Logo Congresso Eucaristico Diocesano – Il mondo che non sazia
Il mondo che non sazia
Il Logo del Congresso Eucaristico Diocesano è semplice nella sua ideazione e realizzazione come semplici sono il pane e il vino: i “veli” sotto i quali Cristo ha deciso di nascondersi. Esso rappresenta i confini geografici della Diocesi di Sulmona-Valva all’interno dei quali sembra trasparire la figura del Pellicano, uno dei simboli eucaristici più antichi, eloquenti e commoventi. Gli antichi bestiari descrivono questo animale mentre si trafigge per nutrire i suoi piccoli affamati; alcune narrazioni lo descrivono anche capace di uccidere e ridonare la vita ai suoi piccoli. I padri della chiesa, immediatamente trasposero tale immagine a Cristo che si fa cibo per la vita dei fedeli e che fa morire al peccato e rinascere a vita nuova. Interessante quanto dice san Rabano Mauro parlando addirittura di due tipi di pellicani: quello che abita lungo i corsi d’acqua e quello che predilige le zone desertiche: rispettivamente significanti il Cristo che vive e nutre la sua comunità e il Cristo colto nei momenti di solitudine della sua vita. Di qui l’esigenza di riscoprire il corretto equilibrio tra il desiderio di stare insieme e l’esigenza anche di abitare la solitudine. Seppur antico, questo simbolo possiede un’insita attualità: nella ricerca sempre più incalzante di stili di vita più “sani”, esperienze di solitudine per “riconnettersi” con se stessi e con l’universo, relazioni veramente capaci di “dare la vita”, l’uomo sperimenta al contempo una profonda incompleta soddisfazione, poiché il mondo è insoddisfacente, limitato, impossibilitato a rispondere alle connaturate e drammaticamente profonde istanze dell’essere umano. Ecco allora l’Altro, il “Cibo” alternativo; l’Esperienza trasformante; l’Amore da amare. Il “Pio Pellicano” – così lo contemplava Tommaso D’Aquino – si distingue, dunque, e supera il sentimento e l’azione filantropica: c’è pietà nello sguardo del Pellicano perché vede e ode straziato il grido dei suoi piccoli che hanno fame ma non hanno o non sanno di che mangiare o – peggio ancora – non riescono a saziarsi di ciò che assumono. Ecco allora, “l’amore più grande per gli amici”: dà se stesso, “Prendete e mangiatene tutti”.
don Oliviero Tullio Liberatore
