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Quinto comandamento “non uccidere”

Sabato 24 luglio alle ore 18.30 si è tenuto  presso il cortile di Palazzo San Francesco a Sulmona un incontro dibattito in occasione della presentazione del libro del Dott. Marco Billi magistrato: “Soli nel fine vita.

Oltre all’autore erano presenti diversi relatori: il sen. Pierpaolo Sileri sottosegretario di Stato al Ministero della Salute in collegamento da Roma, la sen. M5s Gabriella Di Girolamo , l’avv. Sara Marcozzi consigliera e capogruppo regionale M5s, don Egidio Berardi dell’Ufficio Diocesano della Pastorale sanitaria in rappresentanza del Vescovo mons. Michele Fusco, Sabrina Pantalone, moderatore la dott.ssa Chiara Buccini.

Dopo i saluti della dott.ssa Anna Maria Casini sindaco di Sulmona e dell’avv. Luca Tirabassi è iniziato il serrato confronto tra le posizioni in cui a diverso titolo le componenti del pensiero laico hanno sostanzialmente perorato la causa di un intervento legislativo a favore di una libera scelta per il suicidio medicalmente assistito e il pensiero della Chiesa cattolica che difende la sacralità della vita fino al termine naturale di essa.

La motivazione principale addotta a difesa della tesi del suicidio nei casi estremi di sofferenza è la “compassione” per una morte “dignitosa” e per la liberta di scelta nel sopprimere la propria vita.

Nell’esposizione del pensiero cattolico ci si è soffermati su questi elementi:

– già in epoca pre-cristiana il Giuramento di Ippocrate escludeva in modo assoluto il ricorso a medicamenti letali che avrebbero avuto come conseguenza la morte del paziente;

– per il credente l’uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio, per cui la vita è data in dono, non in proprietà e da qui vi è anche la responsabilità di saperla conservare nel modo migliore per il proprio bene e per quello degli altri;

– il principio morale da cui derivano le conseguenze è il quinto comandamento “non uccidere” e la Chiesa non può affermare il contrario in quanto lei è solo depositaria e annunciatrice delle norme morali, non la fonte che è Dio;

– è da distinguere l’eutanasia (illecita) dalla cessazione delle cure eccezionali in situazione di accanimento terapeutico, senza sospendere le cure ordinarie compresa l’alimentazione e l’idratazione;

– infine sono stati citati i beati Carlo Acutis e Chiara Luce Badano che, a somiglianza del Cristo morente sulla Croce, hanno mostrato ai nostri tempi il valore salvifico della sofferenza umana.

Il convegno si è dovuto concludere senza poter toccare altri temi inerenti per mancanza di tempo.