Giubileo della Misericordia in Diocesi 

Lettera Pastorale per il Giubileo Straordinario della Misericordia

Cari fratelli e sorelle,
è davanti a noi un Anno di grazia, un cammino di rinnovamento profondo che, attraverso l’esperienza della misericordia di Dio, vuole introdurci nella gioia che scaturisce dalla Sua stessa vita e renderci capaci di riversare il Suo amore e la gioia che ne deriva nelle persone che incontriamo ogni giorno sulla nostra strada.

Siamo grati a Papa Francesco, che ci sorprende sempre, per il dono dell’Anno Giubilare Straordinario della Misericordia che inizierà l’8 dicembre 2015 e terminerà il 20 novembre 2016.
Il tema del Giubileo è: “Misericordiosi come il Padre”. La misericordia è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati sempre, nonostante il limite del nostro peccato.
In Osea 11,1-4 troviamo una bellissima immagine dell’amore di Dio, paragonato a quello di un padre anzi anche di una madre nei confronti di un figlio:“Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più lo chiamavo e più si allontanava da me;…A Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli di amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare”.
Nonostante l’atteggiamento sbagliato del figlio, che meriterebbe una punizione, l’amore del Padre è fedele e perdona sempre il figlio pentito, come ci racconta l’evangelista Luca nella parabola del Figliol prodigo. Nella misericordia è sempre incluso il perdono. Ci ricorda Papa Francesco che la misericordia:“non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fin dal profondo delle viscere per il proprio figlio. E’ veramente il caso di dire che è un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza, di compassione, di indulgenza e di perdono” (Misericordiae vultus, 6).
La misericordia di Dio trova la sua pienezza in Gesù Cristo che è il volto della misericordia del Padre. Un volto luminoso e tenero, compassionevole e ricco di amore infinito. Con lo sguardo fisso su Gesù e sul suo volto di misericordia possiamo cogliere l’amore della Santissima Trinità, eterna misericordia (cfr. Sl 136). Tutta la Scrittura ci parla della misericordia di Dio che la Vergine Maria nel Magnificat canta: “di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono” (Lc 1,50).
La misericordia di Dio è concreta e tutti siamo chiamati a farne esperienza in prima persona soprattutto in questo Anno Giubilare della Misericordia.
Dio aspetta ciascuno di noi per abbracciarlo, perché tra quelle braccia possa versare lacrime di pentimento e ricevere la grazia per rinascere a vita nuova, sperimentando l’amore di Dio che consola, perdona e dona speranza.
Pongo a me e a voi qualche domanda: voglio accogliere la misericordia di Dio che mi viene offerta? Sono disposto a convertirmi alla misericordia di Dio e ad esercitare, con il suo aiuto le opere di misericordia corporali: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti; o quelle di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese ricevute, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti?
Dopo il convegno diocesano, all’inizio del nuovo anno pastorale, ho dato delle Linee Pastorali nelle quali ho messo al centro la famiglia che educa alla carità.  La famiglia è la prima e fondamentale scuola di umanità, è il fondamento della società. Nel matrimonio e nella famiglia si costituisce un complesso di relazioni interpersonali: nuzialità, paternità-maternità, filiazione, fraternità, mediante le quali ogni persona umana è introdotta nella famiglia umana e nella famiglia di Dio.
 L’Anno della Misericordia sia per tutte le famiglie occasione per far rifiorire l’amore che è: perdonare le offese, ristabilire l’armonia, riconciliarsi tra marito e moglie, genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli e sorelle. Sia questo anno per la famiglia “chiesa domestica” l’occasione per proporre ancora una volta la bellezza della famiglia e del matrimonio così come sono usciti dalla mente di Dio.
Per aiutare a vivere questo Anno Giubilare Straordinario ho pensato in concreto tre cose.
La prima: quella di fissare alcuni importanti appuntamenti diocesani indicando i luoghi e le date delle celebrazioni giubilari. Domenica 13 dicembre ci sarà la celebrazione diocesana di apertura dell’Anno Giubilare ci troveremo alle 16.30 nel piazzale della Casa Anziani “Mons. L. Cercone” in via Porta Romana, 6  in Sulmona, per iniziare il cammino fino alla Cattedrale dove ci sarà l’apertura della Porta Santa, a cui farà seguito la celebrazione eucaristica e il dono delle indulgenze. Ho chiesto e ricevuto dalla Penitenzieria Apostolica di poter ottenere le indulgenze in diversi luoghi della Diocesi durante le celebrazioni stabilite per dare la possibilità a chi è lontano e alle persone anziane di poter vivere l’esperienza giubilare. Ho proposto cinque itinerari giubilari: eucaristico, penitenziale, mariano, dei santi e umano, che toccano le cinque foranie della Diocesi in modo che nessuno si senta escluso.
La seconda: ho ritenuto di fare dono all’intera comunità diocesana del volume che ho preparato: “Il Giubileo Straordinario della Misericordia nella Diocesi di Sulmona-Valva”, che verrà distribuito nelle parrocchie gratuitamente, per illustrare meglio la grandezza del dono che viene fatto a ciascuno di noi, alla Chiesa e al mondo intero.
La terza: in collaborazione con la Caritas Diocesana, vorremmo realizzare un’opera concreta la costruzione di un nuovo edificio denominato “Casa Zaccheo”, in via Porta Romana a Sulmona, con locali  per  l’accoglienza di persone che non hanno dimora o comunque in difficoltà.
In questo Anno Giubilare facciamoci ascoltatori della Parola di Dio, celebriamo i sacramenti in particolare quello della Penitenza, risuoni forte la nostra testimonianza con parole, con gesti di perdono, di sostegno di aiuto e di amore. Non stanchiamoci di ricevere e di offrire misericordia, sempre pazienti nel confortare e nel perdonare invocando il Signore con le parole del salmo “Ricordati, Signore della tua misericordia”(Sl 25,6).
E’ bello sapere che, in questo Anno di grazia, il nostro cammino sarà più spedito per andare incontro alla misericordia di Dio con l’aiuto dei nostri santi patroni: S. Panfilo, S. Pelino e della Vergine Maria, Madre di Misericordia, che mai si stanca di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi.
Nell’augurare Buon Anno Santo della Misericordia, su tutti invoco la benedizione di Dio, ricco di misericordia. Amen.
 
1° novembre 2015, Solennità di tutti i Santi.
+Angelo Spina
Vescovo di Sulmona-Valva