Messa Crismale 2018: “Chiamati, amati e liberati”



Mercoledì 28 marzo la basilica Cattedrale di San Panfilo è diventata centro liturgico di tutta la diocesi di Sulmona-Valva: Sua Eccellenza Mons. Michele Fusco ha presieduto la Messa Crismale, solenne celebrazione eucaristica che mette in evidenza l’unità della Chiesa raccolta attorno al proprio Pastore.










Erano presenti infatti tutti i sacerdoti della diocesi, i diaconi, i religiosi e le religiose, i seminaristi e moltissimi fedeli, tra i quali numerosi ragazzi che quest’anno riceveranno il Sacramento della Cresima. “Siamo riuniti come assemblea santa, sposa di Cristo, Chiesa tutta bella.” ha esordito il vescovo nella sua omelia, ringraziando tutti per l’accoglienza, l’amore e la delicatezza che gli hanno dimostrato fin dal suo arrivo e sottolineando come la Chiesa che è in Sulmona-Valva sia bella non per le strutture, ma per le persone che vi abitano: “Queste non sono parole di circostanza, ma ciò che avverto nel profondo del mio cuore.”







È Cristo stesso, ha continuato Mons. Fusco nell’omelia, a convocare i fedeli in assemblea perché li ama e desidera liberarli dal peccato con il suo sangue. Sono proprio queste le tre parole che ha affidato ai presenti, in modo particolare ai sacerdoti: chiamati, amati e liberati, per essere sacerdoti inviati. Ha invitato questi ultimi a fare memoria del giorno in cui si sono sentiti chiamati da Dio a una vita di speciale consacrazione: una chiamata piena di stupore, paura, gioia, entusiasmo, un’avventura straordinaria iniziata con questo incontro di amore con il Signore. “Siamo amati da Qualcuno, non uno qualunque ma Colui che è il Signore della vita e della storia.”: quando il Signore chiama qualcuno, posa su di lui il suo sguardo pieno di amore e questo amore lo consacra, lo unge per essere santo come Lui è santo. “Il suo amore ci libera, mediante il suo sangue sparso per noi sulla croce, ci libera da ogni nostro peccato […]. Siamo stati resi liberi dall’amore di Cristo, restiamo tali.” Lui ha scelto i sacerdoti e Lui li invia ad annunciare la Parola nelle periferie del mondo.
Il vescovo ha poi affidato ai presbiteri tre impegni: amare il Signore, coltivando la propria spiritualità, in modo particolare davanti all’Eucarestia, spendere la vita per i fratelli, pregare gli uni per gli altri, superando l’individualismo. “Stasera porterete con voi gli oli santi per donare attraverso i Sacramenti la salvezza a tutti coloro che vi chiederanno di seguire Gesù Cristo. Diffondete ovunque il profumo del Crisma!”. Infine ha invitato tutti i fedeli a dare particolare attenzione ai giovani, a spendere del tempo in loro compagnia, gustando con loro la bellezza dello spezzare la Parola, ad invitarli alla corresponsabilità, sforzandosi di averli come centro dell’impegno pastorale nelle parrocchie. La liturgia della Messa Crismale, che ci introduce al triduo pasquale ormai vicino, è densa di significato. Subito dopo l’omelia i sacerdoti hanno rinnovato le promesse che al momento della loro ordinazione hanno fatto davanti al Vescovo e alla comunità: la conferma dei sacri impegni che liberamente hanno assunto nei confronti della Chiesa è stato un segno forte di unità di tutto il presbiterio con il Vescovo.
Quest’ultimo ha invitato i presenti a pregare per lui e per i presbiteri, affinché possano conformare ogni giorno sempre di più la loro vita a quella di Cristo, Buon Pastore.









Subito dopo alcuni sacerdoti, insieme ai diaconi e ai fedeli, hanno portato in processione verso l’altare le ampolle con gli oli da benedire, le sostanze profumate per la preparazione del Sacro Crisma (da cui il nome Messa Crismale), il pane, il vino e l’acqua per la celebrazione eucaristica, mentre la Cappella musicale, che ha animato la liturgia, intonava l’antico canto “O Redemptor”. Il Vescovo ha quindi benedetto l’Olio degli Infermi, segno della misericordia di Dio, che da conforto e sollievo a coloro i quali soffrono a causa della malattia, e l’Olio dei Catecumeni, segno della forza di Dio che sostiene quanti si preparano a ricevere il Sacramento del Battesimo. Infine ha infuso le sostanze profumate nell’ampolla del Crisma e, dopo aver alitato su di essa, ha consacrato quest’olio destinato al Battesimo, alla Cresima e all’Ordine Sacro, segno dell’incorporazione dei fedeli a Cristo Sacerdote, Re e Profeta.









Al termine della celebrazione, prima della benedizione, Mons. Fusco ha annunciato con grande gioia che due giovani diaconi della nostra diocesi, don Daniele e fra Alberto, verranno ordinati presbiteri mediante l'imposizione delle mani e l'unzione con il Sacro Crisma il prossimo 29 giugno.









