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PASQUA A SULMONA: TRA IL SILENZIO DELLA TOMBA E LA CORSA DELLA MADONNA IN PIAZZA

Il rintocco delle dieci del mattino, nella cornice storica della chiesa di Santa Maria della Tomba, ha dato il via a una domenica di Pasqua che Sulmona non dimenticherà facilmente. In una navata gremita di fedeli e turisti, la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo, Mons. Michele Fusco, insieme al parroco don Ramon Peralta, ha aperto il cuore della città al mistero del Risorto, preparando gli animi al momento più atteso: il rito della “Madonna che scappa”.

Il grido della Croce: «Tutto è compiuto»

Al centro della riflessione di Mons. Fusco è risuonata la parola aramaica Mashalem: «Tutto è compiuto». Non il grido di uno sconfitto, ma la proclamazione di un amore che è arrivato fino in fondo, senza trattenere nulla.

«La Risurrezione – ha sottolineato il Vescovo durante l’omelia – è il sigillo del Padre su quel sacrificio. Dio conferma che quella vita donata non è stata inutile e che la morte non ha l’ultima parola». Commentando il Vangelo di Giovanni, Mons. Fusco ha invitato la comunità a guardare i «segni poveri» del sepolcro vuoto – i teli posati, il sudario piegato – non come prove scientifiche, ma come spazi di libertà dove far nascere la fede.

Dalla liturgia alla piazza: la fede dei semplici

Conclusa la Messa, la preghiera si è fatta cammino. Il corteo processionale, guidato dalle autorità e dai sacerdoti, si è snodato dalla chiesa della Tomba verso l’abbraccio monumentale di Piazza Garibaldi. Qui, il folklore si è fuso con la spiritualità più autentica in un rito che affonda le sue radici nella “fede dei semplici”.

La “Madonna che scappa”, infatti, mette in scena un episodio che i Vangeli non raccontano, ma che il cuore dei fedeli sente come necessario: l’incontro tra Maria e suo Figlio Risorto. È il passaggio psicologico e spirituale dal dubbio alla certezza, dal lutto alla gioia incontenibile. Quando il manto nero della Vergine cade, lasciando il posto al verde della speranza e al volo dei colombi, la piazza ha vibrato di un’emozione che va ben oltre la tradizione turistica.

Oltre la tomba dei «non posso»

Il messaggio della giornata è stato un invito al cambiamento. «Non rimanete nella tomba dei vostri “non posso”, dei “non oggi”», ha esortato Mons. Fusco. La Pasqua a Sulmona ha dimostrato ancora una volta che la vita può sempre ricominciare e che ogni “opera incompiuta” del nostro quotidiano – relazioni ferite o sogni spezzati – può trovare in Cristo un senso nuovo.

Mentre gli applausi accompagnavano la corsa dei portatori in piazza, il senso della celebrazione di Santa Maria della Tomba appariva chiaro: la Pasqua non è un ricordo del passato, ma una forza che oggi, qui, continua a operare un profondo cambiamento in chi sceglie di uscire fuori dal proprio sepolcro.

In primo piano:

L’omelia integrale di Mons. Michele Fusco, pronunciata durante la Messa delle ore 10:00 a Santa Maria della Tomba, è disponibile per il download al link sottostante.

Scarica l’Omelia della Domenica di Pasqua 2026 (PDF)