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“Vieni e vedi”: 55ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

Sabato 23 gennaio è stato diffuso il Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, che si celebrerà nel maggio 2021 e che è giunta alla sua 55ª edizione. Il tema scelto per quest’anno è: «Vieni e vedi» (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono”.

Il Pontefice ha scelto le parole dell’apostolo Filippo nel dialogo con Natanaele, dopo il suo primo incontro con Gesù, che lo aveva chiamato alla sequela (“Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi»”).

L’annuncio cristiano prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza. In una parola, vita.”, leggiamo nella nota della Sala Stampa Vaticana. E ancora: “Nel cambio epocale che stiamo vivendo, in un tempo che ci obbliga alla distanza sociale a causa della pandemia, la comunicazione può rendere possibile la vicinanza necessaria per riconoscere ciò che è essenziale e comprendere davvero il senso delle cose.

La scelta del giorno in cui pubblicare il Messaggio del Papa non è casuale. La Chiesa, infatti, il 24 gennaio ricorda la figura luminosa di San Francesco di Sales, Vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa.

Nato il 21 agosto 1567 nel castello di Sales presso Thorens e appartenente a una nobile famiglia, Francesco ricevette sin dalla più tenera età un’accurata educazione, coronata dagli studi universitari di giurisprudenza a Parigi e a Padova: suo padre, infatti, sognava per lui una brillante carriera giuridica.

A Padova, però, Francesco portò a maturazione la vocazione sacerdotale. Ordinato il 18 dicembre 1593, si dedicò soprattutto alla predicazione, scegliendo non la contrapposizione polemica, ma il metodo del dialogo. Chiese di essere inviato a Ginevra, culla del Calvinismo. Qui si spese nella pastorale e nel dibattito teologico con gli esponenti della Riforma. Divenne vescovo della città nel 1602. Morì a Lione il 28 dicembre 1622.

Per incontrare i molti che non avrebbe potuto raggiungere con la sua predicazione, escogitò il sistema di pubblicare e di far affiggere nei luoghi pubblici dei “manifesti”. Questa intuizione, che dette frutti notevoli tanto da determinare il crollo della “roccaforte” calvinista, meritò a S. Francesco di essere dato, nel 1923, come patrono ai giornalisti e a quanti divulgano il cristianesimo utilizzando mezzi di comunicazione sociale.

Mons. Claudio Palumbo, Vescovo di Trivento e Delegato CEAM per le Comunicazioni Sociali, scrive nel suo Messaggio agli operatori della comunicazione: “Nella festa del Vostro Santo Patrono Vi chiediamo di essere «seminatori di speranza in un domani migliore» per impedire «che le persone si ammalino di solitudine» (papa Francesco) e di far sentire al mondo, senza alcun timore e nell’intelligenza di un sano pluralismo, la voce della Chiesa e degli intellettuali cristiani, in uno scenario mediatico sempre più secolarizzato allo scopo di arricchirlo con l’apporto di riflessioni costruttive. L’informazione, quando è di qualità, consente di comprendere meglio i problemi e le sfide che l’uomo è chiamato ad affrontare e ispira i comportamenti conseguenti, contribuendo alla formazione delle coscienze.”

Coraggio, pluralità delle voci, qualità dell’informazione (in contrasto con il fenomeno dilagante delle fake news) sono anche alcuni dei temi affrontati dal Santo Padre nel suo Messaggio.

Quest’anno, inoltre, questa particolare ricorrenza coincide con la Domenica della Parola, istituita da Papa Francesco nel 2019 per celebrare, meditare e divulgare la Parola di Dio. Scriveva il Papa Benedetto XVI nella sua lettera Enciclica Spe salvi: “Il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita.” Nella chiamata dei primi discepoli, con Gesù che va a incontrarli e li invita a seguirlo, vediamo anche l’invito ad utilizzare tutti i media, in tutte le loro forme, per raggiungere le persone come sono e là dove vivono.

“Da più di duemila anni è una catena di incontri a comunicare il fascino dell’avventura cristiana. La sfida che ci attende è dunque quella di comunicare incontrando le persone dove e come sono.

 

Signore, insegnaci a uscire dai noi stessi,

e a incamminarci alla ricerca della verità.

Insegnaci ad andare e vedere,

insegnaci ad ascoltare,

a non coltivare pregiudizi,

a non trarre conclusioni affrettate.

Insegnaci ad andare là dove nessuno vuole andare,

a prenderci il tempo per capire,

a porre attenzione all’essenziale,

a non farci distrarre dal superfluo,

a distinguere l’apparenza ingannevole dalla verità.

Donaci la grazia di riconoscere le tue dimore nel mondo

e l’onestà di raccontare ciò che abbiamo visto.”

(Papa Francesco)

SS. Papa Francesco – Udienza Generale03-08-2016