IL CORAGGIO DELL’ESSENZIALE: LE CHIESE IN ITALIA RIPARTONO DAL VANGELO
Si è conclusa a Roma, con lo sguardo rivolto al futuro e il cuore saldamente ancorato al Vangelo, l’82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Quattro giornate intense, dal 25 al 28 maggio, che hanno visto i Vescovi italiani, tra cui il nostro Vescovo, Monsignor Michele Fusco, confrontarsi sulle sfide di un tempo che richiede, più che mai, di ritrovare l’essenziale.
Sotto la guida del Cardinale Presidente Matteo Zuppi, l’assise ha segnato un passaggio cruciale per il cammino delle comunità italiane, con l’approvazione del documento “Radicati e costruiti in Cristo”. Non un semplice testo amministrativo, ma una bussola teologico-pastorale che traccia l’orientamento per il prossimo quinquennio.

“La priorità è il Vangelo”. Il cuore pulsante dell’Assemblea è stato l’intervento di Papa Leone XIV, che ha scosso le coscienze con un invito chiaro: tornare all’incontro vivo con Cristo, morto e risorto. “Riportare al centro il Vangelo è il dono che dà entusiasmo alla nostra vita di Vescovi e l’urgenza che ci spinge”, ha esortato il Pontefice.
Un invito che si traduce in un programma ambizioso: il coraggio dell’essenziale. Coraggio di comunità meno preoccupate di “conservare tutto” e più libere di annunciare il Risorto; coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande; coraggio di lasciarsi evangelizzare dai poveri.

Una Chiesa che non si difende, ma si dona. Il dibattito ha messo in luce una consapevolezza profonda: la fede, oggi, non può essere data per scontata. In un contesto segnato dall’individualismo, la vita comunitaria diventa la prima, insostituibile testimonianza.
Tra i temi caldi, la corresponsabilità differenziata, con una spinta verso l’attivazione di ministeri battesimali e un coinvolgimento più attivo dei laici, chiamati a non essere meri spettatori, ma protagonisti della missione ecclesiale. È emersa inoltre la necessità di un rinnovamento profondo degli organismi di partecipazione, come i Consigli pastorali, che devono trasformarsi in veri motori di rinnovamento nelle diocesi.

La pace: un imperativo, non un’opzione. Non poteva mancare un appello unanime per la pace in Medio Oriente, in Ucraina e in tutte le terre ferite dai conflitti. I Vescovi hanno ribadito che la Chiesa “riceve la pace per diventare artigiana creativa di pace”. Un impegno che per le nostre comunità non è un’opzione, ma una responsabilità da assumere con estrema determinazione, opponendosi alla logica della forza.
Un segnale di speranza: il Beato Rosario Livatino. Tra gli atti significativi dell’Assemblea, la decisione unanime di sostenere la causa per elevare il Beato Rosario Livatino a Patrono dei magistrati italiani. Un riconoscimento che va ben oltre il formalismo: Livatino, martire della giustizia, ci ricorda, come sottolineato da Papa Leone XIV, che la legalità non è un insieme di norme, ma uno stile di vita e un autentico cammino di santità.

Verso il futuro. L’Assemblea si è chiusa con lo sguardo già rivolto al 2027: dal XX Congresso Eucaristico Nazionale di Orvieto alla GMG di Seul. Ma il lavoro prosegue anche a livello amministrativo, con la recente approvazione della ripartizione dei fondi dell’8xmille per l’anno 2026, segno concreto di una Chiesa che vuole garantire trasparenza e vicinanza alle fragilità.
La nostra Diocesi accoglie con slancio queste indicazioni, consapevole che il cammino sinodale non è un evento, ma lo stile permanente di una Chiesa che, pur nelle fatiche del presente, non smette di annunciare: “Abbiamo trovato il Messia”.
Ufficio Comunicazioni Sociali
È possibile consultare il testo integrale del Comunicato Finale e lo schema di ripartizione e assegnazione dell’8xmille 2026 in calce al presente articolo.
