“Una comunità che cresce: studenti, Sant’Antonio e la luce di Carlo Acutis”
Parrocchia Maria SS. della Libera – Pratola Peligna
L’11 giugno Pratola ha accolto la tappa della Mostra Itinerante dedicata a Carlo Acutis, voluta dal Direttore della Pastorale Giovanile don Daniele Formisani per accompagnare le catechesi del Vescovo nel cammino verso il Congresso Eucaristico diocesano. Una mostra preziosa, perché la reliquia di Carlo viaggia insieme ai pannelli, portando nelle parrocchie non solo immagini e parole, ma la presenza viva di un ragazzo che parla al cuore dei giovani.
Proprio attorno a questa tappa sono stati collegati i momenti più significativi della giornata: la Benedizione degli Studenti e delle penne, vissuta durante la Santa Messa, e la valorizzazione del pane di Sant’Antonio, segno eucaristico di dono e di cura verso chi ha bisogno. La chiesa si è così riempita di volti giovani e un clima di festa, intrecciando la figura di Carlo, la tradizione antoniana e il cammino verso il Congresso Eucaristico. La Liturgia della Parola ha risuonato con forza attraverso il Vangelo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” Un invito a vivere la vita come un dono che ha senso solo se donato agli altri.
Uno dei momenti più intensi è stato il saluto dei ragazzi di terza media ai bambini di quinta elementare. Con parole semplici e vere, hanno consegnato loro un testimone fatto di coraggio, curiosità, gentilezza e fiducia: un invito a entrare nella scuola media come in una porta che si apre su nuove possibilità. Subito dopo, una professoressa ha rivolto un pensiero a tutti gli studenti, ricordando le parole di Carlo Acutis: “Non siete soli. Gesù nell’Eucaristia cammina con voi.”
La benedizione delle penne, introdotta dal parroco padre Agostino con un sorriso — ricordando ai ragazzi che “queste penne non fanno magie: se non avete studiato, non vi salveranno” — è diventata un gesto simbolico e profondo: un segno che ogni talento è un dono da far fruttare, e che lo studio può essere un luogo di crescita e di luce. In quel momento è stato ricordato anche che in ogni prova della vita, la comunità è vicina ai ragazzi, pronta a sostenerli e incoraggiarli.


La mostra: la voce dei ragazzi racconta Carlo
Dopo la Messa, la comunità si è radunata per l’inaugurazione della mostra “Carlo Acutis: quindici anni di amore e di fede in Gesù Eucaristia”, la cui installazione e presentazione è stata interamente a cura dei ragazzi della pastorale giovanile di Pratola. A loro: Alessandro, Andrea, Angela, Carlotta, Irene, Lucia, Federico e Pelino, la nostra riconoscenza per questa e per tutte le attività curate durante l’ anno in oratorio. Sono stati loro a raccontare Carlo, con parole fresche e autentiche.
Carlotta ha parlato del suo rapporto quotidiano con l’Eucaristia: non un simbolo, ma un Amico vero. Per Carlo, la Messa era la sua “autostrada”, il luogo dove trovava direzione, forza e pace. Lucia ha spiegato come, grazie al suo talento informatico, Carlo abbia creato la mostra dei miracoli eucaristici: un viaggio attraverso i segni con cui Dio ricorda al mondo che è davvero presente nel Pane consacrato.
Irene ha condiviso la sua esperienza alla tomba di Carlo ad Assisi: un momento di pace profonda, di commozione che non era tristezza, ma una luce che scaldava il cuore. Alessandro ha raccontato la carità nascosta di Carlo: i poveri seduti in prima fila al suo funerale, i sacchi a pelo comprati con la paghetta, il pane condiviso come Sant’Antonio. E ha aggiunto una frase che ha fatto sorridere e riflettere tutti: “Sant’Antonio lo ha fatto nel Medioevo. Carlo lo ha fatto oggi, con le scarpette ai piedi e lo smartphone in tasca…e noi?” Un invito semplice e forte: diventare anche noi pane che scalda chi è rimasto indietro.
La celebrazione si è conclusa con la distribuzione del pane di Sant’Antonio, da parte della Confraternita alla quale va il nostro ringraziamento, e con un brindisi sul sagrato che ha unito famiglie, ragazzi e animatori in un clima di gioia semplice e vera. E, quasi inaspettatamente, la mostra ha richiamato anche devoti di Carlo Acutis dai paesi vicini, persone arrivate apposta per pregare davanti alla sua reliquia. Un segno silenzioso ma potente di quanto la testimonianza di Carlo continui a toccare i cuori e ad attirare chi cerca luce, speranza e un Amico vero.



