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IL RITMO DEL PANE E LA PROFEZIA DEL QUOTIDIANO: L’AC SI RITROVA A CASTEL DI SANGRO

Martedì 2 giugno la chiusura dell’anno associativo nella Diocesi. Un pellegrinaggio verso la Comunità Figlia di Sion per fare sintesi sul tema del condividere e guardare al prossimo Congresso Eucaristico.

Non è solo il bilancio di dodici mesi di attività, ma un esercizio di discernimento comunitario che si fa preghiera. L’AzioneCattolica diocesana di Sulmona-Valva si prepara a vivere, martedì 2 giugno, la chiusura dell’anno associativo 2025-2026: una giornata che non segna un traguardo, bensì una “sosta feconda” per ricaricare il cuore in vista della missione estiva. Cornice d’eccezione per questo appuntamento sarà la Comunità Figlia di Sion, a Castel di Sangro, un luogo che è laboratorio vivente di accoglienza e spiritualità.

La grammatica della fraternità. Al centro del cammino percorso quest’anno brilla il verbo condividere. In un’epoca segnata dall’isolamento, l’associazione ha scelto di riscoprire la bellezza del camminare insieme, trasformando ogni gesto – dall’ascolto al servizio – in un’occasione di comunione. Presso la Comunità Figlia di Sion, questa scelta trova una eco naturale: qui la condivisione non è una teoria, ma la sostanza di una vita che si riconosce figlia di un unico Padre. È lo stile della “famiglia più grande”, dove la fatica di uno diventa il peso di tutti e la gioia di ciascuno si moltiplica nell’altro.

Sulle orme del Risorto. Il programma si aprirà alle 8:45 con la partenza del pullman dal piazzale antistante la Parrocchia di San Francesco di Paola a Sulmona. Dopo l’accoglienza in Alto Sangro, il culmine liturgico sarà alle 11:30 con la Santa Messa presieduta dal Vescovo, S.E. Mons. Michele Fusco. Sarà un momento di profonda unità ecclesiale che culminerà nell’Adorazione Eucaristica, ponendosi come tappa significativa verso il Congresso Eucaristico Diocesano 2026. Al centro, infatti, resta l’Eucaristia: sorgente di quella forza che permette ai laici di AC di essere sale della terra.

Oltre la sosta. Il pomeriggio, dopo il pranzo fraterno delle ore 13:00, proseguirà con la Coroncina alla Divina Misericordia e un tempo di festa. È il “ritmo del pane” che si spezza e si dona: si conclude un anno per ricominciare con più vigore, custodendo i legami maturati per trasformarli in testimonianza viva nelle parrocchie e nelle città. Perché, come insegna l’esperienza di questa giornata, la vera #fede è quella che impara a costruire relazioni autentiche, capaci di generare speranza per il futuro di tutta la nostra comunità.

Ufficio Comunicazioni Sociali