INCONTRO CONCLUSIVO MOSTRA “ CASULE D’ARTISTA”
di Anna Colangelo*
Nella splendida cornice della chiesa di Santa Chiara, contrassegnata dalla presenza di pregevoli apparati decorativi in marmo, pietra, stucco e legno, tutti improntati ad un barocco lieve ed elegante e nobilitata dai segni ancora visibili della clausura, si è svolto, lo scorso 19 gennaio, l’incontro conclusivo della mostra “Casule d’Artista”, allestita nel chiostro dell’attiguo ex-monastero. Al momento di approfondimento hanno preso parte S.E. Mons. Michele Fusco, Vescovo di Sulmona-Valva, il Sindaco Luca Tirabassi, l’Assessore alla Cultura Emanuela Cosentino e il curatore della mostra Giovanni Gardini, direttore del Museo Lercaro di Bologna e del museo diocesano, con annessa biblioteca, di Faenza.

Nella consapevolezza che la musica spesso riesca ad arrivare dove non riescono a giungere le parole, la serata ha visto alternarsi momenti musicali alle parole, che si sono integrati e completati a vicenda.
Gli intermezzi musicali sono stati affidati, grazie ad una felice sinergia tra l’Amministrazione Comunale e la Camerata Musicale Sulmonese, ad un giovane e promettente violinista, Andrea Salutari che ha eseguito brani in perfetta sintonia con l’ambiente.

Il Vescovo, dopo i ringraziamenti, ha presentato la casula come segno di bellezza del mistero che si esprime nell’Eucarestia e ne ha sottolineato la preziosità attraverso segni, stoffe di pregio ed elementi decorativi che ci riportano alla mente i ricami delle Monache fino a condurci alle espressioni artistiche di oggi.
Il Sindaco ha ringraziato il Vescovo, il curatore della mostra e quanti si sono adoperati per la buona riuscita dell’iniziativa, dirigenti, personale comunale e volontari e ha ribadito l’impegno a proseguire fattivamente la collaborazione tra Diocesi e Comune di Sulmona, fondamentale anche per il buon funzionamento del polo museale civico-diocesano.

Per l’Assessore alla Cultura, questa esposizione, accolta in uno dei luoghi più significativi della nostra città, rappresenta un dialogo profondo tra arte contemporanea e tradizione sacra, capace di unire creatività, spiritualità e riflessione: le casule, simboli di storia e fede, vengono reinterpretate dagli artisti come opere vive che parlano al presente e invitano a guardare al sacro con occhi nuovi.
Il curatore della mostra ha offerto ai numerosi presenti un coinvolgente spaccato della produzione degli artisti presenti nell’esposizione e dell’attività degli atelier che hanno lavorato alla ideazione e alla realizzazione delle casule, interfacciandosi fra loro in un percorso di lunga e paziente sinergia. Giovanni Gardini ha fornito informazioni e considerazioni molto interessanti, esposte nel modo più adeguato, mostrando una grande capacità di arrivare a tutti i partecipanti.

In felice dialogo con le casule contemporanee ha fatto bella mostra di sé anche la casula del Museo Diocesano in seta ricamata in oro, preziosa già per i suoi filati, assegnata alle manifatture siciliane di epoca federiciana, tra le poche testimonianze giunte fino a noi, assieme al monumentale acquedotto e a un ritratto di sovrano svevo conservato nel Museo Civico, della particolare predilezione della casa sveva verso Sulmona, che divenne all’epoca capitale dell’Abruzzo.
*Membro Commissione Arte Sacra4











