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San Pietro Celestino V: il vescovo Michele Fusco celebra la prima messa con il popolo

Il vescovo Mons. Michele Fusco ha celebrato ieri la prima messa con il popolo dopo l’applicazione delle misure di contenimento covid19. L’occasione è stata la festa di San Pietro Celestino V nell’anniversario della morte avvenuta il 19 maggio 1296. La messa è stata celebrata nel cortile della Casa parrocchiale Sacra Famiglia della Badia di Sulmona, in ottemperanza all’obbligo di distanziamento sociale di un metro frontale e laterale e delle altre norma disposte per la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Sullo sfondo l’antico e  suggestivo eremo sul Morrone in cui il santo si ritirò in silenzio e preghiera. Presente il parroco don Andrea Accivile, i Sindaci di Sulmona Annamaria Casini e di Pratola Antonella Di Nino, i componenti del Comitato e delle Associazioni delle Frazioni che hanno collaborato per la preparazione e tanti fedeli che, con commozione e devozione, hanno pregato finalmente insieme. 

Di seguito l’omelia del vescovo Mons. Michele Fusco

Vorrei condividere con voi oggi le parole che Papa Francesco pronunciò ad Isernia 5 luglio 2014 e che bene descrivono la figura di San Pietro Celestino V: 

“Pietro del Morrone, come Francesco d’Assisi, conoscevano bene la società del loro tempo, con le sue grandi povertà. Erano molto vicini alla gente, al popolo. Avevano la stessa compassione di Gesù verso tante persone affaticate e oppresse; ma non si limitavano a dispensare buoni consigli, o pietose consolazioni. Loro per primi hanno fatto una scelta di vita controcorrente, hanno scelto di affidarsi alla Provvidenza del Padre, non solo come ascesi personale, ma come testimonianza profetica di una Paternità e di una fraternità, che sono il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo”.

La scelta di Pietro del Morrone fu una scelta radicale, segnata dalla costante ricerca di Dio: un uomo inquieto come sant’Agostino che non ha pace fino a quando non trova Dio, vive una profonda comunione con Lui. E Celestino lo cerca nel silenzio, nei luoghi austeri e solitari … in quell’eremo poco distante da qui in cui si isolava alla ricerca di questo dialogo interiore con il Signore. Un santo abitato da Dio: le persone che lo incontravano vedevano sul suo volto questa presenza capace di leggere i cuori in profondità e tanti andavano da lui e ricorrevano al suo consiglio ed al suo aiuto. 

San Celestino era un uomo semplice ma colto, un profondo conoscitore della Scrittura che sapeva farsi umile: “Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore”, come ci ricorda il libro del Siracide nella prima lettura che abbiamo ascoltato. Questo è un insegnamento grande per tutti noi. È nella semplicità, nell’umiltà che il Signore si rivela. Spesso il pericolo di coloro che hanno posti di potere è quello di sentirsi arroganti, di dominare sugli altri, di essere prepotenti. Pietro fugge da questa tentazione: anche se lui è un Grande, fonda tanti monasteri e riforma monasteri benedettini, non vuole dominare sugli altri perché desidera il Signore, desidera guidare gli uomini verso di Lui. 

Fra Pietro del Morrone sceglie una dimora solitaria, aspra, conduce una vita serena, santa, di grandi penitenze, digiuni ed astinenza ma soprattutto cerca di vivere una profonda armonia con la Natura che lo circonda. 

Siamo nella settimana chiamata della “Laudato si”, a cinque anni da quando Papa Francesco ci ha donato questo documento che ci invita a rispettare il creato. 

Abbiamo vissuto in questi mesi un periodo particolare per il diffondersi del Coronavirus che ha visto spesso la Natura riappropriarsi di alcuni luoghi e spazi. 

Questo è l’appello di Papa Francesco all’inizio di questa settimana: “Che tipo di mondo vogliamo? Cosa vogliamo lasciare a quelli che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo? Rinnovo il mio appello urgente a rispondere alla crisi ecologica, il grido della terra e il grido dei poveri non possono più aspettare. Prendiamoci cura del creato, dono del nostro buon Dio creatore”.

La pandemia del coronavirus ha creato incertezza e sofferenza nel nostro mondo. Siamo vicini a  coloro che hanno sofferto e soffrono dell’infezione respiratoria da COVID-19, a quelli che ogni giorno si mettono a rischio per servire gli altri e a chi ha perso i propri cari ed i mezzi di sussistenza.

Una delle  cause di questa pandemia è certamente il modo con cui trattiamo la natura: incendi boschivi, alterazioni del clima, altre devastazioni ambientali di cui abbiamo notizie sono spesso causa di come l’uomo tratta la Natura. E da qui le conseguenze che ne derivano come il riscaldamento globale, l’inquinamento atmosferico a cui si aggrappano nuovi virus sempre più aggressivi sull’uomo. Siamo strettamente connessi al creato di cui facciamo parte. Una Natura malata genera malattie per coloro che la abitano. 

Come in altre emergenze però l’uomo ha saputo scoprire valori che restituiscono speranza e ci spingono a guardare al futuro con fiducia: fraternità, solidarietà, condivisione, altruismo. La generosità di tanti che si è sentita forte in questi mesi è segno di poter costruire una maggiore armonia tra gli uomini e con la natura. 

San Celestino V ci chiama al rispetto di quanto abbiamo ricevuto in dono dal Creatore. 

Nella “Laudato Sì” Papa Francesco invita a rafforzare la consapevolezza che siamo una sola famiglia umana. (52) “Non può essere autentico un sentimento di intima unione con gli altri esseri della natura, se nello stesso tempo nel cuore non c’è tenerezza, compassione e preoccupazione per gli esseri umani e per la natura.  Tutto è collegato. Per questo si richiede una preoccupazione per l’ambiente unita al sincero amore per gli esseri umani e un costante impegno riguardo ai problemi della società.” (91)

Siamo responsabili dell’ambiente che abbiamo ricevuto in dono, siamo chiamati a vivere in armonia col creato, nel rispetto e nel custodire le bellezze ricevute. 

Rivediamo il nostro stile di vita, gli sprechi, l’inquinamento, lo sfruttamento delle risorse ambientali. Prendiamoci cura del creato e uniamoci nel nome di Pietro del Morrone nella lotta contro coloro che, coinvolti in interessi di parte, generano modelli che oltraggiano la natura, che la sfruttano senza curarla per essere insieme costruttori di un mondo più giusto e sostenibile, di uno sviluppo umano integrale che non lasci indietro nessuno. 

Se rispettiamo il Signore, se veniamo a messa, se crediamo il Lui creatore del cielo e della terra rispetteremo anche il creato e le creature da lui volute. Nel nome di San Pietro Celestino prendiamoci quest’impegno oggi. All’inizio di questa nuova fase, dopo essere stati chiusi in casa per tanto tempo, impegniamoci a rispettare i doni del creato che abbiamo ricevuto. Il Signore ci aiuterà, ci darà forza. Siamo uomini di speranza, non del pessimismo! San Pietro celestino ci proteggerà e ci sosterrà.

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