DIO SCONFINATO, I CUORI SCONFINATI: QUANDO L’UMANITÀ VEDE OLTRE I CONFINI
di Simeon Akembe*
Domenica scorsa (22a domenica del Tempo Ordinario C) la liturgia ci parlava di andare oltre i confini delle linee familiari, dell’amicizia e di qualsiasi legame che esclude gli altri (LC 14,23-14) per incontrare gli sconosciuti e gli esclusi. In quel giorno, Pizzoferrato ha visto e ha vissuto in prima persona questo vangelo.
La squadra degli italiani attori è venuta per giocare con la squadra di Pizzoferrato in beneficenza a un’opera sanitaria Pizzoferratese in Nyihemba Nigeria. Cosa è questa iniziativa e come è nata? Percorriamo brevemente la sua storia.
Non si può o non si deve dare un giudizio immediatamente dopo un singolo punto di vista. Avrei commesso questo grosso sbaglio sugli italiani se fossi rimasto solo a Roma. Vivere in una città come Roma con tutta la diffidenza e l’indifferenza, è facile dire che gli italiani sono tutti così. Ma questo è uno sbaglio gravissimo.
Basta spostarsi per fare un’altra esperienza con altre persone, culture e luoghi prima di concludere. Facendo così mi sono reso conto che la teoria è giustissima (di non giudicare alla prima osservazione).

Nel 2023, la mia Congregazione dello Spirito Santo mi mandò nella diocesi di Sulmona Valva, nella parrocchia di San Domenico di Pizzoferrato, Chieti. Arrivando in questa parrocchia, i fedeli ansiosi per la novità mi hanno accolto gioiosamente. Non si può negare la gioia nei loro cuori. Il mio primo compleanno in mezzo a loro avevano organizzato una festicciola di sorpresa e poi il mio 20° anniversario sacerdotale fecero la stessa cosa. Non erano solo le feste da mangiare. La cosa più sorprendente era i soldi che mi avevano dato. Avevo in mano da queste due festicciole quasi 700€, una cifra che non ho mai avuto dalle tali occasioni. Ma si chiede, questi soldi intendevano per un progetto o per un’intenzione particolare? La risposta sarebbe assolutamente negativa. Erano i soldi per Padre Simeone, per i suoi bisogni personali. Piangendo per un dono immeritato occorreva fare qualcosa da non MAI dimenticare, una cosa in memoria perpetua di questo popolo che ha un cuore sconfinato, un popolo che si affida e che si fida a un’altra TUTTO diversa da esso. Comprare un telefono o orologio o scarpe tutto di marca per me? No! Farmi un viaggio di lusso? MAI! Piantare questo ‘albero’ per portare più frutti numerosi e succulenti per gli altri era la soluzione migliore. Ma per chi e dove? La risposta non potrebbe essere che portare questo popolo al mio popolo, questo villaggio al mio villaggio. Ecco l’inizio di un sogno che avverrebbe con l’idea di fare una farmacia nel mio villaggio che porta eventualmente il nome di PIZZOFERRATO: LA FARMACIA PIZZOFERRATESE NYIHEMBA, NIGERIA.
Sicuramente non con solo quasi 700€. Quando questo sogno arrivò nella mia mente, condividendo con alcune persone sempre di Pizzoferrato, la voce si allargava e ogni tanto qualcuno mi dava un soldo, perfino a quelli fuori Pizzoferrato anche a qualcuno da Roma come sentiremo più tardi. E piano piano avevo in mano più di 3000€. La farmacia era fatta e affidata alla gestione della diocesi (la diocesi di Gboko, Benue, Nigeria) per una credibilità e gestione onestà. La popolazione era gioiosa e rimase molto grata ai Pizzoferratesi per l’amore mostrato al suo figlio e per questo dono di farmacia che ha dato un grande sollievo alle sue esigenze sanitarie. Era una festa il giorno dell’inaugurazione.

Mostrando l’opera realizzata dai cuori sconfinati con i dettagli delle entrate e uscite, il popolo con un cuore buono e generoso era grato e qualcuno dava ancora un soldo per sostenere la farmacia. Visto che la farmacia va avanti benissimo, occorreva lasciare la farmacia va da sola e fare un’altra cosa con i soldi ricevuti dopo. In parentesi si deve sapere che in Nigeria, spesso particolarmente nei villaggi, quando si sente male si va direttamente in un negozio dove si vende le medicinali e si esprime come si sente al venditore e lui sentendo i sintomi decide ciò che sarebbe buono per il malato! Può succedere che un sintomo espresso indica una cosa diversa di ciò che il venditore ha intuito e questo non può solo essere pericoloso ma anche controproducente. Da questa supposizione sorge l’idea di allargare l’opera sanitaria in questo villaggio: CREARE UN LABORATORIO DI ANALISI. Così si può diagnosticare i casi e sapere cosa si ha bisogno precisamente. Questo era un altro sogno. Ma come si fa?
