Ordinazione Episcopale di S.E. Mons. Fusco



Giovedì 4 gennaio nella Cattedrale di Amalfi, le comunità diocesane di Amalfi - Cava de’ Tirreni e Sulmona – Valva hanno partecipato all’Ordinazione Episcopale di Mons. Michele Fusco, eletto dal Santo Padre Francesco 85° Vescovo della Chiesa di Sulmona – Valva il 30 novembre scorso, festa di Sant’Andrea Apostolo.




Nella solenne Celebrazione Eucaristica, al Vescovo Consacrante, Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, si sono associati quali Conconsacranti S. E. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni e S. E. Mons. Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona – Osimo, nonché predecessore di Mons. Michele Fusco, uniti a molti Vescovi della Conferenza Episcopale Campana e da alcuni provenienti dal Molise.



Questa Ordinazione Episcopale, attesa da tutti con gioia e trepidazione, rappresenta “un evento di grazia che segna in profondità la storia della chiesa diocesana di Amalfi-Cava de’ Tirreni”e della chiesa che è in Sulmona-Valva, come ha sottolineato Mons. Orazio Soricelli nell’indirizzo di saluto iniziale.



Straordinaria la partecipazione dei fedeli. Erano presenti tutti i parroci del territorio, i religiosi e le religiose, i seminaristi del Seminario Maggiore di Napoli e del Seminario Metropolitano di Salerno, la cui formazione è stata curata da Mons. Fusco quando era Padre Spirituale, i sindaci e gli amministratori della Costiera Amalfitana, la delegazione del Comune di Sulmona e le autorità militari di ogni ordine e grado.





Anche da Sulmona è giunta una rappresentanza costituita da sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e fedeli provenienti da ogni parte della diocesi. Tre autobus sono partiti alla volta della “divina costiera” per accompagnare con la preghiera e con l’affetto il nuovo pastore.
“Rivestito dei panni dell’umiltà e della carità di Cristo, metti tutto te stesso al servizio del gregge che ti è stato affidato”, ha esortato il Cardinal Sepe nell’omelia. In una società in crisi, corrotta dal secolarismo, il Vescovo è chiamato ad essere testimone di Cristo, “incarnando la fede e facendosi prossimo della comunità degli uomini, là dove questi vivono, soffrono e sperano”, mediante la carità operosa.



La Cattedrale di Sant’Andrea, che l’ha visto in passato parroco, risuona ancora delle note del Veni Creator Spiritus, con il quale i fedeli hanno invocato il dono dello Spirito Santo, e delle Litanie dei Santi, con le quali hanno chiesto l’aiuto e l’intercessione della Chiesa celeste. Mediante l’imposizione delle mani da parte degli altri Vescovi, lo Spirito Santo effuso su Mons. Fusco lo ha reso parte del Collegio Apostolico. Durante il rito di ordinazione, l’unzione con il Sacro Crisma, la consegna del libro dei Vangeli, dell’anello, della mitra e del pastorale - donato dalla diocesi di Sulmona -, l’insediamento e l’abbraccio di pace, manifestano il servizio a cui è chiamato il vescovo: egli si impegna ad annunciare il Vangelo con le parole e con la vita e, come in una festa di nozze, promette fedeltà alla Chiesa che è chiamato a guidare.






Al termine della celebrazione il Vescovo Michele ha ringraziato Dio che lo ha toccato con il suo amore e lo ha sempre sostenuto, facendolo sentire figlio amato, il Santo Padre per il ministero che gli ha affidato, la sua famiglia e le comunità di Positano e Amalfi che lo hanno generato alla fede, i suoi confratelli, i collaboratori e tutti coloro i quali si sono impegnati per rendere speciale la celebrazione.





Ha ringraziato poi la Chiesa di Sulmona – Valva per la sua presenza e la sua preghiera: “Il mio cuore oggi è colmo di gioia perché finalmente posso fissare il vostro volto[…] Grazie perché con voi e per voi voglio realizzare il sogno bello di una chiesa lieta, coraggiosa, attenta agli ultimi, che sappia riversare sulle ferite di tutti e di ciascuno il balsamo della grazia e della consolazione.”.
Infine il Vescovo ha benedetto tutti i fedeli, che hanno espresso la loro gioia e il loro ringraziamento a Dio cantando il Te Deum.
Prima della partenza la comunità diocesana di Sulmona si è fermata per un momento di convivialità, al quale ha partecipato anche il Vescovo ordinato.





