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Premiazione del Concorso Europeo “Avrò cura di te. Il modello della maternità” [video]

Il vescovo Michele Fusco e la presidente territoriale del Movimento per la Vita, Anna Trequadrini, hanno premiato oggi pomeriggio, nei locali del Centro pastorale diocesano, gli studenti del Liceo Pedagogico Vico, del Liceo Artistico Mazara e del Liceo Motorio dell’Istituto d’Istruzione superiore Ovidio, per il Concorso europeo “Avrò cura di te. Il modello della maternità”.

Il concorso è promosso già da trentadue anni dal Movimento per la Vita ed è aperto agli studenti delle scuole superiori e delle Università. La prima classificata è stata Martina Di Leonardo del Liceo Vico che ottiene in premio un viaggio a Strasburgo dove potrà visitare le istituzioni e gli organi del Parlamento Europeo. Gli altri premiati sono stati Francesca Di Battista, Cosetta Finocchi, Maria Rosaria Iengo, Sokol Tuscia, Roxana Draghici, Francesca Mazzer, Letizia Cocco e Alessia La Gatta. Ma prima della consegna dei premi una coppia, Marco e Valentina, due giovani venuti in Abruzzo dalla Sardegna, hanno raccontato la loro esperienza di accoglienza della vita, affrontando difficoltà e sulle prime anche l’incertezza della madre di portare a compimento la gravidanza.

“Ma poi abbiamo trovato persone disponibili ad aiutarci e ad alleviare le nostre difficoltà e grazie alla loro solidarietà e alla loro vicinanza ho scoperto tutta la bellezza della maternità e di avere con noi una piccolina che con il suo sorriso e la sua vitalità è la prima persona che ci aiuta a superare ogni momento di difficoltà” ha sottolineato Valentina. Una breve riflessione è stata poi fatta sul caso di Vincent Lambert, che divide l’opinione pubblica e la medicina sul grave problema del fine vita. “Sono due aspetti di uno stesso tema – ha spiegato il vescovo Fusco – quello di accogliere e sostenere la vita, che è un dono preziosissimo, il più grande, che Dio ci fa, dal concepimento alla morte naturale, perché la vita anche nelle difficoltà e nelle sofferenze va vissuta, altrimenti saremmo alla cultura dello scarto, quella secondo cui la vita di un malato o di un anziano non valga niente”.