Subito dopo il congedo, mentre la Cappella musicale Pamphiliana intonava l'inno in suo onore, il vescovo si è recato alla porta della Cattedrale per salutare tutti i fedeli e augurare loro una Santa Pasqua. Il presbiterio diocesano ha poi vissuto un momento di convivialità presso il centro pastorale diocesano, in un clima di gioiosa fraternità.

Francesco Domenicucci



Segue testo integrale Omelia del Vescovo Michele:

Siamo riuniti come assemblea santa, sposa di Cristo, Chiesa tutta bella.  Popolo di Dio che abita in questo territorio di Sulmona – Valva, laici, famiglie, consacrati, diaconi, sacerdoti e vescovo.
A tutti rivolgo il mio grazie per l’accoglienza che ho ricevuto in questi giorni, ho avvertito il vostro amore, la vostra delicatezza, le vostre preoccupazioni quando mi chiedevate se avessi  freddo. Un grazie speciale lo rivolgo ai sacerdoti, li ho da subito avvertiti al mio fianco, collaboratori generosi, impegnati nella vigna del Signore con serietà e dedizione.
Questa Chiesa è una Chiesa bella non per le strutture ma per le comunità e le persone che vi abitano. Queste non sono parole di circostanza ma ciò che avverto nel profondo del mio cuore.
 
Una celebrazione solenne quella di oggi,  come dicono i proenotanda “ la Messa Crismale è quasi epifania della Chiesa, Corpo di Cristo, organicamente strutturato, che nei vari ministeri e carismi, esprime, per grazia dello Spirito Santo, i doni nuziali di Cristo alla sua sposa, pellegrina nel mondo"
Il Cristo ci ha parlato con la sua Parola, siamo stati con–vocati, chiamati, per grazia dello Spirito, a formare questa assemblea da “Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre(Ap)
 
 
Queste tre parole vorrei consegnarvi in questa Messa Crismale.
Chiamati, amati e liberati per essere sacerdoti inviati.
 
Chiamati: a tutti voi,  popolo di Dio, e in particolare a voi sacerdoti, in questo giorno che  per noi racchiude un significato speciale, voglio rivolgere l’invito a fare memoria del momento in cui avete udito la voce del Signore, l’istante in cui avete preso consapevolezza che Lo Spirito del Signore era sopra di voi”.
La sua Parola si è posata su ciascuno di voi e avete così udito quella voce soave che vi interpellava: Vieni, seguimi, ti faro pescatore di uomini, lascia tutto, vieni e vedi,   
 
Una chiamata che ha generato stupore, paura, gioia, entusiasmo, un’esperienza che è rimasta impressa nel vostro cuore tanto da ricordare alcuni dettagli, come Giovani che ricorda perfino l’ora di quell’incontro straordinario.
Nel suo libro “Dio è Giovane”, Papa Francesco  ricorda il giorno preciso quel 21 settembre, a 17 anni, quando entrando in una chiesa trova un sacerdote e dopo la confessione avverte interiormente con chiarezza la chiamata a diventare sacerdote.
 
Cari sacerdoti, ritorniamo a quel giorno. Tutto è iniziato con quell’incontro. In quell’istante la nostra vita è cambiata, ha avuto inizio un’avventura straordinaria. Così è capitato anche agli sposi quando hanno incontrato la persona con cui poi hanno scelto di trascorrere tutta la vita insieme.
Anche voi cari seminaristi, diaconi avete avvertito quella stessa voce che vi ha fato decidere per lui.  Fate memoria del giorno in cui il Signore vi ha chiamato.
 
Ci ha chiamati Colui che ci ama, siamo amati da Qualcuno, non uno qualunque ma Colui che è il Signore della vita e della storia. Sapersi amati, scelti, chiamati, è l’esperienza più straordinaria che possiamo vivere. Siamo stati unti dall’amore di un Dio che ci consacra. Un amore così forte da renderci sacri come Lui è sacro, da renderci santi come lui è santo.
Il suo sguardo si è posato su di me, su di te, su ciascuno di noi come quel giorno con il giovane ricco, “fissò il suo sguardo su di lui e lo amò”, e ci amò!
Carissimi, lasciamo che ancora una volta Gesù con il suo sguardo, con il suo amore tocchi nuovamente il nostro cuore e ci avvolga amorevolmente.
 
Il Signore ci ama, ci chiama e “ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, e ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre”
Il suo amore ci libera, mediante il suo sangue sparso per noi sulla croce, ci libera da ogni nostro peccato, ci purifica da ogni tenebra di male. Non lasciamoci incatenare dalle nostre passioni, non lasciamoci bloccare da legami di carriera o di successo umano che possono offuscare il nostro ministero. Siamo stati resi liberi dall’amore di Cristo, restiamo tali.
 
