Santuari


SCANNO - Madonna del Lago

Immagine attiva
La Chiesa della Madonna del Lago o dell'Immacolata è una chiesa di Scanno, in provincia dell'Aquila, presso la sponda sudoccidentale del Lago di Scanno.
Si accede alla chiesa dalla statale delle Gole del Sagittario, la quale passa sotto la chiesa, 2 rampe di scale si diramano ai 2 imbocchi della piccola galleria sotto la chiesa facendo accedere alla stessa.
La chiesa odierna è del 1702.
La chiesa più volte ampliata e ristrutturata, prima si trovata solo su un lato del lago, poi ampliandola si è arrivati ad allargandola sopra la strada creando la galleria stretta a senso unico alternato.
La parete ad est non ha muro in quanto poggiante sulla roccia grezza e non lavorata.

Leggi tutto: SCANNO - Madonna del Lago

RIVISONDOLI - Madonna della Portella

Immagine attivaIl Santuario della Madonna della Portella (o Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli) è una chiesa romitoria situata nel comune di Rivisondoli (AQ), in prossimità della parte estrema dell'Altopiano delle Cinquemiglia, procedendo in direzione Rocca Pia-Rivisondoli. Il luogo dove sorge il tempio era attraversato da uno dei grandi tratturi, importanti assi commerciali per la transumanza degli armenti.
La chiesa fu edificata nel 1589, per ampliamento di una preesistente costruzione sacra e fu soggeta alla gestione della locale Universitas, tramite due procuratori che amministravano i beni ad essa associati (nel 1654, 55 tomoli di terreno e 2.400 animali).

Leggi tutto: RIVISONDOLI - Madonna della Portella

PRATOLA PELIGNA - Santuario Madonna della Libera

Immagine attivaSecondo la tradizione popolare, nel 1550 a Pratola c’era una formidabile pestilenza che faceva strage della popolazione. Uno degli abitanti, di nome Fortunato, per evitare la morte per contagio si rifugiò tra i ruderi di una cappella diruta sita nel borgo rurale. Mentre dormiva ebbe la visione della Vergine che gli si rivolgeva invitandolo a tornare senza timore nel paese, poiché la terribile epidemia era passata. Svegliatosi immediatamente, Fortunato si sentì osservato da un occhio visibile sotto le macerie; pur se timoroso, scavò e trovò un quadro della Madonna, vestita proprio come gli era apparsa nel sogno. I paesani, informati, gridarono subito al miracolo e trasportarono l’immagine santa nel paese su un carro tirato da sette paia di buoi. Ad un certo punto, però, gli animali si fermarono e nono vollero andare più avanti; i fedeli capirono il segno della Madonna e costruirono la chiesa dedicata alla Vergine della Libera proprio in quel sito. La devozione dei fedeli si è mantenuta inalterata nel corso dei secoli e la chiesa è divenuta santuario nel secolo XIX, meta di numerosi pellegrini da tutto l’Abruzzo che, nella prima domenica di maggio, portano in processione la statua della Madonna.

Leggi tutto: PRATOLA PELIGNA - Santuario Madonna della Libera

GORIANO SICOLI - Santa Gemma

Immagine attiva
Immagine attiva
Immagine attiva
Immagine attiva

VITA DI SANTA GEMMA Santa Gemma nacque intorno all’anno 1375 a San Sebastiano di Bisegna, in Abruzzo. I suoi genitori, di povera condizione sociale e dediti soprattutto alla pastorizia, per migliorare il loro tenore di vita, pensarono di trasferirsi a Goriano Sicoli, nell’odierna provincia dell’Aquila. La fanciulla per causa di un’epidemia rimase orfana di entrambi i genitori. Lei comunque non si scoraggiò e protetta dalla comare continuò ad accudire il suo piccolo gregge, conducendo una vita tutta lavoro e preghiera. Secondo altre fonti invece Santa Gemma si trasferì a Goriano accolta dalla comare solo dopo la morte dei genitori. La storia del suo arrivo nel piccolo paese della Valle Subequana è alla base del pellegrinaggio che gli abitanti di San Sebastiano compiono l’11 Maggio di ogni anno proprio a Goriano Sicoli. La casa della comare (nella quale abitò anche Santa Gemma) oggi ospita la confraternita a Lei dedicata. La sua straordinaria bellezza invaghì il conte Ruggero di Celano. La pastorella però reagì, costringendo il nobile a pentirsi del suo comportamento. Colpito da tanta determinazione, il conte ordinò che si costruisse una comoda stanza adiacente alla chiesa di San Giovanni , affinché la fanciulla potesse vivere più degnamente e dedicarsi alle preghiere. Da quell’epoca la fanciulla condusse una vita ascetica, dedicandosi allo studio della Bibbia e prodigandosi nell’ assistenza spirituale nei confronti di tanta gente che a lei ricorreva. Secondo altre fonti invece la pastorella visse per 42 anni in clausura assoluta proprio a Goriano Sicoli, appartenente alla Diocesi di Sulmona. Morì il 13 Maggio 1439. Subito dopo la morte cominciarono a verificarsi numerosi miracoli. Gli abitanti di Goriano allora indussero il vescovo di Sulmona a far riesumare al sua salma che risultò completamente intatta. I gorianesi allora fecero costruire un’urna in legno ed il suo corpo venne collocato sotto l’altare maggiore della chiesa di San Giovanni (poi intitolata a Santa Gemma). Tanti furono i miracoli che si verificarono in diversi luoghi d’Abruzzo, regolarmente annotati nel registro parrocchiale di Goriano e riconosciuti dalle autorità ecclesiastiche, per cui fu innalzata presto agli onori degli altari. Il culto è approvato dal 1890. La Santa è venerata non solo in Abruzzo, ma anche nelle tante comunità di abruzzesi sparse per il mondo.

