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Rientro in classe in Abruzzo: sciopero degli studenti

Lunedì 11 gennaio: questa la data scelta dal governo per la ripresa delle attività in presenza nelle scuole superiori. Le ultime settimane del 2020 sono state cruciali per il rientro in classe delle scuole superiori che, originariamente, sarebbero dovute tornare a fare lezione in presenza a partire dal 7 gennaio, insieme alle scuole elementari e medie.

Le regioni sono divise, al punto che oggi sono tornati in classe solo gli studenti di Abruzzo, Toscana e Valle d’Aosta, con didattica in presenza al 50%. Nel resto d’Italia sono state invece emanate ordinanze ad hoc per posticipare la riapertura, in alcuni casi fino alla fine del mese.

Le difficoltà da affrontare, purtroppo, sono le stesse di settembre: trasporti carenti, entrate scaglionate e tracciamento dei contagi difficili da gestire. Un rientro, dunque, tutt’altro che sereno per genitori, docenti e migliaia di studenti, che hanno indetto uno sciopero nella giornata di oggi, per far sentire la loro voce, invitando ad astenersi dalla Didattica a distanza (DAD) e dalle lezioni in presenza.

Ascoltiamo le motivazioni dello sciopero da uno dei ragazzi che ha aderito all’iniziativa, Francesco, studente del quinto anno dell’Istituto Tecnico Economico di Torre De’ Passeri:

«Lo sciopero di oggi può essere inteso come uno sfogo da parte di noi studenti, ci siamo stancati di essere messi in secondo piano, vogliamo essere ascoltati e consultati quando si parla del nostro futuro. Abbiamo bisogno di esprimere le nostre priorità e vogliamo che qualcuno le prenda in considerazione. I problemi che accompagnano la DAD sono molteplici: connessioni instabili, piattaforme malfunzionanti, per non parlare della mancanza di un rapporto interpersonale con i compagni. Altri problemi sono stati da noi riscontrati nell’insufficiente numero di mezzi pubblici a nostra disposizione.

Il rientro a scuola viene accompagnato da una forte insicurezza e preoccupazione: non sappiamo quello che ci attende e, di conseguenza, come affrontarlo. Per questo chiediamo di essere messi nelle condizioni di tornare nelle nostre aule, fra i nostri banchi e con i nostri compagni, in totale sicurezza

A quasi un anno dallo scoppio della pandemia, si fa sentire sempre più il peso della mancanza di contatti e di socialità tra i giovani, che vedono nel ritorno tra i banchi di scuola una priorità per poter costruire il loro futuro.

 

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