Le mani invisibili della Carità”: un convegno per riscoprire la speranza che nasce dal servizio
Domenica 9 novembre alle ore 16:30 si è svolto presso il Centro Pastorale Diocesano di Sulmona un convegno-evento – promosso dalla Caritas diocesana – dal titolo “Le mani invisibili della Carità” in preparazione alla IX Giornata Mondiale dei Poveri di domenica 16 novembre, sul tema «Sei tu, mio Signore, la mia speranza» (Sal 71,5).



Un pomeriggio di ascolto, testimonianza e gratitudine dedicato in modo particolare alla figura di Santa Giovanna Antida Thouret, fondatrice delle Suore della Carità, nel bicentenario della sua nascita al cielo. L’evento, moderato da Stefania Esposito, ha rappresentato un’occasione preziosa per rendere visibile la carità che opera silenziosamente ogni giorno, attraverso mani che servono, ascoltano e amano. Le “mani invisibili” di cui parlava il titolo sono quelle di tante donne che, nella discrezione del loro servizio, tengono accesa la speranza e rendono concreta la presenza di Dio tra i poveri.



Presenti in sala, insieme al nostro Vescovo Mons. Michele Fusco e al Vicario Generale mons. Maurizio Nannarone, i volontari della Caritas diocesana e dei centri di ascolto parrocchiali, rappresentanti delle comunità religiose della diocesi, le Suore della Carità giunte da Roma con il Consiglio Provinciale, tra cui Suor Sabrina Sani, Superiora provinciale (provincia Europa) con la Consigliera Suor Valentina Dissimile. Non è mancata la presenza attenta e partecipe di tanti amici e benefattori che hanno avuto la gioia di conoscere le Suore della Carità e condividere con loro parte del cammino di vita nella nostra diocesi.
L’incontro si è aperto con una lettura recitata, curata da Jacopo Lupi, Pietro Becattini, Maria Francesca Galasso e Fabio Ranalli. Un momento di grande commozione che ha ripercorso i momenti più significativi della vita di Giovanna Antida: la chiamata, le prove, il coraggio del servizio, la tenerezza verso i piccoli e i poveri.


A seguire, Suor Maria Luisa Caruso, Consigliera Generale e coordinatrice della Fondazione Thouret Onlus, ha illustrato con immagini e racconti l’ampiezza dell’opera delle Suore della Carità nel mondo. Dalla Siria al Sud Sudan, dal Libano all’Etiopia, dal Pakistan al Camerun, fino alle comunità in America Latina e in Europa, le religiose continuano a essere segno concreto della misericordia di Dio nelle emergenze umanitarie, nell’educazione, nella pastorale sanitaria e carceraria, e nella promozione femminile. “Abbiamo sentito la voce del nostro prossimo che si trova ovunque” – ricordava Santa Giovanna Antida – parole che continuano a ispirare la missione delle sue figlie spirituali in contesti segnati da povertà, guerra e ingiustizia.


Il pomeriggio è proseguito con un racconto della presenza delle Suore della Carità a Sulmona, dove operano da oltre 170 anni: una storia di dedizione silenziosa che affonda le radici nel lontano 1853, quando le prime quattro suore giunsero in città per portare istruzione, assistenza e consolazione ai più poveri.
Da allora, tra scuole, ospedali e case, hanno educato generazioni di bambini, curato malati e anziani, accompagnato famiglie in difficoltà, rendendo la loro carità una presenza costante nel tessuto cittadino. A testimoniarlo, infine, la voce di Giorgia Sciuba, già allieva e oggi mamma che ha affidato i propri figli all’asilo delle Suore.



Al termine, Suor Sabrina Sani ha espresso un profondo ringraziamento alla Diocesi e ai tanti amici delle Suore che hanno condiviso la gioia di questo anniversario.
Nel suo saluto conclusivo, il Vescovo ha voluto incoraggiare tutti a riscoprire la forza della carità condivisa:
“Ognuno di noi, singolarmente, può fare del bene, ma quando ci mettiamo insieme e lo facciamo come piccole comunità ispirate dal Vangelo, diventiamo una forza. Da soli possiamo scoraggiarci, insieme siamo più forti.”
E ha aggiunto: “È bello ascoltare il bene, raccontarci il bene che viene fatto. Spesso ci soffermiamo solo su ciò che non va, ma c’è tanto bene, tanta carità, tanto amore: a volte ce ne dimentichiamo. Voglio augurare alle Suore e a tutte le comunità di religiose qui presenti di continuare con tenacia, senza scoraggiarsi, con la speranza che viene dal Signore. Se è Lui che ha iniziato quest’opera, sarà Lui a portarla avanti.”
La Caritas Diocesana, con questo evento, ha voluto non solo ricordare una Santa, ma riscoprire la bellezza della speranza cristiana: quella che nasce dal servizio, che si alimenta della fiducia reciproca e che trova la sua sorgente nel cuore di Dio.
“In mezzo alle prove della vita – ricordava Papa Leone XIV nel suo Messaggio – la speranza è animata dalla certezza dell’amore di Dio, riversato nei cuori dallo Spirito Santo.”
Parole che diventano impegno e missione per tutti: testimoniare la speranza attraverso gesti di carità, perché dove c’è carità, c’è Dio.
