Il Vescovo Angelo Spina ha salutato la Chiesa Diocesana



Un forte e caloroso applauso ha salutato il vescovo Spina, appena è entrato in cattedrale per presiedere la celebrazione della S. Messa di saluto all'intera Comunità Diocesana. La cattedrale non è riuscita a contenere la folla e tantissimi fedeli hanno seguito dall'esterno.




Presenti alla celebrazione i presbiteri, i religiosi, le religiose, i diaconi, i seminaristi, il Sindaco di Sulmona e di altri comuni, le Autorità civili e religiose e i fedeli provenienti da tutte le parrocchie della Diocesi. Il Vescovo ha ringraziato tutti invitando a pregare per il nuovo Pastore che il Signore donerà alla Diocesi di Sulmona-Valva.





Al termine della celerbazione, con i volti rigati dalle lacrime tutti hanno voluto ringraziare e salutare il Vescovo che, a sua volta, ha ricambiato donando una immaginetta e il libro: "Editoriali" che raccoglie i suoi interventi pubblicati in dieci anni sul giornale della Diocesi.



La celebrazione è stata una grazia e una benedizione del Signore che ha messo in evidenza la bellezza della Chiesa e di come il popolo ama il Pastore e il Pastore ama il suo popolo. Di seguito viene riportata l'omelia del Vescovo:




Carissimi fratelli e sorelle nella fede, questa sera siamo qui a rendere grazie a Dio, datore di ogni bene, dopo dieci anni di ministero episcopale con voi e per voi, in questa amata diocesi di Sulmona-Valva e per rivolgervi l’ultimo saluto, prima di prendere possesso canonico della Arcidiocesi di Ancona-Osimo, il primo di ottobre, dove Papa Francesco mi ha chiamato. Nella parabola del Vangelo di questa domenica, Gesù mette in risalto l’urgenza di lavorare nella vigna. In diverse ore del giorno il padrone si reca a chiamare operai perché vadano a lavorare nella sua vigna. L’immagine della vigna ci fa subito comprendere che Gesù sta parlando del suo popolo, della sua Chiesa. E’ sorprendente che il padrone della vigna non si preoccupi dei suoi affari, ma degli operai a cui nessuno ha pensato, anche quelli che chiama a fine giornata e invita a lavorare non per il suo interesse, ma per il loro.



Perché non lavorare equivale a non mangiare. Se uno non lavora non porta a casa il pane. Ma sorprendente è il padrone al momento della paga, dà a tutti lo stesso salario. Non toglie nulla ai primi, ma aggiunge agli altri. Dio dà ai suoi figli molto più di quello che loro spetta, come la sorgente che dà acqua molto più di quanto necessita a chi vi si reca ad attingere. E’ bello allora sentirsi chiamati a lavorare nella vigna del Signore, è il premio più grande. Se pensassimo ai doni ricevuti non sprecheremmo tempo a fare osservazioni come gli operai della prima ora o a continuare a chiedere altro salario, ma ci preoccureremmo solo di ringraziare e portare frutto.
E’ convinzione di tutti noi che: “Se il Signore non costruisce la casa, invano lavorano i costruttori” (Sl 126). E come dice il Salmo “Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria” (Sl 114). Sappiamo che: “Quando tutto abbiamo fatto, siamo servi inutili”. Siamo come le vele di una barca, rattoppate e bucate, su cui sempre soffia il vento dello Spirito per spingere la barca di Cristo, la Chiesa, dove Lui vuole, anche se noi ci affatichiamo a remare per altre direzioni. Questi dieci anni, con voi, sono stati anni molto belli e intensi, ricchi di grazia. Abbiamo camminato insieme, pastore e popolo. Tutti siamo stati chiamati nella vigna del Signore e di questo noi rendiamo grazie.



