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IL PROFUMO DEL DONO: LA VITA CONSACRATA, PROFEZIA DI SPERANZA IN UN MONDO CHE CORRE

Se c’è un’immagine che definisce l’essenza della vita consacrata, è quella di una luce che arde silenziosa, ma costante. Domenica 1 febbraio 2026, la nostra Diocesi si riunirà per celebrare la Giornata Diocesana della Vita Consacrata, un appuntamento che, anche quest’anno, si intreccia con il cammino della nostra Chiesa locale guidata dal Vescovo Michele.

L’evento, promosso e organizzato con cura dall’USMI (Unione Superiori Maggiori d’Italia) diocesana, vedrà la preziosa partecipazione di tutte le comunità religiose del territorio. Un ringraziamento particolare va a Suor Chiara Stella, responsabile dell’USMI, che con dedizione coordina il dialogo tra i diversi carismi presenti nella nostra Chiesa. Il programma avrà inizio alle ore 17:00 con l’Adorazione Eucaristica presso la Cappella dell’Episcopio per poi culminare nella Celebrazione presieduta da S.E. Mons. Michele Fusco in Cattedrale alle 18:30.

Questo momento di preghiera ci invita a riscoprire una scelta che spesso appare incomprensibile agli occhi del mondo moderno. Eppure, abbracciare la vita consacrata oggi non è affatto un ripiegamento o una fuga dalla realtà, quanto piuttosto un atto di audacia estrema. È la decisione radicale di chi riconosce in Dio l’unico orizzonte capace di dare senso pieno all’esistenza, trasformando la propria vita in un segno vivente del Regno che viene. In un’epoca segnata dall’imperativo del possesso e dalla cultura dell’apparire, i consacrati si pongono come un “segno di contraddizione” necessario. Attraverso i voti di povertà, castità e obbedienza, essi testimoniano che la vera libertà non risiede nell’accumulo di beni o nell’autonomia assoluta, ma nella capacità di consegnarsi totalmente all’Altro.

Questa spoliazione non è privazione, ma un modo per farsi “esperti di comunione”: vivendo in fraternità, queste donne e questi uomini diventano laboratori di pace, dimostrando che è possibile costruire relazioni autentiche fondate sul perdono e sulla carità reciproca, superando ogni barriera individuale. Scegliere la consacrazione nel cuore del 2026 significa dunque essere “sentinelle del mattino” in un mondo che ha sete di speranza. La loro missione non si esaurisce nelle pur preziose opere di assistenza o educazione, ma risiede prima di tutto nel loro “essere” memoria vivente di Gesù. Stando vicini alle ferite dell’umanità, i consacrati portano quella luce che, come la lampada che arde sull’altare, non brilla per se stessa ma per indicare a tutti la via verso il Padre.

Invitiamo tutta la comunità diocesana a stringersi attorno a queste vite donate, per ringraziare chi, nel silenzio della preghiera e nel servizio quotidiano coordinato dall’USMI, continua a irrigare spiritualmente la nostra terra di Sulmona-Valva.

Ufficio Comunicazioni Sociali