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CULTURA E TERRITORIO: LA DIOCESI DI SULMONA-VALVA SCOMMETTE SULLA SINERGIA ISTITUZIONALE

L’intervento della Dott.ssa Colangelo all’Abbazia di Santo Spirito rilancia il modello di gestione condivisa e annuncia il progetto “Chiese Aperte”

Sulmona – La profonda e motivata attenzione della Diocesi di Sulmona-Valva per la tutela e la valorizzazione del patrimonio è stata al centro del dibattito svoltosi lo scorso 27 novembre 2025 presso l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone in occasione del convegno “Dove la cultura abita il territorio: le nuove missioni“.

In rappresentanza del Vescovo Mons. Michele Fusco, ha portato il saluto della Diocesi la Dott.ssa Anna Colangelo, delegata diocesana per i Beni Culturali Ecclesiastici, il cui intervento ha ripercorso le tappe fondamentali della collaborazione istituzionale e ha rilanciato nuove prospettive per il futuro del territorio.

Il Modello Esemplare del Polo Museale

La Dott.ssa Colangelo ha aperto il suo discorso ricordando l’importanza degli accordi storici che hanno permesso la nascita di realtà fondamentali per il territorio, citando la convenzione che ha avviato il Progetto Sulmona Città d’Arte e, di conseguenza, la creazione del polo museale civico-diocesano di Santa Chiara.

“Il polo civico-diocesano è tra i pochi esempi che la nostra regione può vantare di gestione condivisa tra Comune, Diocesi e Soprintendenza,” ha sottolineato la Dott.ssa Colangelo. “Un modello da far uscire dalle mura del monastero e da adottare su scala più ampia nella costruzione di un sistema museale territoriale.”

Questo approccio concertato, che ha portato anche al recupero dei settori artisticamente più significativi dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, si pone come la via maestra per le “nuove missioni” culturali.

Progetti in cantiere: “Chiese Aperte” e “Casule d’Artista”

La delegata ha quindi illustrato i progetti futuri che si inseriranno nel nascente sistema museale territoriale. In particolare, è stato annunciato il progetto “Chiese aperte” che la Diocesi ha in animo di avviare, volto a facilitare la fruizione dei luoghi di culto.

A riprova della riuscita sinergia, è stata citata la recente collaborazione per le Giornate Europee del Patrimonio 2024, che ha visto Abbazia, Archivio di Stato e siti diocesani coordinare visite e momenti di confronto. Un ulteriore esempio è la prossima mostra “Casule d’artista”, un progetto espositivo condiviso tra il Polo museale di Santa Chiara e l’Abbazia, dove paramenti liturgici contemporanei dialogheranno con la storica casula federiciana custodita nel museo diocesano.

 

L’Equilibrio tra arte e fede

In chiusura, l’intervento della Dott.ssa Colangelo ha ribadito la necessità di mantenere un “giusto equilibrio tra tutela e valorizzazione”, rispettoso del connubio tra arte e fede che ha generato monumenti come l’Abbazia stessa e l’Eremo di Sant’Onofrio.

L’appello finale è stato rivolto all’individuazione di proposte condivise anche per il grande tema del completamento del restauro e riuso dell’Abbazia, con l’obiettivo di evitare “proposte divisive apparentemente utili per alcuni ma, alla lunga, in verità, dannose per il patrimonio d’arte e per tutti”.

I contributi della giornata

Il convegno, moderato da Emanuele Cavallini, ha visto gli interventi di Giulio Mastrogiuseppe, Rosa Giammarco, Lucio Zazzara, Massimo Sericola, Clara Verazzo e Massimiliano Metri, tutti concordi nel sottolineare il ruolo vitale della cultura nel definire l’identità del territorio.

 

Testo integrale dell’intervento della Dott.ssa Anna Colangelo:

Ringrazio le autorità e tutti i presenti e porto il saluto del Vescovo, Mons. Michele Fusco, impossibilitato ad essere qui con noi per impegni pregressi. La Diocesi di Sulmona-Valva non puo’ non apprezzare lo spirito di condivisione e concertazione che ispira l’incontro di oggi, memore di quanto siano state basilari sia la convenzione che ha consentito l’avvio del Progetto Sulmona Città d’Arte e, di conseguenza, la nascita del polo museale civico-diocesano di Santa Chiara sia l’accordo di programma che ha portato al recupero dei settori artisticamente più significativi dell’ Abbazia di Santo Spirito al Morrone, (atti siglati per la Diocesi dal vescovo Di Falco).

Tanto e’ stato ed è profondo e motivato l’ interesse della Diocesi sul tema del restauro e riuso dell’Abbazia da portare la Diocesi (il Vescovo Spina) ad organizzare nel 2011 un apposito convegno all’Auditorium del palazzo della Ss.ma Annunziata.

Ma, venendo ai nostri giorni, proprio il polo civico- diocesano è tra i pochi esempi che la nostra regione può vantare di gestione condivisa tra Comune, Diocesi e Soprintendenza, modello da far uscire dalle mura del monastero e da adottare su scala più ampia nella costruzione di un sistema museale territoriale, oggetto dell’ incontro di oggi, nel quale ben si inserirà il progetto “Chiese aperte” che la Diocesi ha in animo di avviare.

D’altro canto una prova ben riuscita della collaborazione tra enti statali e territoriali sono state le Giornate Europee del patrimonio del 28 e 29 settembre 2024, in occasione delle quali, su iniziativa dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone e dell’Archivio di Stato sono state effettuate visite guidate secondo un calendario coordinato che ha consentito la fruizione di tutti i siti senza sovrapposizioni e sono stati realizzati momenti di confronto e dibattito, facendo sì che l’elemento più forte facesse da traino a favore dell’ elemento più debole.

La mostra sulle ”Casule d’artista” è un progetto espositivo condiviso tra Polo museale di Santa Chiara e Abbazia di Santo Spirito al Morrone nel quale paramenti liturgici contemporanei che nascono dalla collaborazione con valenti artisti e tessitori, dialogheranno con la splendida casula in seta ricamata in oro proveniente dalle manifatture siciliane di epoca federiciana custodita nel nostro museo.

La strada che stiamo percorrendo, attenta al giusto equilibrio tra tutela e valorizzazione e rispettosa del connubio tra arte e fede che ha portato alla creazione di tante opere d’arte e di tanti edifici monumentali come la stessa Abbazia di Santo Spirito al Morrone e l’eremo di Sant’Onofrio, simboli l’uno della vitalità terrena e l’altro del profondo ascetismo di Pietro dal Morrone, ci deve portare ad individuare altre proposte condivise anche sul grande tema del completamento del restauro e del riuso dell’Abbazia, ed evitare proposte divisive apparentemente utili per alcuni ma, alla lunga, in verità, dannose per il patrimonio d’arte e per tutti.