Omelia del Cardinale Sepe, Ordinazione Episcopale Mons. Fusco

Un  cordiale e fraterno saluto all’Ecc.mo Arcivescovo di questa Diocesi di Amalfi – Cava dei Tirreni, Mons. Orazio Soricelli, e a tutti voi, cari Confratelli nell’Episcopato; a voi, sacerdoti, religiosi e diaconi.
Un deferente saluto alle illustri Autorità civili, militari e affettuoso saluto a tutti voi cari fedeli e, in particolare, ai fedeli provenienti dalla bella Diocesi di Sulmona – Valva.
“ Mi hai chiamato, Signore, eccomi!”
Il racconto biblico di Eli-Samuele è una costante azione del Dio dell’Alleanza che manifesta il suo amore misericordioso verso il suo popolo, scegliendo liberamente alcuni che lo rappresentassero e svolgessero la sua missione di salvezza tra gli uomini. Così gli Apostoli, scelti e inviati nel mondo per essere testimoni della sua vita, memoria vivente del suo messaggio, missionari del suo “Vangelo”.
E’ il mandato che, conferito da Gesù nell’ultima  Cena, si può considerare il vero atto fondante della Chiesa. Là, infatti, il Signore, nel consegnare se stesso, istituisce una nuova comunità, unita nella profonda, inscindibile e misteriosa continuità della comunione con Lui, da perpetuare nei secoli.
L’avventura degli Apostoli, intimamente legata al destino di Gesù, pietra angolare della Chiesa nascente, prosegue nell’incontro personale, continua nella sequela del Maestro. “Rabbì, dove dimori ? Disse loro: Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove Egli dimorava e quel giorno rimasero con Lui”.
Rigenerati dall’amicizia e dall’intimità con il Signore, gli Apostoli annunciano il Cristo e gli rendono testimonianza davanti a tutte le genti. La Chiesa prolunga nei secoli, guidata dallo Spirito santo, questa missione affidata agli Apostoli, i quali hanno trasmesso alle generazioni successive i doni ricevuti direttamente da Gesù. Così i Vescovi, successori degli Apostoli, che formano la lunga e ininterrotta continuità storica e spirituale con la Chiesa delle origini, assicurano, in ogni tempo e spazio, la fedeltà all’insegnamento del Maestro e alla testimonianza degli Apostoli.
Caro Don Michele, tra poco sarai consacrato vescovo, ricevendo la pienezza dell’ordine sacerdotale attraverso la preghiera consacratoria e l’imposizione delle mani mie e degli altri Confratelli, successori degli Apostoli.
“Mi hai chiamato, Signore, eccomi!”. Ma dove andare? A chi sono inviato? Il Signore, tramite la voce del successore di Pietro, Ti ha risposto: lascia la Tua bella Diocesi di origine, la Tua casa e va nella santa Chiesa di Sulmona- Valva, dove annuncerai Cristo e il suo Vangelo, portando con Te nient’altro che il Tuo amore di pastore e il ricco bagaglio della Tua esperienza pastorale.
 
