondare la comunione nella preghiera; a custodire il rispetto reciproco tra le Chiese; a scegliere il dialogo come via privilegiata; ad offrire una testimonianza comune nella promozione della giustizia e della pace; ad intensificare i momenti condivisi di ascolto della Parola e di carità; a mantenere nel tempo un cammino stabile di discernimento ecumenico.

Per la nostra Azione Cattolica questo Patto rappresenta un invito concreto a tradurre l’ecumenismo nella vita quotidiana delle parrocchie e delle associazioni. La credibilità del Vangelo passa attraverso la capacità di costruire comunione, non cancellando le differenze, ma riconoscendole come dono. In un mondo segnato da divisioni e da conflitti, questa è la testimonianza più profetica che siamo chiamati a offrire: abitare la fraternità, scegliendo ogni giorno il dialogo come stile di vita e di fede.