Dalle Parrocchie 

IL PELLEGRINAGGIO DELLA FEDE: SULLE ORME DI SAN VENANZIO

di Lorenzo Di Chiara*

Raiano – L'”Anno Giubilare” ci rocorda che siamo “pellegrini di speranza”, chiamati dal Signore – come Abramo- a percorrere le strade della vita, certi che la nostra vera dimora, non è in questo mondo ma in una “città dalle salde fondamenta” che Dio ha preparato per noi.
A guidare i nostri passi è la fede, supportata dalla speranza, ancorata quest’ultima, nella fedeltà di Dio.
San Tommaso l’aquinate, dice che “la fede è come vedere nella notte”:l’occhio della fede è come locchio del felino le cui pupille possono dilatarsi fino al triplo di quelle umane per adattarsi alla luce e permettere una buona visione, sia in condizioni di scarsa che di forte illuminazione.
Il pellegrinaggio che ci conduce all’incontro ultimo con Dio, non è fisico, né geografico, bensì interiore, e consiste nel saper attendere Colui che amiamo.
L”Anno Santo” al contempo, ci sprona ad attraversare “le acque del mar Rosso” e quel buio che mai potremmo fendere, se non con la “lucerna accesa”.
Questa lucerna è la presenza di Dio: una presenza su cui contare perché essendo un impasto di luce dal di dentro, proprio nel nostro più profondo buio, tale “presenza”, diventa amica e gli occhi si possono illuminare.
“La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunqhe la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra”! (Mt 6,22-23)
Dobbiamo fidarci di Dio!
San Venanzio, in fuga da Camerino a Raiano, è scampato ai persecutori ed al martirio, perché si è fidato di Dio; è uscito incolume dalle flagellazioni suscitando conversioni fra gli stessi carnefici, perché si è fidato di Dio; i leoni si sono rannicchiati ai suoi piedi, perché si è fidato di Dio; ha cantato le lodi a Dio dopo essere stato gettato dalle mura della città di Camerino e ritrovato salvo, perché la sua fiducia in Dio non è mai venuta ad indebolirsi; il Dio di Gesù Cristo di cui si è fidato, ha fatto sgorgare una sorgente da uno scoglio per dissetare i soldati, mentre veniva trascinato lungo le sterpaglie della campagna.
Mentre questo tempo ci spinge ad inseguire false certezze, Gesù propone di “lasciare per  ricevere”,”perdere per ritrovare”,”liberarsi per amare”.
San Venanzio ha seguito Cristo ed ha scoperto che il Vangelo è una forza che libera da ciò che appesantisce il cammino e dona in pienezza.
Seguire Gesù, è un cammino di fedeltà quotidiana non un’improvvisazione; è imparare a riconoscere dove risieda la gioia.
Gesù non ha ingannato San Venanzio con parole accomodanti, ma ha utilizzato parole di verità perché lo ha amato e lo ha voluto libero da ogni compromesso, al fine di testimoniare la fedeltà a Dio Padre, attraverso il sacrificio della propria vita.
Il segno tangibile di questa fedeltà e della “lucerna della fede”, sempre ardente nel cuore del nostro amato Patrono e Protettore,
è dato dalle sue reliquie peregrinanti che, dopo 1775 anni dal martirio, testimoniano non solo la gratitudine e la speranza nei confronti del popolo di Raiano, ma continuano ad essere faro che illumina tutti coloro che credono in Cristo morto e risorto, nel cui sangue, “ha lavato le sue vesti”.
Al “giovinetto martire che sfida il potere ostile e vince il mondo”, chiediamo di intercedere presso “la volta celeste” perché in ognuno di noi, “la luce della fede”, non abbia mai a spegnersi.

 * Viceparroco di Raiano