Il 9 giugno (2025) mentre ero a Roma per la festa di Pentecoste della mia Congregazione pranzando con la famiglia Dambra che al suo tempo aveva anche contribuito per la farmacia mi chiese le notizie sull’andamento della farmacia e le spiegai come sta andando e il nuovo sogno per il futuro. Immediatamente la figlia che è un medico e fa parte della squadra degli italiani attori mi propose di parlare con il mio villaggio (Pizzoferrato), cioè il sindaco, il presidente della squadra e chi potrebbe essere utile perché la squadra degli italiani attori venisse a giocare con la squadra di Pizzoferrato e il ricavato messo in beneficenza per questo nuovo progetto e lei da parte sua parlerebbe con la sua squadra.
Rientrando con grande gioia e entusiasmo per questa proposta, ho immediatamente parlato con il Sindaco dott. Palmerino Fagnilli, e il presidente della squadra di Pizzoferrato sig. Eugenio e poi altre persone (Caterina di Matteo, Silvana Tarantini, Marina Casciato, Chiara Pasquarelli e Valentina Calabrese) che avevano accettato la proposta con grande gioia perché far venire gli attori a Pizzo è inanzitutto una grandissima gioia e onore e dunque un’opportunità da non perdere. Da parte sua, la dottoressa Donatella Pia Dambra aveva parlato con il direttore Antonio Serrano e altri attori che erano più che contento di fare un’opera di genere per una popolazione, un’umanità bisognosa e sofferente, anche lontana e sconosciuta da loro perché hanno i cuori espansivi e sconfinati! Solo chi ragiona con lo Spirito di Dio può disporsi a fare una cosa di genere senza rifletterci prima.
Tutte le due parti (la squadra a Roma e il comitato organizzatore a Pizzoferrato si sono messi a prepararsi per l’evento che domenica scorsa, il 31 agosto, ha visto la sua realizzazione dando l’inizio alla nuova iniziativa sanitaria “L’ OPERA SANITARIA PIZZOFERRATESE A NYIHEMBA, NIGERIA (OSPANN).
Prima dell’inizio della partita il bellissimo messaggio del nostro amato vescovo Sua Eccellenza Mons. Michele FUSCO che riporto qui nella sua integrità era letto a tutti i partecipanti dato che per un impegno già preso prima non poteva esserci. Nel suo messaggio si vede gli stessi occhi sconfinati, un cuore sconfinato e pieno della compassione come Dio-Gesù e si capisce il suo linguaggio così tenero e commovente.
Nel mondo dell’egoismo e dello spreco,
Nel mondo dello sfruttamento e dell’indifferenza,
Nel mondo dell’odio e di sopraffazione,
Nel mondo dell’interesse egoista e del commercio
Nel mondo di convenienza e di contraccambio, trovare le persone che sono pronti ad aprirsi ai bisogni degli altri, a cercare il bene degli altri non è per scontato.
Nel mondo in cui pochi sono veramente credenti e praticanti,
Nel mondo in cui tanti si dicono cristiani ma contraddicono la loro cosiddetta identità,
Nel mondo in cui tanti si dichiarano atei o credenti ma orgogliosi di non essere praticanti,
Nel mondo in cui tanti preferiscono essere buoni ma non si identificano con nessuna religione:
È interessante vedere che in tutte queste categorie (sia nei credenti che nei non credenti, nei credenti praticanti che nei non praticanti) si può trovare qualcuno con un cuore sconfinato, un cuore espansivo, un cuore inclusivo un cuore come quello di Dio.
Ma purtroppo non è sorprendente che anche oggi ci sono le persone che preferiscono guardare solo ai cerchi di interesse personale, ai cerchi dove si troverebbe gli applausi, gli onori, il benessere e il contraccambio, ai cerchi di parentela o di amicizia o qualche legame stretto per dare una mano di beneficenza.
Perciò trovarsi in un luogo come Pizzoferrato dove il cuore è espansivo, sconfinato, generoso e aperto alle altre persone e culture, non è per scontato. L’opera che gli italianibattori hanno dato l’inizio con la grande collaborazione dei Pizzoferratesi è un segno dell’umanità che ha un cuore come quello di Dio, un cuore sconfinato e generoso.
Pizzoferrato per la sua opera sanitaria ha la sua presenza indelebile a NYIHEMBA, in Nigeria.
Grazie al nostro vescovo che ha benedetto l’occasione in quel giorno e ci è stato vicino e continua a sostenere con le preghiere e il suo paterno amore.
Grazie al direttore Antonio Serrano e i suoi colleghi gli attori italiani, alla dottoressa Donatella Pia Dambra.
Grazie al Sindaco Palmerino Fagnilli e tutto il comitato organizzatore. Avere un cuore sconfinato come quello di Dio è davvero un atto di fede anche se non si ne rende conto, un atto spinto dalla grazia dello Spirito Santo.
Concludo con questo augurio:
Viva la diocesi di Sulmona Valva
Viva la Congregazione dello Spirito Santo
Viva Pizzoferrato.
* Parroco di Pizzoferrato