Il Signore Ti ha arricchito di tanti doni umani, intellettuali e spirituali, dimostrati, tra l’altro, quando hai  frequentato gli studi teologici a Napoli e Roma, nella feconda esperienza pastorale in diverse parrocchie di questa splendida diocesi di Amalfi – Cava, e nel curare, in modo speciale, la formazione seminaristica in alcuni seminari della nostra Regione ecclesiastica, ma anche in alcuni organismi della CEI.
Ora va e, rivestito dei panni dell’umiltà e della carità di Cristo, metti tutto te stesso al servizio del gregge che ti è stato affidato. La missione è affascinante, ma non priva di difficoltà e di sfide che, come in tutte le altre parti, potrebbero stancare e far perdere coraggio ed entusiasmo.
Il mondo, ancora pieno di tanti erodi, scribi e farisei, tenterà di ostacolare la Tua missione di profeta e di testimone di Cristo. L’attuale crisi sociale e culturale, che attanaglia i nostri territori, spesso corrosi dal secolarismo e dall’edonismo, non aiuta certamente l’opera di evangelizzazione. Il degrado morale nel quale viviamo è agghiacciante ed ha infettato la nostra società, che si sente “mentalmente malata” perché vive solo per il proprio benessere e per il proprio tornaconto individuale.
Bisogna abbattere queste barriere, incarnando la fede e facendosi prossimo della comunità degli uomini là dove questi vivono, soffrono e sperano. Come il Signore, dobbiamo impiantare la nostra tenda in mezzo alla gente, tra i nostri giovani, disillusi e senza speranza; nelle famiglie in gravi difficoltà materiali e spirituali; tra i poveri e i diseredati, scartati da una certa società opulenta. Si tratta di operare quella carità operosa insegnata da Cristo, la quale sa aprirsi a tutti, anche alla realtà civile e sociale.
E’ nostra missione risvegliare le coscienze, animare e forgiare esempi di solidarietà, di impegno civico di amore alla propria terra e alla propria gente , superando ogni forma di individualismo e aprendosi al bene comune e agli interessi generali della comunità.
E’ questa, caro Don Michele, la Chiesa che il Pastore supremo ti consegna: Chiesa povera e serva per portare Cristo, povero e servo, non solo nella sacralità del Tempio, ma anche là dove vive la “carne di Cristo sofferente”: negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole, nei luoghi dove vivono i senzatetto, gli immigrati e i senza lavoro. E’ l’uomo intero, dove Dio abita e vuole incontrarlo per offrirgli dignità e salvezza.
              Affidiamo il tuo servizio episcopale ai Santi protettori della Diocesi di Sulmona – Valva, S. Panfilo di Sulmona, S. Pelino  e, e alla Beata Vergine, Madre degli Apostoli, perché Ti guidi e Ti conforti con la sua materna intercessione.
 
    Dio Ti benedica e
 
                           “ A Maronna T’accumpagna


AMALFI – Cattedrale, 4 GENNAIO 2018

Eminenza Reverendissima, Signor Cardinale,
Eccellentissimi  Metropoliti, Arcivescovi e Vescovi, Molto Reverendo Padre Abate, Reverendi Presbiteri, Diaconi, Religiosi, Religiose, cari Seminaristi, Ecc.za Signor Prefetto, Illustri Autorità civili e militari e fedeli laici dell’Abruzzo, del Molise, della Campania e di altre regioni della Penisola, benvenuti in Costa d’Amalfi, definita anche divina Costiera per le bellezze paesaggistiche e per il patrimonio di arte, di storia, di cultura e di fede in essa presente.
Un caro saluto rivolgo a S. E. Mons. Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona – Osimo, già vescovo di Sulmona – Valva e a S. E. Mons. Beniamino Depalma, mio predecessore.
Saluto tutti i presenti, rappresentanti di parrocchie, associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali, in particolare, saluto coloro che seguono la celebrazione in diretta streaming o su Quarta Rete.
Benvenuti in questa Cattedrale che, da oltre otto secoli, con venerazione e devozione, custodisce le reliquie dell’Apostolo Andrea, il primo ad essere chiamato dal Maestro di Nazareth alla sua sequela: tutti siamo lieti di accogliervi, nel clima dell’atmosfera natalizia.
Esprimo la mia più sincera gratitudine a Sua Eminenza, alle Eccellenze, ai Reverendi Presbiteri, alle Autorità e ai fedeli del popolo Santo di Dio per la numerosa partecipazione.
       In questo luogo così suggestivo e carico di memoria apostolica viviamo oggi un giorno memorabile e straordinario. L’Ordinazione Episcopale di don Michele Fusco rappresenta un evento di grazia che segna in profondità la storia di questa Chiesa di Amalfi – Cava de’ Tirreni.
Siamo grati al Signore e al Santo Padre, Papa Francesco, perché, dopo 61 anni dall’ordinazione episcopale dell’amalfitano Mons. Mario Di Lieto, vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano, ha eletto tra i nostri presbiteri, un figlio di questa terra, come pastore della diocesi di Sulmona – Valva.
Desideriamo vivere questo momento nell’intensità della fede e nell’esultanza, tipica di quella speranza che il Bambino di  Betlemme è venuto a recare agli uomini di ogni tempo.
Carissimo don Michele, hai lavorato tanti anni nella pastorale vocazionale e giovanile e sei stato tra le guide spirituali non solo dei nostri seminaristi, ma anche di quelli del Seminario di Napoli e di Salerno, aiutandoli nel discernimento e nel rispondere generosamente alla chiamata del Signore; hai servito come Parroco alcune comunità parrocchiali della nostra Chiesa Locale, tra cui la Parrocchia, che ha sede in questa Cattedrale. Ora il Signore ti ha chiamato alla pienezza del sacerdozio e ad essere suo testimone audace per una missione più ampia ed impegnativa.
Porterai nel tuo cuore di Vescovo il ricordo di questa Chiesa amalfitana - cavense che ti ha generato nella fede, ti ha rafforzato nella speranza e ti ha consolidato nella carità.
Non temere, va dove ti porta il Signore!
Noi ti accompagniamo e sosteniamo con l’affetto e la preghiera, perché tu possa essere un pastore zelante e santo, come il Signore desidera per la sua Chiesa!
Auguri!
+ Orazio Soricelli
Arcivescovo
Amalfi – Cava de’ Tirreni

