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DIOCESI DI SULMONA-VALVA: “SIAMO CHIAMATI AD ESSERE TESTIMONI DI SPERANZA”. IL VESCOVO FUSCO RILANCIA IL PATTO EDUCATIVO TRA CHIESA, FAMIGLIA E CATECHISMO

Sulmona Un invito a vivere con audacia l’Anno del Giubileo, un appello a rispondere con i valori del Vangelo alla crisi educativa che tocca il cuore delle comunità. Con l’avvio ufficiale dell’anno catechistico, in occasione della festa di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, il Vescovo di Sulmona-Valva, Mons. Michele Fusco, ha rivolto un messaggio forte e attuale a tutti i catechisti della diocesi. Un testo che non si sottrae alle sfide del nostro tempo e che si propone come bussola per orientare il cammino di fede dei più giovani.

Il cuore del messaggio batte con l’incalzare del Giubileo della Speranza. “Non si tratta di un ottimismo superficiale – scrive il Vescovo – ma di quella speranza profonda di cui parla san Paolo, quella che ci spinge a ‘sperare contro ogni speranza’”. In un mondo che spinge a credere il contrario, Mons. Fusco invita i fedeli a diventare testimoni di speranza, figure capaci di testimoniare con la vita i valori della fraternità, del rispetto e dell’amore per il prossimo.

Il Vescovo non nasconde la preoccupazione per i recenti fatti di cronaca che hanno scosso il territorio diocesano, definendoli “un’emergenza educativa”. La Chiesa, i luoghi del catechismo e gli oratori vengono rilanciati come porti sicuri e luoghi di crescita dove i ragazzi possono trovare rifugio e imparare a valorizzare la persona umana.

Rivolgendosi ai catechisti, il Pastore della Diocesi di Sulmona-Valva definisce il loro compito “prezioso”, invitandoli a non avere paura di trovare nuove strade e linguaggi per far incontrare i ragazzi con Gesù. Un richiamo che risuona con il magistero di Papa Leone XIV, il quale in una recente catechesi si è chiesto: “Quando i nostri ragazzi sono in crisi e hanno bisogno di un nutrimento spirituale, sappiamo darglielo?”.

Infine, un forte appello ai genitori, definiti i “primi e insostituibili catechisti” dei loro figli. “Il cammino di fede non è una delega – precisa il Vescovo – ma un patto educativo che ci vede tutti protagonisti: istituzioni, famiglie e Chiesa, uniti per il bene dei nostri ragazzi”.

Il messaggio integrale di Mons. Fusco è disponibile integralmente in allegato. È un testo che merita di essere letto, meditato e soprattutto condiviso. Incoraggiamo tutti, in particolare i più giovani, a diffondere queste parole di speranza e a farle proprie, affinché l’inizio di questo nuovo anno catechistico sia il primo passo di un autentico cammino di fede e di rinnovamento per tutta la comunità.

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