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RITIRO D’AVVENTO: CATECHISTI TESTIMONI DI SPERANZA

La gioia di incontrarsi e di vivere insieme in un momento spirituale e di formazione è ciò che ha caratterizzato il pomeriggio del 30 Novembre 2025 presso la Chiesa Maria SS. Ausiliatrice di Sulmona. Protagonisti sono stati i catechisti della Diocesi di Sulmona-Valva, persone che hanno vissuto l’esperienza dell’amore di Dio e che hanno scelto di donare questo affetto alla propria comunità ecclesiale, in modo particolare ai bambini ed ai ragazzi che si stanno preparando per ricevere il Sacramento dell’Eucarestia e della Confermazione.

I catechisti sono stati accompagnati dalla presenza costante e vivace di S. E. Mons. Michele Fusco e dalla partecipazione attiva di Don Francesco Romito.

Proprio il giovane sacerdote della Parrocchia di Popoli ha sottolineato l’importanza dei catechisti partendo da un passo del Vangelo di Giovanni (Gv 20, 1-18). Da qui è nata una riflessione sulla spiritualità del catechista oggi nel 2025 e sulla speranza che trascende in queste persone.

I catechisti sono sempre persone in cammino. Tuttavia non sempre questo cammino è limpido e senza ostacoli ma molte volte è caratterizzato dalla confusione e dalla disperazione. D’istinto si pensa di uscire da questo momento buio attraverso l’autorefenzialità ma si cade invece nella trappola di una speranza che dà il mondo, ossia una speranza transitoria e non cristiana.

Eppure Dio in quei momenti sta riscrivendo la storia di ogni catechista che ha un ruolo importante per la vita dei ragazzi e ci insegna che da soli non si vive nessun cammino cristiano. Maria di Magdala, di fronte al sepolcro vuoto, ci insegna che da soli si avverte la paura; tuttavia essa può essere superata attraverso l’incontro con l’altro in una comunità di credenti partecipi e attenti alle esigenze delle persone. Pertanto i primi testimoni di speranza sono proprio coloro che hanno fatto l’esperienza della tomba vuota: Maria di Magdala, Giovanni e Pietro.

Ed oggi chi sono i testimoni di speranza? Sono coloro che vivono delle relazioni autentiche e che si mettono in relazione gli uni per gli altri per poter realizzare in questo tempo la speranza cristiana.

Dopo queste parole molto toccati ma realistiche allo stesso tempo, alcune catechiste hanno espresso la loro testimonianza come “catechisti di speranza”.

Simona della Parrocchia di Cristo Re (Sulmona) si è definita “il miracolo del giubileo” in quanto nella sua vita si è accostata alla catechesi nel 2000 (anno del Giubileo) dopo un periodo di allontanamento dalla Parrocchia. In questi 25 anni di vita parrocchiale è stata testimone di alcuni cambiamenti che sono visibili a tutti come la trasformazione dei ragazzi, la necessità di un cambiamento di metodo e la metamorfosi delle famiglie. Di fronte a questi grandi sviluppi, lancia una riflessione che potrebbe raccogliere ogni catechista: faccio la catechista o sono catechista?

Stefania della Parrocchia di San Francesco Di Paola (Sulmona) sottolinea l’importanza della chiamata che ha ricevuto quando era ancora una ragazza nello svolgere la missione di catechista. Certamente l’inizio è stato molto difficile in quanto toccare l’animo dei ragazzi non è da poco. Eppure nel tempo lei stessa, insieme alle catechiste, ha capito di quanto fosse importante far vivere ai ragazzi una vera esperienza di speranza. Pertanto l’anno scorso hanno portato i ragazzi a far visita a “Casa Zaccheo”, sede della Caritas diocesana e all’eremo di Celestino V. Anche Stefania lancia un interrogativo: catechisti è sempre e per sempre, più che credenti, dobbiamo essere credibili.

Valentina, catechista nella parrocchia Maria SS della libera a Pratola, ci ha invece raccontato di un’esperienza di catechesi con l’arte, portata avanti con un gruppo di ragazzi di prima media: “La presenza di immagini della Madonna a Pratola”. Un progetto che ha unito fede, arte e territorio.

L’ attività è stata coinvolgente, i ragazzi da bravi reporter hanno raccolto tantissimo materiale, che dopo essere stato analizzato, ha mostrato quanto la Madonna faccia parte della loro quotidianità e con quanto orgoglio, la devozione alla Madonna sia per il pratolano segno di appartenenza alla comunità.

Il pomeriggio si è concluso con un momento di preghiera e l’adorazione eucaristica presso la Chiesa di Maria SS. Ausiliatrice. Al termine dell’incontro Suor Anastasia, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, insieme con l’equipe diocesana han voluto donare a tutti i catechisti una bottiglietta con terra e semi affinché i catechisti siano il segno che il regno di Dio viene seminato nei cuori delle persone, che possono accoglierlo e permettergli di germogliare attraverso i gesti di giustizia e carità.

 

Suor Anastasia e l’ufficio catechistico diocesano