Dalla reclusione alla comunione: Cristo entra nel carcere di Sulmona attraverso l’arte e la preghiera
Il Congresso Eucaristico Diocesano ha fatto tappa nella Casa di Reclusione di Sulmona. Un pomeriggio di spiritualità e condivisione, tra pittura, danza sacra e adorazione eucaristica, alla presenza del vescovo Michele Fusco.
SULMONA, 10 ottobre 2026 – Un pomeriggio di fede, bellezza e condivisione ha coinvolto la Casa di Reclusione di Sulmona, dove sabato 10 ottobre, nell’ambito del Congresso Eucaristico Diocesano 2026, si è svolto l’incontro «Dalla reclusione alla comunione. Cristo nel carcere», un appuntamento dedicato ai detenuti, attraverso il linguaggio universale dell’arte pittorica, della musica e della preghiera. L’iniziativa ha visto la partecipazione del vescovo di Sulmona-Valva, S.E. Mons. Michele Fusco, e ha riunito diverse realtà ecclesiali impegnate nell’evangelizzazione attraverso l’arte e la testimonianza cristiana. Un’esperienza capace di coinvolgere le diverse componenti della comunità penitenziaria, come sottolineato dal direttore dell’istituto, Stefano Liberatore: «Le porte della Casa di Reclusione di Sulmona si sono aperte a un’esperienza di fede, bellezza e condivisione, coinvolgendo i detenuti, il personale di polizia addetto alla sorveglianza, gli operatori dell’area trattamentale e la comunità esterna in un’unica forte esperienza emotiva». Una partecipazione corale che ha restituito il significato più profondo dell’iniziativa, favorendo l’incontro tra persone accomunate dal desiderio di condividere un momento di spiritualità. All’origine dell’appuntamento c’è una storia di incontri e relazioni costruite nel tempo. Il 14 dicembre 2025, in occasione del Giubileo dei detenuti, un primo evento aveva portato all’interno dell’istituto penitenziario un’esperienza di spiritualità attraverso l’espressione artistica. Alcuni detenuti avevano successivamente manifestato il desiderio di rivivere quel momento. Da questa richiesta è nata la nuova iniziativa, resa possibile dalla collaborazione tra il professor Alessandro Di Domizio, docente di religione cattolica presso la Casa di Reclusione, il cappellano padre Lorenzo Marcucci ed Erika Fossati, co-fondatrice del gruppo Artisti per Dio #concreandopergesú. Il programma si è sviluppato attraverso tre momenti, ciascuno affidato a una diversa forma di espressione spirituale. La prima parte è stata dedicata alla pittura e alla presentazione di sette opere realizzate dagli Artisti per Dio #concreandopergesú. I dipinti di Valentina, Anna, Sara, Francesca, Ilaria ed Erika hanno accompagnato i presenti alla scoperta di santi, beati e testimoni della fede che hanno conosciuto personalmente l’esperienza della prigionia. Le loro vicende hanno offerto l’occasione per riflettere sulla sofferenza, sulla dignità umana e sulla capacità della fede di sostenere la persona anche nelle situazioni più difficili, con una particolare attenzione al mistero dell’Eucaristia. Le opere pittoriche hanno lasciato poi spazio al momento dedicato alla danza sacra, grazie al contributo di HolyDance – Artisti Cattolici nel Mondo, realtà fondata da suor Anna Nobili. Presente la sede di Roma, con la responsabile Maria Antonietta e ad alcune danzatrici ed accompagnatori. Attraverso il movimento, la musica e l’espressività del corpo, la danza ha proposto una forma di preghiera capace di invitare all’incontro con Gesù. Il percorso è culminato nella terza parte dedicata all’adorazione eucaristica, accompagnata dalla musica della chitarra di Alberto e dalla preghiera dei due gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo di Sulmona. Al centro dell’incontro, la presenza di Cristo nell’Eucaristia, cuore del Congresso Diocesano e segno di quella comunione alla quale ogni persona è chiamata. La presenza del vescovo Michele Fusco ha espresso la vicinanza della Chiesa di Sulmona-Valva alla comunità penitenziaria, richiamando l’attenzione sul valore della persona, sulla misericordia e sulla speranza cristiana. Molto significativo il momento in cui Sua Eccellenza ha condiviso la sua testimonianza sul Cardinale Van Thuan, raffigurato in una delle opere pittoriche presentate. Le sue parole hanno contribuito a rendere l’incontro ancora più intenso, partecipato e coinvolgente. Il Vangelo ricorda, attraverso le parole di Gesù nel giudizio finale, una responsabilità precisa: «Ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,36). Un insegnamento che trova nella pastorale carceraria una delle sue espressioni più concrete. L’incontro del 10 ottobre si inserisce così nel cammino del Congresso Eucaristico Diocesano, accompagnato dal tema evangelico «Prendete e mangiatene tutti». Un invito alla comunione che interpella la comunità cristiana e la incoraggia a raggiungere ogni persona, soprattutto quanti attraversano esperienze di solitudine, sofferenza e privazione della libertà. L’evento si è concluso con un momento dedicato alle riflessioni dei detenuti, che hanno condiviso testimonianze profonde e toccanti. Le loro parole hanno confermato quanto l’incontro sia stato vissuto con partecipazione e intensa emozione. Particolarmente significativo rimane il desiderio manifestato dagli stessi detenuti di accogliere nuovamente questa esperienza. Una richiesta che testimonia l’importanza di costruire rapporti duraturi tra la comunità ecclesiale e il mondo penitenziario, attraverso occasioni di ascolto, incontro e crescita spirituale. Proprio in questa prospettiva si inserisce la riflessione conclusiva del direttore Stefano Liberatore, che richiama il valore della fede nel percorso umano di ogni persona: «Soprattutto all’interno delle mura di un carcere, la fede può alimentare la speranza, aprire spazi di relazione e offrire nuove occasioni per guardare al futuro». Parole che raccolgono il significato di una giornata dedicata alla dignità della persona e alla forza delle relazioni umane. L’incontro ha così offerto un’immagine concreta della missione della Chiesa: avvicinarsi alle persone, condividerne le esperienze e accompagnarne il cammino, portando anche all’interno delle mura di un carcere il messaggio di comunione e misericordia del Vangelo.
di Erika Fossati














