Mons. Angelo Spina è nato il 13 novembre 1954 a Colle d’Anchise in Provincia e Diocesi di Campobasso. Nel 1968 entrava nel Seminario Minore del capoluogo molisano. Vi conseguiva il diploma delle scuole superiori ed iniziava a frequentare il biennio filosofico teologico presso lo studentato dei Padri Cappuccini. Nel 1974 entrava nel Seminario Maggiore di Benevento per il triennio teologico, conseguendo nel 1977 il baccalaureato maxima cum laude. Nello stesso anno veniva ordinato diacono da mons. Alberto Carinci e continuò a Napoli gli studi con specializzazione in teologia morale presso la Facoltà teologica dell’Italia Meridionale presso i Gesuiti a Posillipo. Venne ordinato sacerdote il 5 gennaio 1980 da mons. Pietro Santoro nel suo paese natìo. Dimostrò subito tenacia e costanza nell’impegno pastorale realizzando opere di rilievo come il restauro di sei chiese, i centri sportivi di Campochiaro e di San Polo Matese, la casa per anziani a Campochiaro. Numerosi ed importanti furono gli incarichi che riceveva a livello diocesano. Nel dicembre 1999 divenne parroco dell’antica cattedrale di Bojano, di cui promuoveva interventi di ristrutturazione e la realizzazione del ciclo pittorico. Nel 2005 venne nominato vicario episcopale per il santuario dell’Addolorata di Castelpetroso, in cui riceveva poi la pienezza dell’ordine. Ha dedicato molto di sé alla scuola ed alla formazione dei giovani, ha insegnato ventisette anni nei licei, si è distinto come pubblicista, scrittore e poeta.
L’ordinazione episcopale è stata conferita da S.E. Mons. Armando Dini, Arcivescovo Metropolita di Campobasso – Bojano, conconsacranti le LL.EE. Rev.me Mons. Giuseppe Di Falco, Amministratore Apostolico di Sulmona – Valva, e Mons. Antonio Nuzzi, Arcivescovo Emerito di Teramo.

Incarichi all'interno della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana

Mons. Angelo Spina è il delegato regionale del laicato e della cultura e comunicazioni sociali.


MONS. ANGELO SPINA 83° VESCOVO DELLA DIOCESI DI SULMONA – VALVA

Il 3 aprile 2007 il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Vescovo di Sulmona – Valva Mons. Angelo Spina. Ha ricevuto la consacrazione il 9 giugno nel Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso ed ha fatto il suo ingresso in Diocesi nella Cattedrale di S.Panfilo in Sulmona il 23 giugno.
Egli succede a Mons. Giuseppe Di Falco, ritirato per limiti d’età, ed è l’83° vescovo della Diocesi, secondo la numerazione basata sulla serie dei ritratti di tutti i suoi predecessori dipinti nelle pareti della sala dell’Episcopio di Sulmona.



LO STEMMA di
S.E. REV.MA Mons. ANGELO SPINA

BLASONATURA

Per il proprio stemma S.E. Mons. Angelo Spina ha adottato è uno scudo sagomato. Troncato da una fascia diminuita d’argento: nel primo d’azzurro, a tre anelli d’oro male ordinati ed intrecciati; nel secondo di cielo, alla montagna di tre cime di verde ascendenti, la cima più bassa a destra sormontata da una stella di sei raggi d’oro, la più alta a sinistra cimata da una croce del calvario di nero, attraversante su di un astro d’oro, movente dalla stessa cima.
Lo scudo è accollato alla croce astile d’oro, ancorata e pomata, gemmata di sette pezzi di rosso, disposti in croce, posta in palo, ed è timbrato da cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte in tre ordini di 1,2,3. Sotto lo scudo, nella lista bifida centrata e svolazzante d’oro, il motto in lettere maiuscole di nero: IN CARITATE CONIUNCTI.
Lo stemma di Mons. Angelo Spina è in continuità con l’araldica della nostra storia, in quanto ripete, nei monti, la caratteristica rilevata dal Ménéstrier e ricordata dal Crollalanza per la gran parte delle casate italiane “che hanno feudi nell’Appennino, di portare i monti nelle loro arme”.


ESEGESI


Questa l’esegesi riportata nel manuale dell’ordinazione: “I tre anelli uniti indicano la comunione tra le Tre Divine Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Dio è comunione di persone, Dio è amore. In basso i tre monti, oltre che un collegamento geografico tra i monti del Molise, terra di provenienza, e quelli dell’Abruzzo, terra di adozione, sono un esplicito richiamo ai luoghi dell’alleanza di Dio con l’uomo: il monte Sinai dove Dio dona le dieci parole dell’amore, il monte delle beatitudini, dove Gesù dona la legge nuova dello Spirito, il monte Calvario dove Gesù, sulla croce, dona sè stesso per la nuova ed eterna alleanza.
La croce, con il sole luminoso alle spalle, indica Cristo sposo della Chiesa sposa, simboleggiata dalla stella.
La scritta “In caritate coniuncti” “uniti nell’amore”, esplicita il nostro essere uniti a Dio e l’essere uniti tra noi con la grazia del suo amore”.
Ci sentiamo di aggiungere che i monti sono luoghi importanti del cammino della salvezza. La loro diversa e crescente altezza vuole rappresentare l’elevazione dell’uomo, per volontà di Dio, dalla caduta al regno. Il monte Oreb in cui la la legge venne data a Mosè, simboleggiata dalla stella, luce che proviene dall’alto, anticipatrice del Cristo; il monte delle beatitudini dal quale si svolge la pedagogia di Gesù, che indica la legge, quella data a Mosè, come un minimo per accostarsi alla volontà del Padre e propone la nuova legge, quella dell’amore, quella perfetta che ristabilisce la giustizia dopo aver vendicato le
offese ricevute con il perdono; il monte del Golgota sul quale viene ripristinata definitivamente l’alleanza con Dio mediante il sacrificio di cui Cristo è allo stesso tempo, altare, vittima e sacerdote.
Il profilo dei monti, poi, disegna una M, che sta per Maria, la figlia di Sion, serva fedele del Signore, una sola donna, d’un popolo disperso, in cui si conservò e si radunò finalmente il sacro resto Israele, per pronunciare il si definitivo alla proposta di salvezza del suo Dio.

Franco Cavallone

Share