 



Saluto di Mons. Fusco al termine della celebrazione

Grazie Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, per il dono della Vocazione. 
Grazie perché fin da bambino, come al profeta Samuele, mi hai fatto sentire la tua voce, mi hai toccato con il tuo amore, facendomi vivere l’esperienza di essere figlio amato e prescelto. Grazie per essere stato il mio sostegno nel tempo delicato del seminario, in quello fecondo del sacerdozio ed ora in questo cammino nuovo del mio ministero episcopale. 
Donami ti prego cuore che sappia accogliere, parole che sappiano consolare, sapienza per un santo discernimento.
Grazie al Santo Padre Papa Francesco che ha avuto fiducia in me affidandomi il ministero Episcopale. 

Grazie ai miei genitori e tutta la mia famiglia, piccola chiesa domestica, nella quale ho sperimentato la bellezza dei legami forti, fatti di valori semplici come nei tempi antichi e dove abbiamo imparato a gioire e a soffrire insieme per ogni evento della nostra vita. Grazie per la gioia con cui avete accolto la mia nomina, la stessa che da sempre sostiene la mia vocazione e il mio ministero. 
 
Grazie alla mia Comunità Parrocchiale di Positano che mi ha generato alla fede con il Battesimo e che ho avuto la grazia di guidare se pur per così poco tempo. Grazie ai miei confratelli, alle suore, ai catechisti e a tutti coloro con cui a vario titolo ho sperimentato il volto bello della comunione 
 
Grazie alla Chiesa Diocesana di Amalfi – Cava de’ Tirreni in cui ho speso gli anni più belli del mio ministero sacerdotale. 
Grazie al Vescovo Orazio: Carissimo Padre sin dall’inizio del vostro ministero tra di noi ho avvertito la vostra paternità benevola e accorta e il vostro sostegno, grazie perché così come allora anche oggi mi siete accanto. 
Grazie al Vescovo Beniamino: con voi eccellenza ho vissuto il tempo prezioso degli anni giovanili del mio ministero sacerdotale, la vostra testimonianza discreta e nello stesso tempo autorevole, è stata per me maestra di vita. 
Un grazie che si fa preghiera al Vescovo Ferdinando, di venerata memoria, che mi ordinò sacerdote.
Un grazie grato e pieno di riconoscenza ai confratelli sacerdoti: continuate a sentirmi vostro fratello e amico, continuate a pregare per me e per il mio ministero. Anche se a distanza sarò in comunione con voi nella preghiera all’unico Padre e ai nostri santi Patroni Andrea e Adiutore
 
