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Fra Giovanni Canori: il mio eccomi per il servizio alla Chiesa

Abbiamo voluto rivolgere a Fra Giovanni Canori, appartenente alla provincia dei frati cappuccini d’Abruzzo e ordinato diacono lo scorso 19 dicembre, alcune domande riguardanti la sua vocazione e la missione diaconale che la Chiesa, per le mani del Vescovo Michele, le ha affidato.

Papa Francesco dice a proposito dei diaconi: «Non sono sacerdoti in seconda” ma “guardiani del servizio nella Chiesa». Come spiegheresti il servizio del diacono nella Chiesa di oggi?

La diaconia è tratto qualificante e valenza ecclesiale per cui ogni ministro di Cristo vi s’innesta traducendolo in pastorale, missione, autorità. Un ministero/ufficio, quello diaconale, che opera nella predicazione della Parola, nella liturgia e nella carità integrale e nella morale così come indicate dal Cristo…il Cristo servo per il «servizio» da imitare e trasporre nell’attualità.

Fra Giovanni tu appartieni alla grande famiglia francescana cappuccina. Vivere la castità, la povertà e l’obbedienza sono i punti cardini della tua vita religiosa. Come questi consigli evangelici si relazionano con la  vita e il mistero diaconale? E più in generale con la vita di ogni laico?

Si relazionano col fatto reale che la categoria del servizio esclude, fisiologicamente, ogni ambito che non sia unico ed organico alla propria natura. Il «servizio» capovolge ogni considerazione e attesa: il dono di sé è la materia fondante e unica posizionata agli antipodi dei concetti dominanti quali il potere e l’autorità normativa. La missione di servo, ricevuta dal Cristo e trasmessa ai suoi collaboratori, è un dato primordiale e inalienabile trasmesso alla Chiesa e rafforzato dalla fedeltà ai consigli evangelici che ne traspongono l’essenza nel quotidiano.

Uno dei compiti del diacono è l’annuncio evangelico della buona notizia. In questi giorni ti ritroverai ad annunciare la gioia e la speranza del Natale. Quali parole utilizzare in questo tempo particolare?

Esultanza per l’evento ormai prossimo; lode per la grazia che il Signore ha voluto concederci; Misericordia che sottende a tutta la storia della salvezza; Umiltà di noi che attendiamo e che, ora sommessamente e poi emergendo con prepotenza, viviamo la Gioia nella Certezza della Speranza.

Rivolgendoti i nostri più cari e sinceri auguri per questa nuova tappa raggiunta ti ringraziamo per averci dedicato del tempo.

Grazie a voi e buon Natale a voi.

 

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