Mese Missionario 

Veglia Missionaria Diocesana “Eccomi manda me”

Il tema scelto per l’ottobre missionario di quest’anno, “Eccomi, manda me! – Tessitori di fraternità”, si inserisce nel cammino che la Chiesa universale sta vivendo, accogliendo l’invito che papa Francesco le ha rivolto a guardare alla missione a partire dall’esperienza non ancora conclusa della pandemia.

Tale tema è in continuità con quello della Giornata Missionaria Mondiale celebrata nel 2019: “Battezzati e inviati” ci spingeva a prendere coscienza della vocazione missionaria, alla quale dunque dobbiamo rispondere con generosità e convinzione “Eccomi, manda me!”.

Con la Veglia di preghiera di venerdì 16 ottobre presso la Cattedrale di San Panfilo in Sulmona si è concluso un percorso di riflessione iniziato quattro giorni prima nella Parrocchia di Maria Ss. Ausiliatrice, con la collaborazione dell’Ufficio Missionario e di diversi gruppi diocesani (Rinnovamento nello Spirito, Azione Cattolica, Caritas, Religiosi della diocesi e Scout).

All’inizio della Celebrazione ciascun partecipante ha ricevuto, come segno dell’impegno ad essere missionari “tessitori di fraternità”, un filo al quale fare dei nodi, per esprimere la volontà di accorciare le distanze che ci separano gli uni dagli altri, proprio in questo momento in cui il Santo Padre ha pubblicato la nuova Enciclica “Fratelli tutti”.

Alla preghiera e all’adorazione davanti a Gesù Eucaristia, si è alternato l’ascolto della Parola di Dio e di alcune testimonianze missionarie. A fare da cornice ai tre momenti della veglia c’erano i colori vivaci dei cinque continenti e i pannelli della Mostra Missionaria itinerante, disposti lungo le navate.

«Abbiamo sperimentato un tempo di isolamento – ha affermato il Vescovo durante un momento di riflessione finale – il desiderio delle relazioni familiari e di amicizia, ora siamo chiamati a vivere nuove relazioni non solo con le persone che conosciamo e che ci sono più vicine ma con tutti, soprattutto con coloro che vivono situazioni di necessità e di bisogno.». Ha citato poi le parole di Papa Francesco: “…siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri.”

«Guardandoci intorno o ascoltando le notizie dei media ci rendiamo conto che siamo ben lontani dal ritenerci fratelli e sorelle», ha continuato il Vescovo. Si pensa soltanto a sé stessi, al proprio interesse, a proteggere la propria persona da possibili ostacoli dell’altro. Spesso la società attuale ci invita a ragionare secondo questa logica, mettendo in crisi i valori fondamentali della nostra fede cristiana, che invece ci invita alla fraternità e a fare esperienza di comunione e comunità. Papa Francesco già nella Evangelii Gaudium ci invitava a non farci rubare la Comunità. […] Abbiamo il dovere missionario di far vedere al mondo la comunità, di testimoniare la fraternità. È la nostra specifica vocazione di mostrare che essere fratelli e sorelle è possibile.”

Sorge allora la domanda: cosa vuol dire essere tessitori di fraternità?

Ha concluso il Vescovo: “…per realizzare un tessuto con il telaio ci vuole tempo, pazienza, impegno, sacrificio. Impegniamoci a tessere ogni giorno delle relazioni, dei legami che durino nel tempo e che generino una comunità di fratelli, dove tanti possono trovare ristoro, speranza, amore fraterno. Che la nostra preoccupazione quotidiana sia quella di generare una trama di fili, di relazioni che unite tra loro riescano ad annodare rapporti di fraternità. Buon cammino.”

Prima della Benedizione finale, il Vescovo ha ringraziato l’Ufficio Missionario, l’Ufficio Liturgico e tutti coloro che si sono impegnati per la preparazione della settimana di preghiera appena vissuta. La Veglia si è conclusa con la risposta corale dei fedeli al mandato missionario:

“Chi manderò nei luoghi dove dilagano malattia e sofferenza;

dove paura e isolamento opprimono tanti nostri fratelli e sorelle?”

Eccomi manda me!

 

Chi manderò a chi sta morendo nella solitudine, agli anziani abbandonati a sé stessi,

alle famiglie lacerate nelle relazioni, a chi ha perso il lavoro e la dignità, ai giovani smarriti davanti al loro futuro?

Eccomi manda me!

 

Chi manderò fino ai confini della terra,

a coloro che ancora non conoscono il Vangelo, come tessitore di fraternità e annunciatore del mio amore che libera dal peccato e dalla morte?

Eccomi manda me!

 

Francesco Domenicucci

 

 

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