Don Lorenzo Conti è stato ordinato sacerdote



Nella cattedrale di Sulmona don Lorenzo Conti è stato ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani del vescovo Angelo Spina. In prima fila i genitori e i familiari e tanta gente proveniente dalla parrocchia di S. Giovanni Evangelista, da Popoli, da Vittorito, da Sulmona.




Presenti il Rettore del Seminario regionale di Chieti, l’ex rettore, gli educatori, i seminaristi, il presbiterio diocesano. Lorenzo Conti. Nato a Sulmona l’11 agosto 1985 è entrato in Seminario nell’ottobre del 2010. Ha concluso il percorso in Seminario il 12 giugno scorso, conseguendo la baccalaurea in teologia. Originario della parrocchia di San Giovanni Apostolo ed Evangelista di Sulmona, ha collaborato con la comunità parrocchiale di Madonna delle Piane di Chieti.



Negli ultimi tre anni è stato invece collaboratore con don Luigi Ferrari nelle parrocchie di San Lorenzo Martire e di Santa Maria della Pace in Popoli. Il rito dell’ordinazione è stato vissuto con raccoglimento e preghiera. La presentazione del candidato è stata fata dal rettore del Seminario don Antonio D’Angelo.





Per la vestizione della stola e della casula don Lorenzo è stato aiutato dal parroco monsignor Eulo Tarullo. La gioia di tutti è esplosa con un caloroso applauso al momento dell’abbraccio di pace del neo sacerdote con il vescovo e con tutto il presbiterio. Al termine della celebrazione don Lorenzo ha ringraziato tutti per la presenza e la partecipazione, ha ringraziato in modo particolare i suoi genitori e la sua famiglia. Il Vescovo, unito a tutto il presbiterio, gli ha fatto dono di una croce a spilla in oro e consegnato la benedizione di Papa Francesco. Presso il Centro Pastorale Diocesano è seguito un momento di agape fraterna nella gioia di avere un nuovo sacerdote.





Di seguito viene riportata l’omelia del Vescovo: “Fratelli e sorelle carissimi, siamo qui a rendere grazie a Dio per il dono di un nuovo sacerdote alla Chiesa e a questa Chiesa locale di Sulmona-Valva nella persona di don Lorenzo Conti. Il sacerdozio è dono e mistero. E’ dono perché è il Signore che sceglie, è Lui che posa il suo sguardo di tenerezza su chi chiama invitandolo a lasciare tutto e a seguirlo. Così ha fatto con don Lorenzo che già lavorava come orologiaio e gli ha chiesto di non riparare più gli oggetti che segnano il tempo ma di seguirlo per essere tutto suo, a tempo pieno.



Il sacerdozio è mistero perché non è opera dell’uomo ma di Dio, si capirà solo nell’eternità, è come il sole, si può guardare ma non penetrare, altrimenti si resta accecati. Gesù è il sommo, unico ed eterno sacerdote, consacrati e uniti a Lui si è sacerdoti per sempre, in eterno. In questo giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Benedetto abate, abbiamo pregato nella colletta: “O Dio, che hai scelto san Benedetto abate e lo hai costituito maestro di coloro che dedicano la vita al tuo servizio, concedi a noi di non anteporre nulla all’amore di Cristo e di correre con cuore libero e ardente nella via dei tuoi precetti”. Caro don Lorenzo nella tua vita di sacerdote, non anteporre nulla all’amore di Cristo.



Abbi sempre davanti agli occhi l’esempio di Gesù Buon Pastore che non è venuto per essere servito, ma per servire, e per cercare di salvare ciò che era perduto. La prima lettura tratta dal libro dei Proverbi ci ha invitati ad accogliere le parole di Dio e i suoi precetti tendendo l’orecchio alla sapienza, inclinando il cuore alla prudenza. Caro don Lorenzo, leggi e medita assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che hai letto, insegnare ciò che hai appreso nella fede, vivere ciò che hai insegnato. Ricordati anche che la Parola di Dio non è tua proprietà: è Parola di Dio.





E la Chiesa è la custode della Parola di Dio. La seconda lettura di san Paolo apostolo ai Corinti ci ha fatto cogliere che siamo ministri di Cristo, che non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore e che portiamo questo tesoro in vasi di creta, cioè nella nostra umanità fragile, segnata dal peccato, ma redenta dall’amore misericordioso del Signore. Tu come sacerdote continui l’opera santificatrice di Cristo. Mediante il tuo ministero, il sacrificio spirituale dei fedeli viene reso perfetto, perché congiunto al sacrificio di Cristo, che per le tue mani, in nome di tutta la Chiesa, viene offerto in modo incruento sull’altare nella celebrazione dei Santi Misteri.



Sia l’Eucaristia il cuore, il centro di ogni tua giornata e celebra la S. Messa come se fosse la prima, l’ultima, l’unica. Riconosci dunque ciò che fai, imita ciò che celebri, perché partecipando al mistero della morte e risurrezione del Signore, porti la morte di Cristo nelle tue membra e cammini con Lui in novità di vita. Consapevole di essere stato scelto fra gli uomini e costituito in loro favore per attendere alle cose di Dio, esercita in letizia e carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intento a piacere a Dio e non a te stesso. Sii pastore, come spesso ci ricorda Papa Francesco, e non un funzionario. Sii mediatore e non intermediario. Come abbiamo ascoltato dal Vangelo proclamato, la ricompensa al ministero sacerdotale non viene dagli uomini, ma da Gesù che la moltiplica per avere in eredità la vita eterna.



Caro don Lorenzo tra poco porrai le mani in quelle del Vescovo che ti dirà: “Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?”. Tu sei giovane e nel futuro della tua vita chissà quanti vescovi avrai come Padri e Pastori. Un cosa ti raccomando, vivi sempre in comunione con il vescovo, perché dove c’è il vescovo c’è la Chiesa, perciò nulla senza il vescovo e nulla contro il vescovo. Quello che il tuo vescovo ti invita a fare nella Chiesa, accoglilo con obbedienza, sempre. Non lasciarti prendere dai richiami del mondo, dalla mondanizzazione. Sii sempre sacerdote di Cristo in obbedienza al tuo vescovo, alla Chiesa, per essere veramente libero nel donare con cuore limpido e puro, conquistato solo dalla gioia di servire. Servi la Chiesa e non servirti della Chiesa.



Carissimo don Lorenzo oggi la tua vita riceve una luce di grazia che la cambia e la trasforma. Innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica, ti farai voce del Popolo di Dio e dell’umanità intera. Voglio esprimere, ora, un sentito ringraziamento al papà, alla mamma, ai familiari tutti di don Lorenzo, al suo parroco, al rettore del seminario e a tutti gli educatori, ai parroci e comunità dove don Lorenzo ha svolto le attività pastorali in questi anni, in modo particolare alla parrocchia di S. Giovanni evangelista in Sulmona, sua parrocchia di origine. La vergine Maria, i Santi Patroni, San Benedetto, ti custodiscano affinchè attraverso il tuo ministero sacerdotale si diffonda nel mondo il buon profumo di Cristo. Amen”.


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