Popoli ha festeggiato il 60° di sacerdozio di don Panfilo Vecchiarelli



Sabato 5 agosto è stato un giorno di grazia e di grande gioia per l’intera comunità di Popoli. Nella chiesa di San Francesco il parroco emerito don Panfilo Vecchiarelli ha reso grazie a Dio per il dono della vocazione nel sessantesimo anniversario di sacerdozio, insieme a suor Isa Di Domenicantonio, della congregazione delle Suore delle poverelle dell’Istituto Palazzolo, che ha festeggiato il sessantesimo anniversario di professione religiosa.





Erano presenti alla celebrazione eucaristica il vescovo, il parroco di Popoli don Luigi Ferrari, alcuni sacerdoti della diocesi, i seminaristi, il sindaco, le autorità civili e militari, e, infine, tantissimi fedeli, riuniti attorno all’altare in segno di affetto, di stima e gratitudine nei confronti di don Panfilo e suor Isa.



Nella festa della Trasfigurazione del Signore, il Vangelo ci propone tre verbi che il nostro vescovo ha affidato a tutti i presenti: salire, sostare, scendere. Queste parole, ha spiegato il vescovo, caratterizzano la vita di tutti i cristiani; il Signore ci invita a “salire” sul monte Tabor, cioè ad alzare lo sguardo e ad elevare la nostra anima alle cose celesti. Quando il nostro cuore fa esperienza concreta dell’amore di Dio, esclama come Pietro: “Signore, è bello per noi stare qui!”, e il suo unico desidero è quello di “sostare” alla presenza del Signore.



Anche don Panfilo ha vissuto nella sua vita momenti di gioia e di elevazione spirituale, in cui il Signore ha fatto sentire con forza la sua presenza -la vocazione, l’ordinazione presbiterale…- e da questi momenti ha attinto la forza per “scendere” nella realtà quotidiana ed esercitare il suo ministero, sostenuto dall’amore di Colui al quale ha scelto di donare tutta la sua vita.
Il vescovo, infine ha ringraziato Dio per il dono dei sacerdoti, grazie ai quali Lui stesso si fa presente in mezzo a noi, e ha augurato a don Panfilo di essere sempre un sacerdote secondo il cuore di Cristo.




Al termine della celebrazione ha donato a don Panfilo una croce a spilla a nome di tutto il presbiterio della diocesi e ha letto la bolla di nomina di Cappellano di Sua Santità, con grande gioia e stupore di tutti i presenti. Ha poi donato a suor Isa una pergamena con la benedizione papale e una corona del Santo Rosario, come segno della sua vita di religiosa, dedicata alla preghiera e al servizio dei fratelli. Infine ha benedetto le fedi di due sposi che festeggiavano il venticinquesimo anniversario di matrimonio. In questo giorno di grazia, ha spiegato il vescovo, la comunità ha ringraziato Dio per il dono della vocazione in tutte le sue forme: dalla vocazione alla vita consacrata, a quella alla vita coniugale.



È seguito il ringraziamento del sindaco, che la mattina, nell’aula consiliare del Comune, ha concesso a don Panfilo la cittadinanza onoraria “per il suo impegno e la sua concreta attenzione con la quale ha partecipato allo sviluppo e al bene della città e della sua gente, promuovendone la vita religiosa e pastorale e condividendo le vicende che hanno connotato la nostra storia cittadina”. Paolo Pasquali, a nome di tutti i fedeli, ha letto una lettera di ringraziamento, ricordando alcuni simpatici aneddoti che hanno caratterizzato i cinquant’anni di servizio di don Panfilo nella parrocchia di Popoli. Infine il parroco don Luigi, ha ringraziato don Panfilo e suor Isa per il bene che continuano a fare per la nostra comunità e ha consegnato a don Panfilo la ricevuta di un versamento alla Pontificia Opera di San Pietro Apostolo. Il denaro raccolto dalla comunità, infatti, è stato donato per “adottare” un seminarista, cioè per sostenere economicamente un seminarista nei suoi studi.



I vescovo ha colto l’occasione per annunciare alla comunità la data dell’ordinazione diaconale del seminarista di Popoli Daniele Formisani, il prossimo 12 settembre.
Don Panfilo, ora Monsignore, visibilmente emozionato, ha espresso la sua gratitudine a Dio, al vescovo e a tutta la comunità. “Questa nomina mi esorta ed essere instancabile e a fare ancora di più”, ha esclamato don Panfilo, “perché come dice il Salmo 92 anche nella vecchiaia è possibile portare dei buoni frutti”.




I festeggiamenti sono continuati all’esterno. I giovani della parrocchia hanno messo in scena un recital sulla vita di Madre Teresa di Calcutta, una Santa che ha dedicato tutta la sua vita a Dio nel servizio dei poveri e dei sofferenti. La giornata si è conclusa con un momento di agape fraterna nella piazza della città.






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