SERVIZI e PASTORALE 

IL CALICE TRA LA SCRITTURA E LA SCIENZA. A SULMONA UN CONFRONTO A TUTTO CAMPO SUL VALORE DEL VINO

Nel quadro del Congresso Eucaristico Diocesano 2026, l’Auditorium “S. Panfilo” ospita il prossimo 25 settembre un incontro promosso dalla Diocesi di Sulmona-Valva che unisce esegesi biblica e rigore medico per interrogarsi sul significato culturale, spirituale ed esistenziale del frutto della vite.

C’è un filo rosso, antico quanto la civiltà mediterranea e radicato nel cuore stesso della Rivelazione, che lega la terra alla tavola, la convivialità umana al mistero del sacro. Un filo che oggi, in un tempo spesso diviso tra salutismi dogmatici e derive consumistiche, merita di essere riannodato con gli strumenti della cultura, della scienza e della teologia. È questa la promessa dell’appuntamento in programma giovedì 25 settembre 2026, alle ore 11:00, presso l’Auditorium “S. Panfilo” del Centro Pastorale Diocesano di Sulmona (in Viale Roosevelt 7), promosso nell’ambito del Congresso Eucaristico Diocesano 2026 sul tema «Prendete e mangiatene tutti». Un evento di catechesi esperienziale che metterà a confronto due sguardi complementari: quello del medico e quello del biblista.

Dalla Parola al corpo: la domanda della scienza. Nella Sacra Scrittura il vino possiede una densità simbolica ineguagliabile: è segno di gioia, di benedizione, di alleanza e, nell’ora suprema dell’Ultima Cena, si fa Sangue dell’Eucaristia. Ma alla medicina spetta, per così dire, un’altra domanda, complementare e irrinunciabile: che cosa accade all’organismo quando quel simbolo viene bevuto?

A sciogliere questo nodo sarà il dottor A. Pacella, medico specialista in Scienze dell’Alimentazione e in Diabetologia, con una relazione dal titolo emblematico: “Il calice e la salute: dal valore simbolico all’evidenza scientifica”. Il suo intervento guiderà il pubblico attraverso un percorso rigoroso che partirà dalla storia dell’alimentazione e dal ruolo centrale del vino all’interno della Dieta Mediterranea – patrimonio immateriale dell’umanità – per smontare con lucidità scientifica alcune narrazioni semplicistiche.

Pacella affronterà la nascita del mito del «bicchiere che fa bene al cuore», analizzando il celebre “paradosso francese” legato al resveratrolo, per poi evidenziare i limiti metodologici degli studi osservazionali. Senza tacer nulla sui rischi legati al consumo di alcol – dal fronte cardiovascolare a quello oncologico -, il medico ricondurrà il dibattito al concetto fondamentale di dose, tracciando una linea di demarcazione netta e necessaria: quella tra piacere, cultura e salute. La conclusione a cui invita la riflessione scientifica è un argine contro ogni riduzionismo: non tutto ciò che appartiene alla nostra identità culturale e alla nostra tradizione deve necessariamente trasformarsi in una prescrizione sanitaria, così come la salute non si tutela riducendo la complessità umana a un algoritmo di divieti.

Il “brindisi di Gesù”: la liturgia della fraternità. Se la scienza misura gli effetti biologici sul corpo, la Sacra Scrittura dischiude il senso ultimo del gesto. Ad esplorare questa dimensione sarà monsignor M. Signoretto, biblista, scrittore e docente di Sacra Scrittura, il cui intervento si intitola suggestivamente “Il brindisi di Gesù”.

Richiamando i temi centrali della sua riflessione teologica – già espressi nell’indagine sul legame tra tavola, creazione e liturgia – , monsignor Signoretto ricorderà come il vino, fin dalle nozze di Cana fino al Cenacolo, non sia mai un elemento neutro, ma lo spazio in cui la vita viene benedetta e condivisa. Il vino si beve in compagnia e, nel farsi convivialità, diventa rito e legame. Nell’Ultima Cena, quel “brindisi” estremo – il calice della salvezza e dell’alleanza – trasfigura l’umana comunione in partecipazione al mistero pasquale. Consumare il calice in compagnia significa riconoscere che la spiritualità passa attraverso la materia, e che il cibo e il vino, vissuti nella misura e nella gratitudine, sono un’esperienza profondamente spirituale ed ecclesiale.

Un’occasione per la comunità. L’incontro di Sulmona si preannuncia dunque come un momento di alto profilo culturale ed ecclesiale, capace di sottrarre un tema così radicato nella nostra terra a contrapposizioni ideologiche o banalizzazioni commerciali. Un’occasione per riscoprire, nel cuore del cammino diocesano verso l’Eucaristia, come la fede sappia abitare la storia, dialogare con la scienza e custodire il sapore autentico della fraternità. L’ingresso all’evento è libero.