Notizie 

SORELLA PANDEMIA?

Sono giorni di profonde riflessioni, di introspezione, di letture, di giochi in famiglia e tante altre attività.

Per qualcuno la vita è cambiata poco, per quelli che magari già lavoravano da casa e forse in questi giorni hanno lavorato ancora di più, per chi a casa, già prima di questa feroce pandemia, trascorreva la maggior parte della giornata per le più svariate ragioni, per gli studenti che hanno cambiato il modo di assistere alle lezioni, ecc.  

Tuttavia, a molti di noi il Covid-19 ha portato notevoli cambiamenti nella quotidianità.

Diventa sempre più difficile con il passare dei giorni non intristirsi, non farsi prendere dall’amarezza, dall’impazienza, dallo sconforto…

Per non farlo ci si deve concentrare su quanto di bello possiamo fare, su quanto di bello abbiamo e sui benefici che una crisi di questo tipo può portare.

Nel libro Il gioioso mendicante San Francesco d’Assisi si rivolge così ad un prigioniero che condivideva con lui la reclusione:

«Te l’ho detto settimane fa, signor cavaliere: il mondo dipende da come lo vediamo. Quindi è molto importante concentrarci sui pensieri giusti. Ricorda le parole di Abelardo: “Riposa un istante, usignolo, e lascia risuonare il canto del mio cuore”. La creazione è piena di dolcezza. Perché pensare solo all’aceto?»

Ma l’aceto sono i costi ingenti di questo virus e quelli più alti sono le vite perdute a cui non si può non pensare.

Bergamo (e dintorni), città nella quale ho vissuto per un paio di anni della mia vita, è tra le zone del mondo più colpite e sono tante le vite a cui il Covid-19 ha posto fine, tra queste anche quella di Don Fausto Resmini, grande benefattore, che ho avuto il piacere di conoscere essendo accolto come studente nella comunità Don Milani di Sorisole da lui sapientemente guidata.

È una delle tante belle persone che ci hanno lasciati.

Cosa ci aspetta nel futuro?

Molto probabilmente saremo costretti a rivedere in maniera importante i nostri stili di vita.

Presumibilmente questa pausa forzata è arrivata nel momento più opportuno visto che non riuscivamo a fermarci, a rallentare e visto che continuiamo a distruggere il pianeta non rendendoci conto che non abbiamo molto tempo per invertire la rotta. Mi soffermo su quest’ultimo aspetto che non deve essere sottovalutato. Quando la morsa del virus sarà passata non si dovrà commettere l’errore di ripartire ad una velocità raddoppiata rispetto a prima perché i rischi sono diversi, tra questi quello di incrementare drasticamente le emissioni di gas serra (vedi approfondimento Internazionale).

Nel mondo ogni anno muoiono circa 7 milioni di persone a causa dell’inquinamento, come stimato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità  (non è un’altra pandemia questa?) e alcuni studi (Società Italiana di Medicina Ambientale,  dell’Università di Bologna e dell’Università di Bari, vedi Position Paper) sostengono che i virus possano diffondersi più rapidamente nei luoghi dove l’aria è maggiormente inquinata.

Quindi, mi auguro che questa sarà la volta buona affinché si possano attuare delle serie politiche di contenimento dell’inquinamento e che ognuno di noi riveda il proprio stile di vita, perché tutto quello che sta succedendo suona molto come un ultimo ammonimento all’essere umano!

 

Francesco M. Di Pietro – Responsabile del Settore per la Salvaguardia del Creato

27.03.2020