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La comunione dei presbiteri diocesani, antidoto contro il Virus

In una cornice nuova oggi, 26 gennaio 2021, il clero diocesano in unione con il Vescovo Michele si è riunito, mediante la piattaforma mediatica di Webex, per vivere un momento di fraternità sacerdotale e di comunione. Gli incontri che di solito si svolgono presso la Curia Diocesana di Sulmona con scadenza mensile, non erano stati più vissuti a causa della pandemia causata dal Covid-19.

La giornata, particolarmente ricca, è stata scandita da tre momenti fondamentali.  Il primo momento è stato quello dell’accoglienza e del «ricontro». Un momento questo fondamentale che ha permesso di ritrovare quella fraternità e quell’essere unità che neanche la distanza di uno schermo ha potuto bloccare. Tale momento ha permesso, così, di superare quella distanza fisica che, come non mai, in questo periodo ci fa male e soffrire. Questo momento è culminato poi nel pregare insieme e perciò invocare lo Spirito Santo.

Perciò è seguita la meditazione di mons. Vescovo che ha voluto spronare i presenti con la domanda: «cosa il Signore ci sta dicendo?». Riprendendo la lettera dei Vescovi italiani dello scorso 22 novembre in occasione dell’inizio del tempo di Avvento e del nuovo anno liturgico e la lettera che lo stesso pastore sulmonese ha inviato alla Chiesa diocesana in occasione del nuovo anno pastorale. Mons. Fusco ha ripercorso gli eventi più caratterizzanti questo periodo di pandemia per vedere come, anche in questo tempo, Dio agisce e lavora per il bene dei suoi figli.

L’ultimo momento è stato quello di uno scambio di pensieri e di testimonianze che ha fatto bene al cuore di ciascuno. Certamente è stato un momento per ricaricare le batterie della nostra anima presbiterale e ritornare così in mezzo al nostro gregge più forti e con la certezza che il Signore è con noi e che perciò non possiamo temere nulla.

La domanda che spesso c’è posta e che, forse, anche noi presbiteri ci poniamo è: «quando finirà questo tempo e potremmo tornare alla quotidianità della nostra vita?». Così come dice lo stesso Gesù non tocca a noi conoscere tempi e modi (Cf. At 1,7) tuttavia siamo chiamati a vivere in pienezza il momento presente.

Il momento gioioso odierno ha reso ancora più chiaro che, il ministero presbiterale trova la sua forza nella comunione e perciò nella fraternità in unione con il Vescovo. Capire e vivere tutto questo permette di pensare come il 50% della pastorale è compiuta e soprattutto sarà molto più efficace e incisiva per far vivere la fraternità stessa all’interno delle nostre stesse comunità. (Cf. Gv 13,35) Per questo pensiamo e speriamo che questi incontri, anche in remoto, possano ritrovare quella cadenza mensile affinché, speriamo quanto prima, si possa tornare a rivivere i luoghi che ci hanno visto nascere e crescere.

Redazione