Fonte: www.santiebeati.it

 

 

COCULLO - San Domenico Abate

Immagine attivaImmagine attivaIl santuario attuale, ricostruito quasi completamente nel corso del XX
secolo, è meta di migliaia di persone il primo giovedì di maggio di ogni anno, sorge sul luogo di una chiesa più antica, dedicata a San Domenico e ricordata già dal XVII secolo. Qui rivivono i riti in onore del Santo e parte, la processione con la statua e i serpenti; all'interno la Cappella di San Domenico accoglie l’effige del Santo e i fedeli vi raccolgono dietro una piccola grotta, la terra benedetta, utilizzata a scopi rituali; quindi compiono il rito della campanella, tirandola con i denti, per preservarsene dai dolori. Lungo via della Fonte, appena fuori del paese, la Fontana Medievale conserva tre arcate acute e parte dei parapetti. E' costruita in pietra e, nonostante lo spoglio di materiale e i danni causati dal tempo, resta uno dei monumenti del paese che ha maggiormente mantenuto le sue forme originarie. Sul lato destro è visibile uno stemma scolpito su un blocco.
  • Domenico ebbe occasione di visitare più volte Cocullo, nel periodo in cui dimorava a Prato Cardoso di Villalago, e quando, dal monastero di S. Pietro in Lacu, ritornò verso Trisulti. Di questo passaggio, sono testimonianza i tre miracoli, operati dal Santo, che risultano allocati in questa località, posta al confine tra la valle Peligna e la Marsica.
 
 
 

Leggi tutto: COCULLO - San Domenico Abate

CASTEL DI SANGRO - Madonna dell' Eremita

Immagine attiva Santa Lucia e la Madonna dell'Eremita sono le due Chiese rurali più antiche rimaste a Castel di Sangro. La chiesetta fuori porta, quella intitolata alla Madonna dell'Eremita, distrutta dal sisma del 1456 e dall'ultima guerra, è stata ogni volta ricostruita. Anch'essa di natura molto semplice, all'interno presenta un altare posto ad oriente, secondo quello che era il consueto costume Cristiano che, simboleggiando il sorgere del sole, voleva così rappresentare la resurrezione di Gesù. Dietro l'altare si trova la statua della Madonna; una lapide posta a destra dell'entrata ricorda i restauri effettuati nel 1696, oltre due secoli dopo il sisma che la distrusse. Nelle sue immediate vicinanze si svolge ogni anno la festa del 2 Luglio e la cittadinanza partecipa in massa alla tradizionale scampagnata nel bosco, fatto di querce ed altre piante ultracentenarie. La Chiesa si raggiunge uscendo dal paese e seguendo la S.S. 558; passati sotto il viadotto della superstrada, si gira a destra e si percorrono i tornanti in salita che conducono fin davanti la Madonna dell'Eremita.

fonte: www.prolococasteldisangro.it

CAPESTRANO - San Giovanni Capestrano

Immagine attivaGiovanni da Capestrano iniziò la costruzione del convento nel 1447 su di un sito donatogli dalla contessa Cobella da Celano. Il documento conservato nel reliquiario del Santo, è datato 1° dicembre 1447. Il luogo fu scelto vicino alla "Palombara" dove, secondo la leggenda, sorgeva il castel vecchio, fondato da re Desiderio. In principio il convento era molto piccolo. Il nucleo era tra l'attuale sacrestia e la cantina. Le celle localizzate al piano superiore, erano una decina, mentre al piano terreno vi erano le "officine ". Per l'ingresso i religiosi si servivano della porta vicino alla cappella di S.Marta. Nel 1456 doveva già esserci una biblioteca per custodirvi i libri ed i manoscritti del Santo che, per sua volontà, furono, dopo la morte, riportati nel convento di Capestrano. Così scrisse il Mattei nel 1691 "Morto nel 1456 Giovanni in Capestrano s'ebbero gli abiti che adoperava, e che si conservano nella chiesa del convento di S.Francesco. Si tiene per antica tradizione, che venisser miracolosamente per mare dentro una cassa, sulla quale era scritto: all'università di Capestrano; e benché molti tentassero di accostarsi per pigliarla, non fu però possibile, mentre si ritraeva indietro, finché giunti i Sindici fu da essi riverentemente presa, e condotta alla lor terra, ove son tenute quelle vesti in venerazione".

Leggi tutto: CAPESTRANO - San Giovanni Capestrano


Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.