Notizie Ufficio di Musica Sacra 

“DAVANTI AL SOMMO RE” CON CANTI DI LODE

di Lorenzo Di Chiara*

Una serata di musica sacra -quella di sabato ventitré maggio nella chiesa di San Francesco a Popoli Terme (Pe), alla vigilia di Pentecoste e, alla presenza di una folta partecipazione di fedeli, di cultori ed estimatori, giunti anche dai paesi limitrofi- per ricordarci e ricordare che l’Eucaristia è dono che ci riunisce attorno all'”unica mensa”.

Il nostro essere “creatura”, non può non esprimere l’imperitura gratitudine nei confronti del Creatore, per aver donato al mondo intero l’Unigento Figlio Gesù Cristo, quale vittima di espiazione salvifica.

“Davanti al Sommo Re” è stato il primo dei tre appuntamenti definito da Sua Eccellenza Mons. Michele Fusco -partecipe alla serata non soltanto in veste di promotore del Congresso Eucaristico (dall’undici al diciotto di ottobre p.v.), ma anche come sostenitore di un’educazione musicale sacra volta a sensibilizzare l’animo umano all’ascolto attento di quanto, lo Spirito di Dio ha suscitato nei cuori di chi, ha saputo poi tradurlo in linguaggio musicale sacro, e consegnato in eredità-, un’invocazione di lode, ossia una preghiera che riconosce la grandezza di Dio, elevando l’anima, senza chiedere nulla in cambio. Non un concerto dove ognuno è spettatore, comodamente seduto su una poltrona in teatro o in una sala di intrattenimento!

Breve viaggio nella storia del canto sacro

Una chiarificazione inerente al canto sacro potrebbe aiutare a capire il senso di quanto si sta scrivendo. Già nelle prime civiltà umane, la voce faceva da strumento con finalità rituali, magiche e di adorazione. Nella tradizione occidentale, il suo sviluppo si lega in maniera inscindibile alla liturgia cristiana, partendo dal canto ebraico ed evolvendosi attraverso i secoli.

Nel periodo carolingio (VIII-IX sec.) è nato il canto grogoriano per uniformare la liturgia: canto monodico (una melodia), in lingua latina, a cappella (privo di accompagnamento strumentale), caratterizzato da un ritmo libero che segue l’andamento della parola recitata.

Il Concilio di Trento (XVI sec.), con le riforme cattoliche, ha dovuto far fronte all’evoluzione polifonica e rinascimentale (XII-XVI sec.), regolamentando “più melodie che si intrecciavano” per scongiurare eccessi che potevano oscurare le parole sacre, trovando il suo apice nello stile di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Dal periodo barocco e classico all’età contemporanea (XVII-XXI sec.), la musica sacra si è aperta all’utilizzo sovrabbondante di strumenti ed orchestre, basti pensare che, compositori come J.S.Bach, W.A.Mozart e L. van Beethoven, hanno elevato il genre con messe, oratori e cantate.

Il Concilio Vaticano II (1962-1965) ha promosso una maggiore partecipazione dei fedeli, introducendo le lingue volgari, pur mantenendo il canto gregoriano come patrimonio prezioso della Chiesa.

La serata e i cori partecipanti

Brani pensati e posti in essere, quelli della sera del ventitré, per contemplare il Santissimo Sacramento nei nostri cuori, in una vera e proria liturgia in forma musicale!

È doveroso menzionare -a questo punto- tutti Cori che hanno apportato il loro contributo artistico, ed al contempo, hanno reso lode per il dono dell’Eucaristia:

  • il “Coro San Francesco,” parrocchia San Lorenzo martire in Popoli Terme (Pe), diretto da Francesco Domenicucci;
  • il “Coro suor Maria Fina Diodati”, parrocchia Santa Maria Maggiore in Raiano (Aq), diretto da Tiziana Ruscitti;
  • il “Coro don Ferdinando Di Fiore”, parrocchia Sant’Alessandro I Papa in Corfinio (Aq), diretto dal molto reverendo Zuech don Eugenio;
  • il “Coro della Cappella Musicale Pamphiliana”, Basilica Cattedrale di Sulmona (Aq), diretto dal M° Alessandro Sabatini.

Gli altri due appuntamenti che seguiranno, hanno la medesima finalità: cantare i misteri dell’Eucaristia.

La musica come forma di preghiera e unità

Questi eventi artistici, non sono secondari a catechesi ed incontri, in quanto la musica non è cornice, bensì forma di preghiera che unisce le diversità. Quando le voci cantano insieme un inno eucaristico, il timbro, il ritmo e la storia di ogni singola voce si armonizzano, divenendo segno di quell’unità che nasce dall’Eucaristia.

Il canto sacro arriva dove ogni ragionamento si ferma; parla a chi conosce la teologia e a chi no; a chi partecipa ogni domenica e a chi è lì per la prima volta. Prima di ogni spiegazione, la musica ha già creato un terreno comune.

Chi ha partecipato la sera del ventitré, si è imbattuto certamente in stili differenti, ma espressi con eleganza, con garbo, con delicatezza, e non in ultimo, con competenza nel porgere e quasi affidare ad ogni persona attenta, l’immagine di ciò che ha il potere di fare Cristo nell’Eucaristia… prendere le nostre diversità e renderle corpo unico.

Verso il Congresso Eucaristico Diocesano

Tutti i Cori si sono congedati all’unisono dalla compita ed estasiata assemblea, solennemente intonando l’Inno del Congresso Eucaristico Diocesano “-Pane vivo disceso dal Cielo-” verseggiato da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Michele Fusco e musicato dal M°Alessandro Sabatini.

Prosegue il viaggio verso la data ormai impressa nella mente di tutti, tra canti di lode, moments di catechesi, di riflessione e di preghiera.

Codesto Ufficio Diocesano di Musica Sacra è ben lieto di rendere manifesto che, prima della giornata conclusiva del Congresso Eucaristico Diocesano, il Coro della Cappella Musicale Pamphiliana della Cattedrale di Sulmona, sta gettando le basi perché voci diverse, parrocchie diverse, sensibilità diverse possano riunirsi per cantare il “mistero eucaristico”.

Pertanto, i Cori di tutte le parrocchie della Diocesi, nessuno escluso, in data da stabilirsi, saranno “un cuor solo e un’anima sola”; si uniranno in concerto che va ad inserirsi nel cammino di preparazione e di celebrazione di questo “Evento di Grazia”, riprendendo un cammino interrottosi… e ricordando che il canto non è solo accompagnamento liturgico, bensì preghiera, annuncio, ed il modo in cui l’assemblea dice “amen” con una sola voce.

*Ufficio Diocesano di Musica Sacra