Peregrinatio dell’Urna di San Nunzio Sulprizio



La comunità parrocchiale di Popoli sta vivendo giorni di grande grazia e di gioia: dal 12 al 18 novembre, infatti, i popolesi hanno l’onore di accogliere nella chiesa di San Francesco le spoglie di San Nunzio Sulprizio, giovane canonizzato da papa Francesco lo scorso 14 ottobre.
Nunzio Sulprizio nacque il 13 aprile 1817 a Pescosansonesco (PE), da Domenico e Rosa Luciani. Suo padre, nativo di Popoli, era un calzolaio; sua madre, invece, una filatrice. I due si unirono in matrimonio a Pescosansonesco il 29 maggio 1816. A poco più di un anno dalle nozze, la loro vita fu allietata dalla nascita del piccolo Nunzio, il quale venne battezzato il giorno stesso dal parroco del luogo. Il 16 maggio 1820, venuti a sapere della visita pastorale del Vescovo di Sulmona-Valva Mons. Felice Francesco Tiberi a Popoli, Domenico e Rosa colsero l’occasione per chiedere per loro figlio il dono della Cresima. Nunzio ricevette così il sigillo dello Spirito Santo a soli tre anni, nella chiesa di San Lorenzo Martire. Rimasto orfano di entrambi i genitori, a 6 anni fu accudito dalla nonna materna che gli insegnò a cercare Gesù, presente nell’Eucaristia, e ad invocare la Vergine santissima. Ben presto anche la nonna morì e Nunzio venne affidato ad uno zio presso il quale lavorò come fabbro. Il duro lavoro e i maltrattamenti subiti lo fecero ammalare di tubercolosi ossea. Trasferitosi a Napoli e ricoverato all’Ospedale degli incurabili, poté finalmente ricevere la prima Comunione tanto desiderata. La malattia degenerò rapidamente e la morte sopraggiunse il 5 maggio 1836. Nunzio aveva appena 19 anni. Il Sommo pontefice Leone XIII decretò l’eroicità delle virtù nel 1890, proponendolo come modello per i giovani. Il 1° dicembre 1963 papa Paolo VI lo proclamò Beato.
Domenica 11 novembre, giorno prima della partenza, nel corso di una cerimonia solenne presieduta dall’Arcivescovo di Pescara-Penne Mons. Tommaso Valentinetti, il Santo ha ricevuto i simboli dell’aureola e del giglio della purezza.



La notizia dello spostamento dell’urna si è subito diffusa in tutta la vallata, e molte persone lungo il tragitto hanno voluto salutare e rendere omaggio al giovane, che in vita ha percorso le stesse strade che oggi uniscono i nostri paesi. Popoli, da parte sua, attendeva con trepidazione questo momento: la devozione a San Nunzio, infatti, non si è mai affievolita nel corso degli anni, come dimostrato dalla grandissima folla che lo ha abbracciato alle porte della città, proprio a pochi passi dalla Chiesa in cui ha ricevuto il Sacramento della Cresima. Una ventina di pescolani in tuta blu da operaio, insieme al Rettore del Santuario di Pescosansonesco don Mauro Pallini, al parroco di Popoli don Luigi Ferrari, al sindaco di Pescosansonesco e al vicesindaco di Popoli, ai membri dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità, alle autorità militari e ai fedeli, hanno accompagnato in processione la teca di cristallo e bronzo fino alla Chiesa di San Francesco. Qui il suo arrivo è stato annunciato dal suono delle campane e dallo squillo delle chiarine del “Gruppo Storico de lo Certame”. Dopo aver fatto il suo ingresso trionfale e aver percorso la navata tra gli applausi di tutti i presenti, visibilmente commossi, un corteo di bambini ha deposto dei fiori bianchi ai piedi dell’urna, simbolo della purezza del giovane operaio. È seguita la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal Rettore del Santuario.



“Io sono la vite e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto lo taglia e ogni tralcio che porta frutto lo pota perché porti più frutto. […] Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto perché senza di me non potete fare nulla.”: sono queste le parole del Vangelo che i fedeli hanno ascoltato durante la Liturgia della Parola. San Nunzio, ha spiegato don Mauro nell’omelia, comprese che per essere felice doveva conformarsi pienamente alla volontà divina. Rimanendo ancorato saldamente a Cristo, come il tralcio alla vite, ha riconosciuto nella sofferenza, nel silenzio e nell’offerta di sé stesso quella “potatura” che ha portato in lui frutti abbondanti di santità.
Al termine della celebrazione, è stato letto ed approvato dai sindaci, dai sacerdoti e dalle autorità, un verbale, nel quale si attesta il temporaneo trasferimento dell’urna contenente le spoglie del Santo da Pescosansonesco a Popoli, previa autorizzazione dell’Arcivescovo di Pescara-Penne.
Il parroco di Popoli don Luigi ha ringraziato in modo particolare i pescolani per aver fatto un dono così grande alla città, e ha loro assicurato la preghiera di tutta la comunità: “E’ bello pensare che i genitori di San Nunzio, i quali erano soliti recarsi a Popoli insieme al loro piccolo, lo abbiano accompagnato anche oggi insieme a voi, per farcelo riabbracciare ancora una volta”.
Inizia così questo periodo di grazia per i popolesi; durante la settimana le varie celebrazioni dedicate al mondo della sofferenza, del lavoro, della famiglia, dei giovani, porteranno a riflettere sugli aspetti fondamentali della vita di San Nunzio: il suo spirito di preghiera, la sua devozione alla Madonna, la sentita pietà eucaristica, la concreta carità verso il prossimo, e aiuteranno i fedeli a conoscere e ad imitare le virtù di questo Santo della nostra terra.

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