Tutto ciò che c’è di buono è solo opera di Dio, ciò che non è buono è responsabilità del pastore che renderà conto a Dio. La nostra Chiesa locale in questi dieci anni di episcopato si è messa in cammino in linea con le indicazioni magisteriali del Papa, gli Orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana e le stesse indicazioni del Vescovo. L’Anno paolino, del 2008, un «anno giubilare» dedicato alla figura di Paolo di Tarso nella ricorrenza del bimillenario della sua nascita ci ha fatto cogliere l’importanza della Parola di Dio nella vita della Chiesa. E’ nato così il Centro Pastorale Diocesano con tutti gli Uffici pastorali, con una scuola di teologia per laici e una scuola di formazione all’impegno socio-politico. Per promuovere il laicato, sono stati attivati anche i cammini di formazione ai ministeri istituiti, al diaconato permanente, per i catechisti, per gli operatori Caritas, per gli insegnanti di religione, ecc.. Il Piano Pastorale triennale: “In ascolto della Tua Parola” del 2008, ci ha messo in cammino sulla via della formazione permanente rimarcando quattro priorità operative: i presbiteri e il collegio presbiterale, le vocazioni, la famiglia, i giovani.



I presbiteri: la formazione permanente, il ritiro del Clero mensile, gli esercizi spirituali annuali, gli stili di vita comunitari. L’accento non è stato messo sul cosa fare insieme, sul come lavorare insieme, ma sul come vivere insieme, in comunione, in unità, per testimoniare il comandamento dell’amore. Le vocazioni: Tanto si è fatto per il rilancio vocazionale nelle parrocchie e non sono mancate le vocazioni.(Negli ultimi dieci anni sono stati ordinati sei presbiteri e un diacono che è in cammino verso il sacerdozio. Sono stati ordinati quattro diaconi permanenti e una donna è entrata a far parte dell’Ordo Virginum). Per questo anno nuovo avremo tre seminaristi in teologia, due in orientamento vocazionale, e due dovrebbero entrare al propedeutico a Chieti. La famiglia: si è lavorato tanto perché nascessero i gruppi famiglia in parrocchia.
Sono stati proposti i cammini per i fidanzati in preparazione al matrimonio nelle foranie. Si è cominciato a celebrare ogni anno la festa diocesana della famiglia e si sono tenuti gli incontri estivi di formazione per le famiglie. I giovani: Un lavoro costante è stato svolto a favore dei giovani, coinvolgendoli in alcune iniziative come il pellegrinaggio da Sulmona a Pratola, il martedì dopo Pasqua, la Via Crucis diocesana dei giovani, le GMG, gli incontri foraniali in preparazione alla cresima. L’anno 2009 è stato un anno in cui abbiamo messo al centro la figura di S. Pietro Celestino V, nell’ottavo centenario della sua nascita, perché venisse conosciuto e amato in questa terra, dove ha vissuto parte della sua vita, santificandosi. E’ stato un anno in cui abbiamo vissuto il tragico evento del terremoto del 6 aprile, esperienza forte e drammatica che ha segnato la nostra chiesa, anche con la morte di due ragazze della nostra diocesi a l’Aquila, con 83 chiese danneggiate e chiuse, con tanti disagi, ma con un impegno pastorale encomiabile da parte di tutti i presbiteri nello stare vicino alla gente e dare speranza.



La nostra diocesi, nell’Anno Giubilare Celestiniano, ha ricevuto il grande dono della Visita pastorale di Papa Benedetto XVI, il 4 luglio 2010. La sua presenza fra noi e con noi, le sue parole, l’alto Magistero sono state una sorgente a cui sempre attingere per rinnovati cammini di speranza. Venendo, egli ci ha confermati nella fede, con affetto e forza ci ha esortati a rimanere saldi nella fede che abbiamo ricevuto, che “dà senso alla vita e che dona forza all’amore”. L’Anno Sacerdotale (2009-2010) è stato un ulteriore prezioso dono al popolo di Dio e a tutti noi, che ha permesso di riscoprire il sacerdozio, dono inestimabile, fatto dal Signore Gesù alla sua Chiesa. E’ stato un anno di grazia per noi sacerdoti, che ci ha invitato a rinnovare il dono che è in noi (2Tm 1,6) e ci ha permesso di riscoprire dal vivo la figura splendida di San Giovanni Maria Vianney. Il suo zelo, la sua penitenza, il fatto che per una vita intera ha servito una piccola parrocchia, così simile a tante delle nostre, la sua povertà ed insieme la sua tenacia e umiltà ci sono di perenne esempio. L’esortazione Apostolica Post Sinodale “Verbum Domini” è stato un ulteriore dono. Dio ha pronunciato la sua eterna Parola in modo umano; il suo Verbo “si fece carne” (Gv 1,14). In tutti questi anni non ho fatto mai mancare la Lectio divina in Avvento e Quaresima in cattedrale, così come hanno fatto tanti di voi nelle rispettive parrocchie. In uno scenario così vasto, i Vescovi italiani hanno consegnato gli Orientamenti pastorali 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”, per offrire alcune linee di fondo per una crescita concorde della Chiesa in Italia nell’arte delicata e sublime dell’educazione. Gli orientamenti, poi, hanno delineato i riferimenti essenziali e fondativi perché ogni Chiesa particolare possa progettare il proprio cammino pastorale in sintonia con le indicazioni nazionali avendo preso sempre più coscienza della incalzante urgenza di una questione educativa che si presenta ogni volta con aspetti di novità. Il Congresso Eucaristico nazionale, che si è tenuto ad Ancona, nel 2011, ha posto ancora una volta al centro della nostra esperienza di fede, con rinnovata freschezza, l’Eucaristia, celebrata e adorata, fonte e culmine della vita cristiana (cfr. LG, 11). Il Papa Benedetto XVI, con la profondità e ampiezza del suo Magistero, ci ha fatto dono della Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “La Porta della Fede”, con la quale ha indetto l’Anno della Fede, (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013). E’ stato consegnato alla Chiesa locale il Piano Pastorale 2011-2013. “Avvenga di me secondo la Tua parola” per progettare il cammino pastorale della nostra Diocesi in sintonia con gli Orientamenti Pastorali “Educare alla vita buona del Vangelo”. Nel percorso educativo del Piano Pastorale Diocesano ci siamo proposti due priorità: I presbiteri e il presbiterio e la Famiglia. Il nostro cammino di Chiesa locale è stato posto sul primato educativo della famiglia: la famiglia che educa alla fede, (vi abbiamo dedicato due anni), la famiglia che educa alla liturgia, (altri due anni) e la famiglia che educa alla carità, (un anno). Questo cammino impegnativo e lungo è stato accompagnato anche dal Sinodo straordinario e ordinario, a temine del quale, il Papa ci ha consegnato l’esortazione apostolica “Amoris letitia”. Proprio per mettere a frutto l’Anno della fede è iniziata la Visita Pastorale del Vescovo in tutte le parrocchie della Diocesi, in cui ha confermato i fratelli nella fede e tenuto le catechesi sul Credo. La Visita Pastorale è stata una grazia per tutti. Nel 2013 abbiamo celebrato l’Anno Giubilare Celestiniano nella ricorrenza dei settecento anni dalla canonizzazione di S. Pietro Celestino, riflettendo ancora una volta, che tutti siamo chiamati alla santità. Altro evento straordinario e di grazia è stato il Giubileo straordinario della misericordia, voluto da Papa Francesco iniziato l’8 dicembre 2015 e concluso il 20 novembre 2016, che noi abbiamo vissuto con grande intensità valorizzando tanti luoghi della diocesi per celebrarlo.



Al termine della Visita Pastorale nel 2016, tenendo presente le indicazioni provenienti dal Convegno Ecclesiale di Firenze del 2015 e l’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium, il Vescovo ha consegnato alla Chiesa locale la Lettera Pastorale “Andate e annunciate il Vangelo – Una Chiesa in missione”, in cui viene sottolineato che è necessaria una pastorale missionaria, che annunci nuovamente il Vangelo, ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione, vada incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo, in ogni luogo e situazione. E’ stato approfondito anche il tema della devozione e pietà popolare, riconoscendone il valore positivo e la via di purificazione. E’ stato condiviso da tutti i presbiteri e consegnato alla Chiesa locale il documento: “Nota Pastorale Principi e norme su feste religiose e pietà popolare in genere nella Diocesi di Sulmona-Valva”. Ai nostri giorni occorre “una conversione pastorale”: cioè passare dalla missione in parrocchia alla parrocchia in missione permanente. Una Chiesa in uscita, che lo è stata anche attraverso il sito internet diocesano, il giornale diocesano Sulmona-Valva e 250 trasmissioni televisive settimanali che hanno portato sullo schermo e via internet la vita delle parrocchie e della diocesi, annunciando la Buona Novella. Tante iniziative a favore della pastorale familiare, per la custodia del creato, per i problemi sociali, del lavoro, del mondo della cultura. Ogni anno è stato promosso un pellegrinaggio diocesano. Questa Chiesa locale, con l’aiuto e la grazia di Dio, si apre così a preparare e attuare la missione in ogni parrocchia. In questi anni il Signore ci è stato vicino anche per realizzare opere a servizio del Vangelo, della liturgia e della carità. Ci ha dato forza e coraggio con la convinzione che: “se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori” (cf Sl 126). A partire dal 2007 sono state realizzate diverse opere nelle Parrocchie e nella Diocesi. Sono stati completati i lavori della nuova chiesa di S. Giovanni da Capestrano tra Sulmona e Introdacqua. Costruita la nuova chiesa di Maria Ss. Ausiliatrice con il complesso parrocchiale a Sulmona. E’ stato restaurato l’interno della chiesa Cattedrale di S. Panfilo, oggi così bella, funzionale e luminosa. Sono stati fatti i lavori per sistemare il Centro Pastorale Diocesano (Auditorium, Uffici, ecc.), luogo di incontro, di formazione e di servizio pastorale. E’ stata fatta la Casa Sacerdotale Benedetto XVI, inaugurata dal Papa il 4 luglio 2010, che accoglie i sacerdoti, soprattutto quelli anziani e ammalati. E’ stato ristrutturato e consolidato, in tre anni di lavoro, tutto il palazzo vescovile per accogliere l’archivio storico, la biblioteca diocesana, il museo, gli uffici della Curia.



E’ in via di realizzazione, e sarà pronta per il prossimo Natale, la Casa della Carità, Casa Zaccheo, per la sede della Caritas diocesana, per l’ufficio per i migranti, per il dispensario ed emporio viveri, per accogliere le persone in difficoltà. Sono state ristrutturate diverse case parrocchiali. Sono state messe in sicurezza e riaperte tante chiese chiuse a causa del terremoto del 2009. Di tante altre sono stati avviati i procedimenti di progettazione per ottenere i fondi per il consolidamento. In questi anni la diocesi di Sulmona-Valva, con le offerte pervenute dalle parrocchie e dalla Caritas, ha fatto il gemellaggio con altre diocesi impegnandosi a realizzare opere missionarie in: Brasile, per acquistare un monastero a Bauru e donarlo alla Congregazione di S. Ignazio di Antiochia; in Madagascar per completare una scuola e stampare i catechismi; in Albania per la missione di don Antonio Sciarra per acquistare piante di ulivi, in Colombia per realizzare un edificio a Istmina, per la promozione della donna; in Camerun a Bamendou per realizzare un pozzo e una fontana per il villaggio e per la scuola. Grazie Signore perché ci hai chiamati nella tua vigna, grazie per tutti i doni che ci hai fatto. Donaci sempre aiuto e protezione per essere operosi e fedeli alla Tua Parola. Con cuore grato e commosso, cari fratelli e sorelle sento di ringraziare tutti: i sacerdoti, i religiosi, i diaconi, i seminaristi, le religiose, i laici impegnati, ciascuno di voi tutti per questo bel cammino di Chiesa vissuto insieme, ricco di grazia di Dio. A chi ho fatto torto, a chi ho offeso, a chi non ho dato il buon esempio chiedo perdono e mi affido alle vostre preghiere e alla misericordia di Dio. Un proverbio dice: “Il primo amore non si scorda mai” Sarete sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere e al termine dell’Eucaristia impartirò di cuore la benedizione perché resti copiosa su ciascuno di voi, sulle vostre famiglie, sulla intera diocesi di Sulmona-Valva, su questa città di Sulmona e vi rimanga sempre. Guardiamo avanti, al futuro di questa Diocesi, amiamo questa chiesa locale e preghiamo per il nuovo pastore che il Signore vorrà donare. La Vergine Maria, S. Panfilo, S. Pelino, S. Pietro Celestino ci accompagnino e ci proteggano nel cammino. Amen.



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