IL PANE SPEZZATO CHE GENERA COMUNIONE: L’ABBRACCIO GRATO DEL VESCOVO ALLA DIOCESI A CONCLUSIONE DEL CONGRESSO EUCARISTICO
Pubblicata la Lettera aperta a firma di Mons. Fusco e del Comitato Organizzatore. Un ringraziamento corale che raggiunge istituzioni, clero, volontari e tutti coloro che hanno operato “nel silenzio”. “Il nostro cammino insieme è appena ricominciato”.
Non è un semplice atto istituzionale dovuto, ma l’abbraccio sincero, grato e commosso di un pastore al suo popolo. A pochi giorni dalla felice e solenne chiusura del Congresso Eucaristico Diocesano 2026, il Vescovo di Sulmona-Valva, Mons. Michele Fusco, congiuntamente al Comitato Organizzatore, ha indirizzato una Lettera aperta a tutta la comunità diocesana.
Il documento, dal titolo emblematico “Il pane spezzato insieme: un miracolo di comunione”, ripercorre con profonda gratitudine la straordinaria mobilitazione spirituale e umana che ha animato il territorio abruzzese in questi mesi e, in particolar modo, durante l’intensa settimana culminante appena trascorsa.
Al centro della riflessione emerge lo stupore per un’Eucaristia che non è rimasta chiusa nelle sagrestie o nei tabernacoli. Come sottolineano i firmatari, la Chiesa locale ha visto in questi giorni l’Eucaristia farsi vita per le strade, varcare le difficili soglie del carcere, animare le “Tende della Misericordia” allestite nelle piazze, incontrare in modo vivo il mondo della scuola e farsi tangibile carità operosa. Tutto questo, evidenzia la missiva, è stato reso possibile unicamente grazie al concorso generoso, appassionato e instancabile di un intero popolo che ha scelto la via della sinodalità, decidendo di camminare insieme.
Il ringraziamento, concepito come un autentico abbraccio, si fa poi capillare. Un “grazie fraterno” è rivolto a tutto il clero diocesano e alle comunità parrocchiali, che con dedizione si sono fatte grembo accogliente e animatrici instancabili, tessendo in modo vivo la rete di questa preparazione. Una menzione speciale e colma d’affetto è riservata ai Padri Maristi del Santuario della Madonna della Libera, per aver curato la presenza della venerata statua della Vergine rendendo visibile il suo materno abbraccio al popolo, e ai Padri Passionisti, definiti ministri instancabili della misericordia per le confessioni offerte senza sosta all’interno delle “Tende”.
La vitalità del laicato trova ampio riconoscimento nella viva riconoscenza espressa verso le Associazioni, i Gruppi ecclesiali e le storiche Confraternite, preziose custodi della tradizione che hanno arricchito ogni momento con profonda fede e coralità.
Ampio spazio è dedicato anche al ringraziamento istituzionale. Il Vescovo e il Comitato si rivolgono con deferenza alle Autorità civili e militari – Sindaci e Amministratori – lodandone la squisita sensibilità. Una riconoscenza sentita raggiunge tutte le Forze dell’Ordine per l’impeccabile garanzia della sicurezza, e la Polizia Municipale per il prezioso e attento servizio di scorta garantito durante la solenne processione eucaristica cittadina. A loro si unisce il plauso per la generosa opera della Protezione Civile, del Gruppo Alpini e di tutti i volontari del soccorso.
Ma il passaggio pastorale forse più intimo, profondo e toccante è quello dedicato agli innumerevoli operatori del “dietro le quinte”: corali, musicisti, addetti alla liturgia, membri della segreteria organizzativa e addetti alla comunicazione. Un grazie speciale è rivolto a chi ha operato “nel silenzio e nel nascondimento”. “A chi ha allestito gli ambienti, a chi ha donato un sorriso all’accoglienza, a chi ha pregato nel segreto per la buona riuscita di questi giorni”, si legge nel testo, va il merito di aver reso carne e storia il mistero celebrato, attraverso un feriale, quotidiano “sì”.
La lettera, firmata da Mons. Fusco e dal Comitato, si conclude non con un congedo, ma con un rilancio pastorale denso di speranza per la Diocesi: il Congresso Eucaristico si chiude, ma il cammino insieme della Chiesa locale “è appena ricominciato”. Una prospettiva affidata alla preghiera di intercessione della Vergine della Libera e dei santi patroni, pronta a tradursi nella quotidianità delle vite, delle famiglie e del lavoro dell’intera comunità di Sulmona-Valva.
Di seguito la Lettera aperta.