Lui ci ha scelti, ci ha consacrarti e inviati per una missione, la stessa missione del suo Figlio: a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, . . . a consolare tutti gli afflitti
Siamo inviati. Abbiamo una missione da compiere. Siamo stati scelti non per abitare i perimetri stretti delle nostre sacrestie, dei nostri presbiteri, ma per andare e fecondare con la Parola le periferie del mondo.
 
Allora in questa celebrazione innalziamo al Signore il nostro canto, la nostra lode di ringraziamento, come dice il salmo: “Canterò per sempre l’amore del Signore”.
 
Carissimi sacerdoti cantate l’amore del Signore, carissimi laici innalzate con noi un inno di lode, così che il mondo, gli ambienti in cui viviamo risuonino del nostro canto, come facevano i primi martiri che anche in mezzo alle torture più atroci continuavano incessantemente il  canto di lode al Signore.
Non trascorra un solo giorno che non vi trovi lieti, gioiosi testimoni di Cristo.
 
Vi affido allora tre impegni, che sono quelli di sempre:

  1. Amate il Signore. Siate sempre uniti a Lui. Seguitelo ogni giorno. Se volete, lottate con Lui, gridate contro di Lui quando siete chiamati ad affrontare ogni sorta di avversità. Il giorno in cui non avvertite più interiormente la sua presenza, ritornate alla fonte della vostra chiamata, per lasciarvi ancora avvolgere dal suo amore. Coltivate la vostra spiritualità sacerdotale, ritrovatevi spesso con la vostra comunità davanti a Gesù Eucarestia, non abbandonate mai l’ascolto della Parola quotidiana.
 
  1. Spendete la vostra vita per i fratelli, nella celebrazione dei sacramenti, nella cura dei  più poveri, nell’annuncio della Parola. Non manchi nelle vostre comunità il servizio della carità. A sera tornate a casa stanchi ma felici di essere stati consumati dal gregge a voi affidato.
 
  1. Pregate gli uni per gli altri, pregate anche per il vostro vescovo come io faccio ogni giorno per tutti voi. Superate ogni sorta di divisioni, sappiate perdonarvi. Un regno diviso in se stesso va in rovina. Superate quelle incomprensioni che ci impediscono di realizzare la Chiesa di Cristo bella e splendente. Alleniamoci nell’essere leali accoglienti e disponibili.
 
Cari sacerdoti viviamo un tempo stupendo per il mondo e per la Chiesa. Ringraziamo il Signore che ci ha voluti in un epoca complessa e nello stesso tempo avvincente per le tante sfide, dove Dio sembra quasi scomparso, o la fede soltanto apparenza. Non lasciatevi sfiorare dunque, dalla paura di non farcela. Non vi fate assalire dalla stanchezza spirituale e dallo sconforto. Non cadete nella tentazione di trovare facili scorciatoie.
 
Ascoltiamo il grido della nostra gente, superiamo l’individualismo. Siamo in un tempo dove la religiosità sembra prendere il posto della fede, dove l’instabilità, la precarietà della vita ci fa sentire smarriti.
È necessario  camminare insieme, prendere consapevolezza che senza la comunione non siamo credibili. I nostri piani pastorali devono avere lo stile della sinodalità e il profumo della carità.
 
Stasera porterete con voi gli oli santi per donare attraverso i sacramenti la salvezza a tutti coloro che vi chiederanno di seguire Gesù Cristo. Diffondete ovunque il profumo del Crisma. Lasciate che Gesù stesso vi inondi con il suo profumo divino come nel giorno della vostra ordinazione sacerdotale. Fate in modo che le vostre comunità domani sera nella celebrazione in Coena Domini avvertano nella vostra voce, nei vostri occhi, quel profumo di cielo e si lascino toccare e rinnovare dal sangue di Cristo sparso sulla croce per tutti noi.  
 
A tutta la Chiesa diocesana rivolgo un invito speciale a dare particolare attenzione ai giovani.
 
Troppo spesso puntiamo il dito e diamo dei giudizi superficiali che altro non fanno che allungare le distanze che ci separano da loro. Apriamo il nostro cuore per ascoltarli, andiamo nei luoghi da loro abitati. Spendiamo del tempo in loro compagnia. Diamo loro occasioni, dove possano sentirsi a casa nelle nostre comunità parrocchiali. Non abbiamo timore di osare con loro. Le nostre proposte non devono avere le paura dei voli ad alta quota.
 
Gustiamo con loro la bellezza dello spezzare la Parola. Troviamo il codice per accedere al loro cuore prima ancora che al loro linguaggio. Diamo loro una testimonianza coerente e tangibile della nostra fede. Invitiamoli alla con- responsabilità, sforziamoci di averli come centro del nostro impegno pastorale e non come manodopera a basso prezzo.
 
Il Signore sostenga i nostri passi e illuminati dallo Spirito accompagniamo con coraggio Gesù lungo le strade della Croce verso la luce della Pasqua.
 
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