Notizie Omelie 

Dal deserto al giardino: un’ecologia che parte dalla conversione del cuore

Aperta in Diocesi il Mese dedicato alla cura della Casa comune. Nell’omelia che avvia le celebrazioni, il Vescovo invita a superare la tentazione del possesso: «Non siamo padroni, ma custodi. Le ferite della terra e quelle dell’umanità hanno la stessa radice».

C’è una domanda del Vangelo che risuona con un’attualità disarmante tra le pieghe della nostra epoca, segnata da ferite ambientali, conflitti e crescenti disuguaglianze: «Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?». È attorno a questo interrogativo, tratto dal brano della XXII Domenica del Tempo Ordinario, che si è snodata la riflessione del Vescovo in occasione della celebrazione che ha inaugurato ufficialmente in Diocesi il Tempo del Creato (1° settembre – 4 ottobre).

Nel suo intervento, la cui versione integrale è riportata di seguito, il Presule traccia un solido ponte tra il mistero della Croce e la responsabilità verso la Casa comune. La crisi ecologica contemporanea, si sottolinea, non è semplicemente una questione tecnica o un’emergenza ambientale, ma si configura primariamente come una «crisi del cuore umano».

Ripartendo dalle indicazioni di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, il Vescovo mette a nudo la logica del dominio e del profitto immediato che caratterizza lo stile del mondo. Un’attitudine che spinge a considerare la natura come una mera risorsa da consumare e le persone come strumenti. Contro questa tentazione – il «pensare secondo gli uomini» rinfacciato da Gesù a Pietro –, il Vangelo propone la via radicale del dono e della gratuità: smettere di porre se stessi al centro per imparare a diventare custodi della realtà ricevuta.

La figura biblica scelta per guidare questo percorso di riflessione e azione è l’immagine tratta dal profeta Ezechiele: l’acqua viva che sgorga dal tempio, diviene un fiume fecondo e dona salute e vita ovunque scorra. Una vocazione, ricorda il Vescovo, a cui ciascun cristiano e ogni comunità ecclesiale sono chiamati: non limitarsi al lamento per un mondo ferito, ma diventare strumenti operativi di risanamento e di speranza, coniugando lo stile di vita quotidiano, l’attenzione ai poveri e la tutela dell’ambiente.

«La cura del creato è inseparabile dalla cura della persona», ribadisce il Pastore della Diocesi, invitando tutti i fedeli a cogliere il Tempo del Creato come un’opportunità concreta per trasformare «le spade in vomeri» e cooperare alla grande promessa evangelica: il passaggio dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione, dalla violenza alla pace.


Loader Loading...
EAD Logo Taking too long?
Reload Reload document
| Open Open in new tab