Grazie a tutti i confratelli Vescovi presenti e a coloro che mi hanno accompagnato con la preghiera. Un grazie riconoscente a lei Eminenza Crescenzio Sepe, che da subito ha accettato di presiedere questa celebrazione e mi ha fatto dono della sua presenza.
Grazie a tutti i sacerdoti, religiose, religiosi, diaconi, seminaristi e consacrati e consacrate, che hanno voluto farmi corona oggi, in modo particolare grazie alle Monache Clarisse di Ravello, alle Redentoriste di Scala e alle Monache Visitandine di Valva per la loro presenza orante nel nascondimento della clausura. 
 
Grazie alla Chiesa di Sulmona – Valva, mia amata Sposa, la cui preghiera mi ha sostenuto in questo tempo di preparazione. Il mio cuore oggi è colmo di gioia perché posso finalmente fissare il vostro volto, guardarvi negli occhi. Grazie perché con voi e per voi voglio realizzare il sogno bello di una Chiesa lieta, coraggiosa, attenta agli ultimi che sappia riversare sulle ferite di tutti e di ciascuno il balsamo della grazia e della consolazione. Ci guidino e ci sostengano i nostri santi patroni Panfilo e Pelino
 
Un grazie che si fa promessa di preghiera al carissimo confratello Angelo che mi ha preceduto nella guida della nostra Chiesa e che ha accettato di essermi accanto in segno di profonda comunione e continuità! Possa l’icona del Bel Pastore, così come recita la liturgia, essere paradigma del nostro ministero. 
 
Grazie alla Comunità del Seminario di Capodimonte e di Salerno, particolarmente alle equipe educative con cui ho condiviso il delicato servizio della formazione dei nuovi sacerdoti.
 
Grazie ai Gruppi, alle Associazioni e ai Movimenti con cui ho condiviso la gioia e la bellezza del cammino cristiano. Un grazie particolare e riconoscente al Movimento dei Focolari in cui ho vissuto l’esperienza della Fraternità Sacerdotale. 
 
Grazie a tutte le autorità civili e militari presenti e a quelle della Chiesa di Amalfi – Cava e di Sulmona – Valva che hanno permesso la realizzazione di questa celebrazione, all’ufficio liturgico che ha curato per noi questa meravigliosa liturgia, grazie ai Ministranti, ai seminaristi, al Coro, servizio d’ordine, alle associazioni di volontariato, ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero: il Signore riversi su di voi ogni grazia e benedizione.  
 
Un grazie speciale, colmo di gratitudine e di profonda riconoscenza al Comitato che ha curato e coordinato concretamente questo evento, superando non poche difficoltà: il Signore vi ricompensi con doni particolari. 
 
Un ultimo grazie lo rivolgo a tutti gli amici virtuali e non che tramite i social, in questi giorni mi hanno fatto giungere i loro affetto e la loro preghiera e a tutti coloro, in particolare agli ammalati e agli anziani che ci stanno seguendo da casa grazie agli operatori della Televisione che hanno permesso la diretta streaming.
 
Alla protezione di Maria Madre della Chiesa ed incoronata Regina di Positano affido tutti voi e il mio ministero episcopale. 
 
Concludo riportandovi alcuni versi di Chiara Lubich che meglio di qualsiasi altra parola esprimono i desideri che agitano il mio cuore di Vescovo.   
 
Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: 
penetrare nella più alta contemplazione 
e rimanere mescolati fra tutti, 
uomo accanto a uomo. 
Vorrei dire di più: perdersi nella folla, 
per informarla del divino, 
come s'inzuppa un frusto di pane nel vino. 
Vorrei dire di più: fatti partecipi dei disegni di Dio sull'umanità, 
segnare sulla folla ricami di luce e, nel contempo, 
dividere col prossimo l'onta, la fame, le percosse, le brevi gioie. 
Perché l'attrattiva del nostro, come di tutti i tempi, 
è ciò che di più umano e di più divino SI possa pensare, 
Gesù e Maria: il Verbo di Dio, figlio d'un falegname; 
la Sede della Sapienza, madre di casa.
 

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