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L’ECONOMIA CON GLI OCCHI DELLA FEDE

La mia personale esperienza di The Economy of Francesco

Immaginiamo di vivere in una grande metropoli e avere a disposizione solo 99 centesimi al giorno per soddisfare tutti i nostri bisogni quotidiani: io non ne sarei capace, come si può vivere con così poco? Eppure centinaia di milioni di persone nel mondo conducono un’esistenza di questo tipo. La cosa straordinaria è che, pur essendo così povere, queste persone sono uguali a noi in tutti gli aspetti: abbiamo tutti gli stessi desideri e le stesse debolezze.

Desideri e debolezze che, tuttavia, non assumono alcuna rilevanza ai fini della valutazione del benessere collettivo: l’esperienza umana rischia di ridursi alla sola dimensione “contabile”. Concepiamo, infatti, la società come contenuta nell’economia e orientiamo le nostre scelte in funzione del mercato, invece del contrario.

E allora urge un cambio di punto di vista: “nessuno si salva da solo”. Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono fragili, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo. Il modello di sviluppo attuale e le politiche economiche globali sono frutto di scelte che ci hanno portato ad un sistema economico e sociale non più sostenibile, che vede il prevalere della cultura dello scarto per cui gli esclusi sono rifiutati, sono “avanzi”.

Avvertendo questa “urgenza”, oltre duemila giovani provenienti da ogni angolo del mondo si sono incontrati virtualmente ad Assisi dal 19 al 21 novembre per sognare e disegnare insieme un nuovo cammino per superare l’attuale paradigma economico caratterizzato da crescenti disuguaglianze.

A “The Economy of Francesco” eravamo in tanti. Tanti volti, tanti sguardi e tante lingue ma un solo sogno: costruire un’economia rigenerativa ed inclusiva che non ammette più un solo escluso, un’economia dove l’uomo conta.

Papa Francesco ha, fortemente, vo­luto un momento di confronto, ri­cerca, studio e impegno che vedesse coinvolte le nuove generazioni nello stipulare un patto col quale cambiare l’economia con i valori della fede.

Sebbene non siano mancate figure di grande spessore scientifico e umano, non ci siamo trovati ad assistere passivamente a lezioni ex ca­thedra ma, al contrario, ci siamo incontrati su dodici tematiche per dibattere, discutere ed individuare vie possibili. Abbiamo praticato la cultura dell’incontro, che è l’opposto della cultura dello scarto. E questa cultura dell’incontro ci ha consentito di stare intorno a uno stesso tavolo per dialogare, pensare, discutere e creare, diverse dimensioni e risposte ai problemi globali che ci riguardano da vicino.

In questo cammino, ci siamo scontrati con la pande­mia. Pensato per marzo 2020, il co­mitato organizzatore ha postici­pato The Economy of Francesco a novembre, ipotizzandolo in presenza. Tuttavia, si è realizzato on line, con la promessa di rivederci nu­merosi nell’autunno 2021. Nel corso dei mesi, da maggio a ottobre, seppur a distanza abbiamo avuto l’occasione di partecipare ad attività formative e lavori di gruppo con conferenze online di preparazione trasmesse sui principali social network, con paesi collegati da tutto il Mondo. Quello che poteva sembrare un limite è diventato un punto di forza.

Antonio Nino Carozza

  • SEGUE –

 

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