IL “PREZZO” DELLA SPERANZA: LA COLLETTA DEL VENERDÌ SANTO PER LE PIETRE VIVE DELLA TERRA SANTA
Mentre le campane si apprestano al silenzio del Venerdì Santo, il cuore della cristianità torna a battere per quella “quinta sponda” del Mediterraneo dove il Vangelo ha mosso i suoi primi passi. Oggi non si ricorda solo un evento storico; si risponde a un’emergenza che il Cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, ha definito senza mezzi termini come una missione di sopravvivenza per le “pietre vive” di Gerusalemme e dei territori martoriati.
Un legame che nasce dalla Passione
La Colletta per le Opere della Terra Santa è lo strumento principale con cui la Chiesa universale sostiene i cristiani del Medio Oriente. In un’epoca segnata dal fragore delle armi e da un isolamento che rischia di svuotare i luoghi santi della loro presenza umana, l’obolo dei fedeli diventa l’unico argine contro l’esodo.
Come sottolineato nel materiale ufficiale della campagna “Pro Terra Sancta”, la colletta non serve solo alla manutenzione dei santuari. Si tratta di un sistema capillare di welfare: scuole che accolgono bambini di ogni fede, ospedali che non chiudono le porte a nessuno, e la creazione di posti di lavoro in un contesto economico devastato dal blocco del turismo e dai conflitti.
L’appello del Cardinale Gugerotti
Il Cardinale Gugerotti, nel suo accorato appello, ha ricordato che essere cristiani in Terra Santa oggi significa vivere in una perenne Settimana Santa. “I nostri fratelli sono chiamati a testimoniare la speranza tra le macerie,” è il monito che giunge dal Vaticano. La generosità richiesta non è una semplice elemosina, ma una forma di restituzione verso una terra che ha donato al mondo la fede.
Senza il sostegno della Chiesa universale, il rischio è che i Luoghi Santi si trasformino in musei vuoti, privi di quella comunità cristiana che da duemila anni prega e soffre in quei territori.
La risposta della nostra Diocesi
Anche la Diocesi di Sulmona-Valva, in comunione con il Santo Padre, invita ogni fedele a partecipare attivamente durante la celebrazione della Passione. In un tempo in cui la cronaca ci restituisce quotidianamente immagini di distruzione, il gesto del dono diventa una preghiera concreta, un modo per dire ai cristiani di Terra Santa: «Non siete soli».
Le offerte raccolte oggi saranno interamente devolute alla Custodia di Terra Santa e alle altre circoscrizioni ecclesiastiche mediorientali per garantire che, oltre alla polvere della guerra, continui a risplendere la luce del Risorto.
Pregare per la pace è un dovere; sostenerla con la carità è la nostra risposta alla Croce.
Lettera del Custode e il Manifesto 2026:
