Daniele Formisani è stato ordinato Diacono



La chiesa di S. Francesco in Popoli era stracolma di persone il 12 settembre alle ore 18.00, per l’ordinazione diaconale di Daniele Formisani. In prima fila i suoi genitori, il Sindaco, le autorità civili e militari, tanti seminaristi, sacerdoti, e diaconi. Al termine della celebrazione, presieduta dal vescovo Spina, il diacono Daniele, con il suo stile semplice e simpatico, ha ringraziato tutti i presenti per la partecipazione e per la preghiera. Commosso il parroco don Luigi Ferrari e don Panfilo, che lo accompagnò dal vescovo per presentarlo ad entrare in seminario. Una celebrazione vibrante di preghiera, vissuta in profondo raccoglimento.




Di seguito viene riportata l’omelia del Vescovo:
“Carissimi sacerdoti, cari diaconi, religiosi, seminaristi,  religiose, Rettore del Seminario, Vicerettori, Padri spirituali ed educatori,  cari genitori e familiari di Daniele, fratelli e sorelle nella fede, celebriamo oggi la memoria liturgica del Santissimo Nome della beata Vergine Maria.
L’evangelista Luca annota che l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio ad una vergine promessa sposa. La vergine si chiamava Maria (cf Lc 1,27). “In questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata", come ci ricorda il Martiriologio Romano.
Dopo il nome di Gesù non v'è nome più dolce, più potente, più consolante che quello di Maria; nome dinanzi a cui s'inchinano riverenti gli Angeli, la terra si allieta, l'inferno trema. Tre sono i principali significati di questo nome: Il primo è mare: dall'ebraico Maryam, nome adatto ad esprimere la sovrabbondanza delle grazie sparse sopra di lei. Come tutti i fiumi sboccano nel mare, così tutti i tesori delle grazie celesti, tutte le eccelse prerogative e carismi furono versati sopra l'anima della Vergine, la quale è chiamata: «Madre di grazie ».
Il secondo significato  del nome Maria è: amarezza. Anche questo conviene moltissimo alla Vergine il cui cuore nuotò in un mare di angoscia, precisamente come aveva predetto il Profeta: «Una spada trapasserà la tua anima”. Come la Vergine era stata colmata più di tutti i Santi di grazia, così più di tutti loro doveva bere il calice amaro della passione del suo Figlio Gesù, immenso come il mare è il suo dolore.
Il terzo significato è: stella.  Con questo appellativo la Chiesa invoca la Vergine nel bellissimo inno « Ave, Maris Stella ». S. Bernardo intreccia sapientemente a questo significato le più belle pagine di eloquenza e le più consolanti considerazioni: « Ella è la pura e gloriosa stella che sorge da Giacobbe ed illumina tutto il mondo; la sua luce brilla nei cieli e penetra negli abissi, percorre la terra, infiamma d'amor divino ogni cuore, suscita le virtù e distrugge il vizio. Ella è la candida e dolce stella dalla Provvidenza innalzata sopra il profondo mare dell'universo, per illuminarlo con lo splendore del suo esempio ». Maria è ancora: giubilo al cuore, melodia soave all'orecchio, balsamo salutare ad ogni sorta di miserie; come l'arcobaleno indica la fine della tempesta ed annunzia il ritorno della calma, così il nome di Maria entrato in un'anima ne allontana il peccato e la dispone alla pace col Signore. «Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, invoca Maria. Un sì bel nome non si parta dalla tua bocca, non si parta dal tuo cuore » scriveva S. Bernardo.
E’ in questo giorno che tu, Daniele, chiedi di essere ordinato diacono, come a voler imparare da Maria ad   essere come Lei, donna che ascolta la Parola di Dio, donna in continua preghiera  e che si mette a servizio portando il Cristo, Buona notizia, donando operosa carità.
Il Vangelo ascoltato mette subito in evidenza che la Vergine Maria, dopo aver accolto con il suo “sì” limpido e totale, l’annuncio dell’Angelo, di essere la Madre di Gesù, il Figlio di Dio, si alzò e andò in fretta. Due verbi importanti: Alzarsi e andare che indicano il movimento. Chi ha Dio nella vita non è pigro, non è statico, ma si mette subito in uscita per portare l’annunzio del Vangelo e l’aiuto concreto attraverso le opere di carità.  L’incontro tra Maria ed Elisabetta è un incontro di gioia, di esultanza della vita che portano nel grembo. Elisabetta al saluto di Maria  dice queste parole: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!...Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore ha detto”. Maria a queste parole risponde:”L’anima mia magnifica il Signore”. Parole bellissime che ci fanno capire che siamo chiamati a benedire Dio in ogni situazione, perché lui ci visita sempre. E’ beato chi ha il dono della fede, chi crede, chi si fida, chi si affida, chi confida in Dio, perché solo Dio rende l’anima felice e in Lui bisogna esultare perché porta salvezza e fa nuove tutte le cose, rende la vita un profumo di primavera e di bellezza.
Carissimo Daniele, non ho mai dimenticato il giorno in cui don Panfilo, con la sua veneranda età, venne a presentarti  sei anni fa, dicendomi che avevi intenzione di entrare in seminario. Sono passati diversi anni e oggi sei qui a chiedere di essere ordinato diacono. Oggi il Signore fa un grande dono a questa Chiesa locale e alla chiesa intera, che noi accogliamo con gratitudine e accompagniamo con la preghiera.
Ogni diacono, ricolmo di Spirito Santo, è chiamato a servire e non a farsi servire. Nella seconda lettura ascoltata, l’apostolo Pietro ci ha detto:”Soprattutto conservate la carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati”. La carità, l’amore, fornisce la cifra per capire l’umiltà di Dio: ci vuole poca forza per mettersi in mostra, ce ne vuole molta invece per mettersi da parte. 
Chi serve  è docile di cuore, è disponibile. Il servitore sa aprire le porte a chi gli sta vicino e Cristo, con il suo esempio, ci indica la strada da percorrere: la diakonia!  I diaconi afferma San Policarpo, vescovo di Smirne: «siano misericordiosi, attivi, e camminino nella verità del Signore, il quale si è fatto il servo di tutti» (S. Policarpo, Ad Phil., 5, 2, in Funk 1, 300, citato in LG 29)
Carissimo Daniele, mentre ti prepari a ricevere l’ordine del diaconato, desidero ringraziare vivamente il tuo papà e la tua mamma, tutti i familiari il tuo parroco don Ligi Ferrari  che, in questi anni di cammino e di formazione, ti ha seguito sempre con grande affetto; il caro don  Panfilo, ora monsignore, che ti vuole tanto bene, l’intera comunità parrocchiale di Popoli che oggi gioisce e si stringe attorno a te; il Rettore don Antonio D’Angelo, gli educatori del Seminario e i docenti, grazie a quanti hanno pregato e pregano per le vocazioni sacerdotali e per quelle di particolare consacrazione alla vita religiosa.
Carissimo Daniele oggi la tua vita viene ricolmata di luce e di grazia che noi tutti invochiamo per te. La tua vita cambia.  Da oggi ti incardini in questa diocesi, per sempre, e lo voglio  rimarcare, per sempre.  Da oggi metti la tua vita a servizio della carità del vescovo in docile obbedienza. Ti raccomando vivamente, di viere sempre in comunione con il Vescovo. L'obbedienza, ed essa sola, è quella che ci manifesta con certezza la divina volontà. E' vero che il superiore può errare, ma chi obbedisce non sbaglia, come ci ricorda S. Massimiliano Maria Kolbe. Da oggi lasci gli affetti familiari, e rinunci al mondo per essere come il Signore Gesù: povero, casto, obbediente e umile. Per questo preghiamo con te e per te. Il Signore Gesù che si è cinto i fianchi con il grembiule e ha lavato i piedi agli apostoli ti sostenga in questo cammino. La Vergine Maria, la serva del Signore, i Santi Patroni ti custodiscano perché attraverso il tuo ministero risplenda sempre più nella chiesa e nel mondo la bontà e la misericordia di Dio. Amen”.
 
Nella bellissima piazza antistante la chiesa, al termine della celebrazione, le persone hanno salutato il neo diacono condividendo un buffet, con il taglio della torta e il brindisi. Auguri al neo diacono don Daniele Formisani.

























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