Il gioiello più prezioso: Casa Zaccheo



Sabato 17 novembre 2018 è stata inaugurata la struttura in via Porta Romana denominata CASA ZACCHEO. La giornata è iniziata presso l’auditorium del Centro Pastorale Diocesano alla presenza delle autorità religiose, civili e militari. Dopo l’intervento del Vescovo di Sulmona, del Vescovo Valentinetti delegato CEAM per la Pastorale della Carità, di Mons. Soddu Direttore Caritas Italiana, un saluto del Sindaco di Sulmona Annamaria Casini e di Gianni Cruciani Direttore della Caritas Diocesana è stato presentato il progetto, le sue fasi di realizzazione, la finalità ed i servizi della nuova opera Caritas sorta, ricordiamo, a seguito della demolizione della vecchia struttura che ospitava gli uffici della ASL. La mattinata è proseguita poi con la benedizione, da parte del vescovo di Sulmona Mons. Michele Fusco, dei locali in via porta Romana e della piccola cappella in cui è stata riposta la Santa Eucarestia. Gli intervenuti hanno potuto visitare la casa ed i relativi servizi della Caritas destinati a persone in stato di bisogno e che di seguito elenchiamo: PIANO TERRA Uffici della Caritas diocesana, Cappella, Emporio della Solidarietà, Servizio docce, Lavanderia e guardaroba; PRIMO PIANO Dormitorio.

















Casa Zaccheo
è un progetto della diocesi di Sulmona-Valva realizzato grazie al contributo della Caritas Italiana e al contributo 8x1000 della Conferenza episcopale italiana destinato alle diocesi. Offerte sono pervenute anche dalle aziende private, dalle parrocchie e da donatori singoli che hanno sostenuto, nel corso di questi anni, la nascita e la crescita di questa opera. Il progetto prende vita nel 2013 da un’idea della Caritas diocesana, sostenuta fortemente dall’allora vescovo di Sulmona-Valva mons. Angelo Spina. Attraverso i dati raccolti nei centri di ascolto la povertà risulta essere un fenomeno piuttosto rilevante nella nostra diocesi, legato anche a difficoltà economiche che le famiglie, specialmente a seguito della crisi economica, si trovano costrette a vivere. L’indigenza in senso ampio ha, però, come imprescindibile presupposto una condizione di deprivazione, monetaria e materiale, tale da ostacolare la persona nel raggiungimento di standard di vita soddisfacenti. Nel 2017, secondo i dati raccolti dai CdA, le richieste di intervento registrate hanno soddisfato le necessità di circa 310 nuclei familiari cresciuti nel 2018 a 350 (dati Osservatorio diocesano delle Povertà e Risorse). Da qui l’urgenza di rispondere in maniera più precisa ed efficace ai bisogni degli accolti attraverso un luogo che fosse il più possibile vicino all’esperienza di una “casa” e che sappesse accogliere ed accompagnare, sostenere ed orientare i singoli e le famiglie in situazioni di disagio. Il nome prende vita dall’icona biblica di Zaccheo, il pubblicano a cui Gesù rivolge l’invito “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia”. Zaccheo si affretta a fare agli altri quello che Gesù ha fatto a lui: donare senza misura ed oltre le nostre possibilità. Con questi sentimenti ci apprestiamo ad iniziare questo cammino.



















Di seguito l'intervento del Vescovo S.E. Mons. Michele Fusco:

A tutti voi Sindaco, Vescovo, Caritas Nazionale, autorità civili e militari un caloroso benvenuto.
“Questo povero grida e il Signore lo ascolta” (Sal 34,7). Questo il tema della seconda giornata dei Poveri indetta da Papa Francesco che celebreremo domenica prossima. Le parole del Salmo 34, dice il Papa nel suo messaggio, diventano anche le nostre nel momento in cui siamo chiamati ad incontrare le diverse condizioni di sofferenza ed emarginazione in cui vivono tanti nostri fratelli e sorelle.
La Chiesa di Sulmona – Valva ha ascoltato il grido che tanti suoi figli rivolgono al Padre e vuole donare una risposta d’amore per alleviare i dolori dell’anima e del corpo.
 
Casa Zaccheo non risolve tutte le necessità ma è come una goccia d’acqua nel deserto della povertà,  . . . un segno di condivisione per quanti sono nel bisogno. (Papa Francesco)
 
Il Vangelo ci racconta che Gesù mentre entrava in Gerico attorniato dalla folla si accorge di Zaccheo sull’albero che desidera vederlo e si autoinvita a casa sua “oggi devo fermarmi a casa tua”. Entra in Casa di Zaccheo, la sua vicinanza, la sua attenzione cambia la vita di Zaccheo.
 
È proprio quello che la nostra Chiesa Diocesana intende compiere con l’opera segno “Casa Zaccheo”:  opera Segno, cioè concretizzazione visibile dell’amore di Dio per l’uomo.
È questa la vocazione di casa Zaccheo: essere luogo dove i nostri fratelli, schiacciati dalle difficoltà della vita, possano sostare, possano riprendersi dall’affanno, grazia alla presenza di altri fratelli che “lavando loro i piedi”, mettendosi al servizio, li guardino negli occhi per accompagnarli e aiutarli a orientare nuovamente la loro vita verso il buono e il bello.
 
È questa la mia speranza, che la presenza accogliente e gratuita dei tanti volontari possa generare in ciascuno un cambiamento che permetterà, all’altro, di essere  luce e trasparenza dell’amore di Dio.
Oggi posso dire che la Sposa di Cristo, la nostra Chiesa diocesana, è più bella. Oggi finalmente ha indossato il gioiello più prezioso: Casa Zaccheo.
 
E il mio grazie non può che andare a chi mi ha preceduto, che ha voluto e sostenuto fortemente questo progetto, e a tutti coloro che con il loro impegno e il loro contributo hanno permesso la realizzazione di questo sogno.
Grazie a tutti, ma soprattutto a quanti quotidianamente nel silenzio e nel nascondimento, con discrezione e delicatezza si prendono cura di questi nostri fratelli.


 
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