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Un’epoca di cambiamenti o un Cambiamento d’epoca? Dalla Laudato sì al Global compact on education

 

«Desidero promuovere un evento mondiale che avrà per tema Ricostruire il patto mondiale». È questo il caloroso invito che Papa Francesco ci rivolge, per il prossimo 15 ottobre, in cui, Egli per primo, si troverà a dialogare per costruire insieme: un patto educativo mondiale volto alla tutela della nostra casa comune e perciò di chi la abita.

L’iniziativa del Papa nasce proprio dall’esperienza della Laudato si’, di cui quest’anno ne ricorre il lustro di età; è un’occasione fondamentale per dialogare con le giovane generazioni ma soprattutto tra gli Stati e cercare così una strada comune per promuovere la giustizia, la pace, la perequazione e soprattutto l’educazione aperta a tutti, così come la scolarizzazione.

L’evento, rimandato dallo scorso 14 maggio a causa del Covid-19, ha richiesto tanto tempo di preparazione di riflessione dove tante università mondiali hanno partecipato condividendo gli aspetti positivi che li caratterizzano ma anche facendosi carico delle tante lacune che, purtroppo, esistono nel mondo dell’educazione.

è un evento che ci deve vedere tutti protagonisti; non possiamo dire «questo a me non interessa». Tutti siamo educatori e perciò tutti siamo chiamati a educare auspicando alla costituzione di un vero e proprio «villaggio dell’educazione», auspicato dal Papa stesso.

L’evento di portata mondiale deve inevitabilmente entrare nelle nostre parrocchie e famiglie; nelle nostre scuole e nei circoli ricreativi; negli ambienti ecclesiali quanto in quelli civili. Tutti siamo chiamati ad interrogarci: «cosa posso fare io?» o «Quale potrebbe essere il mio contributo? So fare questo…» oppure «questa è la mia esperienza e vorrei farne partecipe anche te…» Si tratta, come ci suggerisce il Papa di «investire le migliori energie con creatività e responsabilità», così come ci ricorda il «dare» degli Atti degli Apostoli, costruendo la «civiltà dell’amore» tanto auspicata da tutto il Magistero del XX e XXI secolo.

Soprattutto nelle nostre comunità, spesso piccole e quasi lontane dal mondo, si deve sentire il bisogno di spendersi totalmente per il bene comune e perciò di sentirsi parte integrante della comunità mondiale; non siamo delle isole!

Allora conclude il Papa «Cerchiamo insieme di trovare soluzioni, avviare processi di trasformazione senza paura e guardare al futuro con speranza». Che sia un periodo fecondo per vivere insieme l’umanità e nella molteplicità delle nostre esperienze di vita, di fede e di pensiero costruire per il bene dell’altro.

 

Redazione  

 

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